Nasce Solar Station K10: la prima centrale fotovoltaica trasportabile
E' recente la notizia che è stata donata all'Università della Costa D'Avorio, la prima centrale fotovoltaica trasportabile, realizzata in Italia. Il suo nome è "Solar Station K10". Uno staff specializzato di tecnici, ingegneri ed architetti italiani si è riunito nel consorzio "Epc Consortium" ed ha proposto di convertire la tecnologia militare in scopi umanitari. Tale gruppo di professionisti ha così donato il primo esemplare all'Università Nagui-Abrogoua di Abidjan in Costa D'Avorio, che, a sua volta, l'ha posizionato nella Facoltà di Medicina.
Lo scorso mese di maggio Daniel Kablan Duncan, Primo Ministro della Costa d'Avorio incontrò il Presidente Carlo Rovelli e il Vice Presidente Giovanni Tirabassi dell' "EPC Consortium". Da quel fatidico colloquio emerse la necessità del Governo Ivoriano di elettrificare circa 200 villaggi attraverso soluzioni in linea con la tecnologia del Solar Power Station K10.

(Ecco una immagine che ritrae il momento dell'incontro tra Daniel Kablan Duncan, Primo Ministro della Costa d'Avorio, e l' "Epc Consortium").

(Ecco un altro interessante istante durante il quale è avvenuto l'accordo di "collaborazione" tra il presidente e l' "Epc Consortium").
Le strutture conosciute in precedenza in ambiente bellico hanno dunque assunto un'altra vita, un'altra anima, un'altra interessante funzionalità, diventando "energia salva-vita" da utilizzare in posti "difficili", ad alto rischio sanitario come appunto l'Africa Occidentale, colpita come sappiamo, dal virus Ebola.
Ma quale era la funzione di tali sistemi originariamente?
Quello di alimentare i satelliti in orbita e fornire energia per apparecchiature radio e per scopi, appunto, bellici. Ora che cosa accade nello specifico? Cambia il vecchio sistema di assistenza: si decide in questo modo di portare "Solar Station K10", una piccola centrale autosufficiente e facilmente trasportabile nei villaggi bisognosi di energia elettrica. Esteriormente tale piccola centrale è simile ad un qualunque piccolo container cargo; ma nella sostanza, si fa sapere, che è capace di contenere al proprio interno la tecnologia di una centrale a pannelli solari. Viene rappresentata come una "scatola per l'energia, una centrale a energia solare di 7,5 per poco più di due metri, facile da gestire, posizionare, muovere ed azionare".
I moduli fotovoltaici della "Solar Station K10" sono in grado di produrre ognuno 40.000 Wh al giorno. Questi dati si decodificano, tra le altre cose, come: 10.000 litri d'acqua estratti dai pozzi dei villaggi raggiunti, illuminazione casalinga, possibilità di utilizzare frigoriferi per il mantenimento di cibo.
La mission dell' "Epc Consortium"? Poter salvare con ogni centrale solare autosufficiente centinaia di abitanti di ogni zona raggiunta, in particolar modo donne e bambini. Tale evento rivoluzionario è molto importante tenendo tra le altre cose in conto che secondo i dati emersi da Pepukaye Bardouille dell'International Finance Corporation (IFC) "sono oltre 590 milioni gli africani attualmente senza elettricità, con conseguenze tragiche a livello globale".

