Residential Electrical Storage System: accumulare energia risparmiando

La Anie Energia ha realizzato, in collaborazione con la società Bip, uno studio nazionale sui sistemi di accumulo residenziali, denominati "Residential Electrical Storage System" (RESS), presentato a Roma nel settembre di quest'anno.

In base ai dati prodotti dalla ricerca, la Anie Energia ha voluto dimostrare come il ricorso a tali sistemi comporti non solo la crescita della quota di energia derivante dalle rinnovabili ma anche, di conseguenza, un beneficio per tutto il sistema elettrico.

Copertina dello studio condotto da Anie Energia

L'accumulo domestico svolge, infatti, un ruolo importante nell'ambito degli impianti fotovoltaici privati, aumentati esponenzialmente dal 2008, tanto da arrivare, oggi, a superare le 400,000 unità. Secondo questa ricerca, un'installazione massiccia dei RESS consentirebbe un'ulteriore diffusione dei pannelli solari domestici anche dopo il termine delle tariffe incentivanti sull'energia prodotta, in quanto permetterebbe di ottenere, comunque, una riduzione dei costi sostenuti.

Per comprendere questo, bisogna partire dal funzionamento dei sistemi di accumulo residenziali. Essi sono delle batterie in grado di immagazzinare l'energia in eccesso prodotta durante il giorno e di metterla, in un secondo momento, a disposizione dell'utente in situazioni di assenza di luce solare. È chiaro, quindi, che si arriverebbe ad avere un risparmio doppio, perché questo interesserebbe da una parte il proprietario dell'impianto e dall'altra tutto il sistema elettrico nazionale. Anie Energia stima un taglio delle spese per l'Italia di circa 500 milioni di euro annui.

Per scendere ancora più nello specifico, l'installazione di un sistema RESS comporta, si legge nel documento fornito dalla società, "un miglioramento del bilancio annuo per l'utente finale di circa 150 € nel caso di impianto incentivato (Quinto Conto Energia) e di circa 170 € nel caso di impianto non incentivato". Il vantaggio ottenuto dal possessore del sistema è rappresentato da un incremento dell'autoconsumo e, quindi, di conseguenza, sottolinea sempre Anie Energia, da "una riduzione della bolletta più che proporzionale alla riduzione del ricavo ottenibile dalla vendita dell'energia".
I RESS costituiscono, di fatto, un passo in più verso l'indipendenza dalla rete energetica nazionale.

Schema del funzionamento sistema RESS per impianto Fotovoltaico nuovo senza incentivi(Funzionamento schematico di un sistema di accumulo residenziale)

Attualmente, non si ha ancora una normativa preposta alla corretta regolamentazione dei sistemi di accumulo residenziali, ma la situazione sta lentamente cambiando e, da quanto si è visto, gli oneri della gestione delle rinnovabili potrebbero essere affidati, in parte, ai loro produttori.
In tal senso, è importante la direttiva 2010/31UE del Parlamento Europeo e del consiglio, nella quale si stabilisce che nel prossimo futuro gli edifici dovranno raggiungere standard sempre più elevati di efficienza energetica, accrescendo il ricorso e l'applicazione di impianti di energie alternative.

L'estero, a livello di riconoscimento dell'importanza di una buona diffusione dei sistemi di accumulo residenziali, è più avanti di noi.
Per esempio, la Germania restituisce il 30% del costo di un RESS, ma solo nel caso in cui l'impianto fotovoltaico ad esso legato introduca nella rete il 60% della potenza.
La California, da parte sua, dà un incentivo pari all'1,8 €/W per un impianto RESS, "cumulabile – evidenzia Anie Energia – con l'esenzione fiscale del 30%".

Anie Energia ha studiato anche alcune proposte atte a semplificare e favorire la diffusione dei sistemi di accumulo. Esse riguardano, per citarne qualcuna, incentivi pubblici, la formazione di un fondo d'investimento, l'erogazione di uno sconto sull'acquisto di un'automobile elettrica quando si compra una batteria e viceversa.

La speranza è, dunque, quella di vedere, in un futuro non troppo lontano, la definizione di una legislazione chiara per l'installazione dei sistemi di accumulo residenziali e la loro connessione alla rete.

L'installazione capillare dei RESS, associati agli impianti fotovoltaici, potrà anche contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro, grazie alla formazione, conclude Anie Energia, "di una filiera interna dei sistemi di accumulo e il supporto alla filiera fotovoltaica".

Le foto sono tratte dal documento.

Fonti:
Studio di Anie Energia
GreenMe

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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