Solar Active Building, la serra sostenibile che usa l'energia fotovoltaica
Se c'è una città in Italia che può essere eletta capitale degli orti botanici, stiamo parlando sicuramente di Padova che, con le sue 3mila e 500 specie diverse di piante, ha un giardino che può essere considerato un vero e proprio incubatore per i sistemi di coltivazione ad alta sostenibilità. In occasione dell'Esposizione Universale 2015 a Milano, l'Università di Padova che si occupa dell'antico orto ha realizzato, inoltre, un Giardino della Biodiversità al cui interno germogliano circa 1.300 specie. Ognuna di esse vive in ambienti che simulano le varie condizioni climatiche del pianeta: dalle aree tropicali alle zone subumide, dalle zone temperate a quelle aride.
Una serra intelligente ed eco-compatibile in quanto capace di ridurre il più possibile l'impatto ambientale. È una teca di vetro lunga 100 metri e alta 18, nella quale forma, articolazione degli spazi e impianti sono stati ottimizzati per sfruttare al massimo l'apporto dell'energia naturale e gratuita proveniente dal sole. Il suo nome è "Solar Active Building", struttura che trasforma e utilizza l'energia fotovoltaica. L'energia elettrica prodotta con pannelli fotovoltaici alimenta le pompe che regolano il ciclo dell'acqua e contribuisce al funzionamento dell'intero sistema delle serre. Le superfici opache interne ed esterne sono rivestite, infatti, con un composto fotovoltaico che sfrutta i raggi ultravioletti per dar luogo a una reazione chimica. Il suo effetto è un abbattimento considerevole dell'inquinamento atmosferico: le stime parlano di 150 metri cubi/metro quando ripuliti dagli agenti inquinanti ogni giorno.

(Solar Active Building è l'edificio che usa l'energia fotovoltaica per il sistema delle serre)
L'effetto serra, così come illustrato dall'Università di Padova, viene dunque utilizzato per risparmiare energia e per mantenere allo stesso tempo gli ambienti all'interno dei parametri di temperatura e umidità propri di ciascuna fascia climatica. Il calore prodotto dai raggi solari resta infatti imprigionato nelle serre. In inverno si accumula durante il giorno nelle parti in muratura, venendo rilasciato durante la notte. In estate, invece, il calore viene mitigato attraverso l'apertura delle vetrate e delle coperture sul tetto delle serre. Sono le piante che reagiscono alle condizioni ambientali, rilasciando anidride carbonica e ossigeno in misura diversa al variare di umidità e di temperatura, a dare l'input per l'apertura e la chiusura delle vetrate. Un sistema computerizzato che mette in relazione i dati forniti dalle piante con i parametri di vita ottimali per ciascuna fascia climatica.
Le serre sono ricoperte da cuscini di Etilene TetrafluoroEtilene (Etfe), un materiale plastico resistente alla corrosione, più leggero e trasparente del vetro ai raggi ultravioletti, vitali per le piante. La loro forma permette di accogliere il calore del sole, creando un cuscinetto d'aria che riduce le dispersioni per irraggiamento nelle fasi notturne. L'effetto visivo di un unico piano di vetro lungo 100 metri è stato ottenuto mediante un nuovo sistema di fissaggio delle lastre, senza profili esterni e in grado di sopportare carichi di vento oltre i 400 chilogrammi/metro quadro. Il Giardino della Biodiversità è un laboratorio unico nel suo genere perché combina design, ingegneria e competenze agronomiche per dar vita a un ecosistema autonomo.
Fonte: Orto Botanico - Università di Padova

