Le piastrelle ceramiche fotovoltaiche
Le piastrelle ceramiche fotovoltaiche sono la sfida di alcune aziende italiane, che vogliono proporre un prodotto che abbia le caratteristiche della ceramica, ma l'efficienza energetica di un pannello fotovoltaico. La Panaria Group Industrie Ceramiche S.p.A, insieme ad altre dodici aziende, dislocate sul suolo regionale dell'Emilia Romagna e su quello nazionale, stanno mettendo a punto delle "piastrelle ceramiche fotovoltaiche da impiegare in sistemi innovativi di involucro edilizio per la realizzazione di edifici più efficienti, sostenibili ed economici. Sono in pratica unità di rivestimento (tegole, piastrelle o mattonelle) che oltre alla tradizionale funzione di copertura per le abitazioni saranno in grado di fungere da pannelli fotovoltaici per l'edificio che rivestono".

(Tegola solare)
La ricerca su cui si stanno basando è denominata BPIV ( Building Integrated PhotoVoltaics) ed ha lo scopo di ottenere alla fine del progetto due risultati, o meglio sarebbe dire due prodotti. Entrambi saranno appunto dei prodotti su gres porcellanato, che è un materiale di solito utilizzato per interni ed esterni, grazie alla sua compattezza.
In base a quanto si legge dal comunicato della Panaria Group "la prima tipologia di prodotto vedrà applicare a questo materiale un film sottile di silicio amorfo integrato sulla superficie, un materiale per il quale si sfrutteranno le conoscenze sviluppate nell'ambito di precedenti attività di ricerca i cui risultati hanno già consentito di depositare una domanda di brevetto internazionale relativo proprio alla ceramica funzionalizzata con silicio amorfo". Mentre la seconda tipologia di piastrella "applicherà al gres un film sottile di un altro materiale, il CIGS, integrato alla superficie, al fine di studiare le prestazioni e le caratteristiche realizzative di questa diversa tecnologia fotovoltaica, altrettanto promettente, che integrata con la ceramica potrà costituire una valida alternativa di prodotto e arricchire il settore costruzioni di soluzioni tecnologiche diversificate a seconda delle esigenze ed applicazioni".
Questo progetto ha vinto il bando del Ministero dello Sviluppo Economico Industria 2015, nel settore dell'efficienza energetica. Per cui l'idea romagnola è effettivamente realizzabile all'incirca in tre anni, nonostante bisogna dire che i primi prototipi siano già stati presentati nel 2010. L'azienda è però già consapevole che i costi della riuscita di queste piastrelle saranno sicuramente più alti rispetto agli impianti tradizionali, per cui per incrementare l'immissione sul mercato cercherà di appoggiarsi a "delle politiche di supporto a livello nazionale, come il Nuovo Conto Energia".

(Piastrelle di ceramica fotovoltaica installate su un intero edificio)
In Emilia Romagna la ricerca sulle piastrelle fotovoltaiche non nasce però ora, in quanto già nel 2007 la Gravini, azienda modenese, con il CECERBENCH del Centro Ceramico di Bologna avevano presentato un laboratorio "per lo sviluppo delle piastrelle con superficie funzionalizzata". Delle piastrelle 10x10 cm, in cui lo "strato superficiale è in grado di trasformare la luce in energia elettrica, successivamente trasmessa attraverso un sistema di conduzione, integrato nello strato immediatamente sottostante". Anche in questo caso si parlava di gres porcellanato e si ipotizzava come in un edificio rivestito di piastrelle fotovoltaiche si potesse realizzare il 30% del fabbisogno energetico di ogni appartamento.
Vedremo se effettivamente queste piastrelle ceramiche fotovoltaiche riusciranno ad essere immesse nel giro di tre anni sul mercato nazionale, per poter essere spendibili sugli edifici.

