Nani da giardino solari: il kitsch approda nel fotovoltaico
Considerati " kitsch" fino a qualche anno fa sono tornati alla ribalta diventando signori incontrastati dei nostri giardini. E se nemmeno un colosso come l' Ikea è riuscito a sbarazzarsene, bè allora tanto orrendi non sono.
Di chi stiamo parlando ? Dei nani da giardino, quegli ometti che popolavano le case dei ricchi negli anni Cinquanta e Settanta, tutti affilati, seri e impettiti con Biancaneve al centro. Biancaneve è sparita, finalmente, ma loro sono tornati rinnovati nel look e più sorridenti, sono sbarcati nel cinema (Gnomeo e Giulietta chi non se li ricorda nel favoloso mondo di Amelie?), nei libri, nell'arte con lo scultore tedesco Ottmar Hoerl che li ha rappresentati nell' atto di compiere il saluto nazista, suscitando non poche polemiche, negli spot pubblicitari dove reclamano fogne più funzionanti o nella musica con De Andrè.
In Francia addirittura nel 1995, nasce quasi una crociata, goliardica certo ma ha oltrepassato i confini reclutando soldati anche fuori dal terreno francese, con lo scopo di liberarli, toglierli dai giardini per riportarli nei boschi. In questo modo loro riacquistano la gioia e ai liberatori concederanno come ringraziamento la fortuna.
A volte però anche il nano preferisce tornare nel giardino dei padroni, forse perchè più sicuro. E' quello che è successo in Inghilterra dove un nano è stato prelevato da alcune persone che lo hanno portato in giro per il mondo. Quando è tornato a casa, dopo quasi un anno, aveva con sè 48 fotografie che lo ritraevano in varie località da lui visitate, dodici paesi e tre continenti.
Nel 2010, in un paese della costa amalfitana, Furore (mai nome più azzeccato), il Sindaco si è addirittura armato di un' ordinanza che vieta ai nani di anche solo sostare nei giardini. In caso di effrazione vanno rimossi, e all' occorrenza abbattuti, compresa Biancaneve.
Nel tempo si sono imparentati con goblin e gnomi, più maliziosi e burleschi come quelli di David Goode, l' artista che ha ritratto Freddie Mercury, Michael Jackson, Ronald Reagan, solo per citarne alcuni, esposti nel celebre museo delle cere di Londra.

(un goblin di David Goode)
Sono con noi da sempre, persino Goethe che era un naturalista convinto collezionava oltre a pietre e conchiglie, statue di nani nel proprio giardino.
E' un' antica usanza quindi quella di popolare il giardino con statue e sculture, figure mitiche o immaginarie, negata solo da chi considera il giardino un'oasi naturale.
Le prime produzioni industriali in terracotta, quelle con fattezze disneyane oggi sono pezzi ricercati da collezionare. Attualmente si accontentano di essere realizzati in plastica e sono molto più economici.
Perchè suscitano tanto interesse? A rispondere sono i sociologi che vedono in questi ometti "un'effige popolare del neocapitalismo", perchè segnano la differenza socio-culturale tra chi li compra, li distrugge o li libera.

(lampada solare)
Insomma i nani ci sono e si sono adeguati anche alle nuove tecnologie. Non è difficile trovare nei giardini delle case nani intenti a "lavorare" di giorno e ad illuminare di notte. Sì perchè i nani hanno scoperto il fotovoltaico e con il loro pannelletto producono energia gratis dal sole, poca certo della durata di un paio di ore, ma pur sempre utile ad illuminare un' aiuola che ci piace particolarmente, un angoletto troppo scuro, l'ingresso della cuccia del cane a mò di lampione, o semplicemente la loro figurina per far felici i bambini. Il nano fotovoltaico ha di solito sul fondo un pulsante da azionare quando si espone al sole. Unica accortezza è quella di lasciarlo in carica molto più a lungo le prime volte, tipo due giorni.
Un' ultima curiosità, sapete chi è il nano che sopravvive allo sterminio dell' Ikea? Quello ritrovato dalla bambina alla fine del video?
E' Lampy, il primo nano in assoluto, regalato a un aristocratico inglese assieme ad altri 20 fratelli. Il nobile, nel lontano 1847, li sistemò nel suo giardino, alla sua morte però le figlie si sbarazzarono di quei nani, di tutti tranne che di Lampy che sopravvisse perchè da buon nano si era nascosto tra i cespugli.

















