La vernice solare organica...è alla frutta!

La nuova frontiera del fotovoltaico organico è l'utilizzo di materia organica non tanto per quanto riguarda le celle dei pannelli solari ma…la vernice! Proprio così. E' in corso una ricerca sperimentale nel laboratorio scientifico dell'Università Bicocca di Milano, il Mib Solar, presso il Dipartimento di Scienza dei materiali, incentrata sulle modalità di catturare la luce del sole attraverso un colorante organico. Ma partiamo con ordine dal principio.

TRADIZIONE CONTRO INNOVAZIONE: CAMBIANO LE ESIGENZE

Il silicio è una sostanza chimica particolarmente usata nel settore del fotovoltaico a causa della sua capacità di "far scorrere" l'energia, per il suo essere un materiale semiconduttore, è il protagonista principale nella produzione dei pannelli solari ma è anche molto costoso e abbastanza pesante. Sull'uscio della porta dell'innovazione nell'ambito della produzione di energia elettrica tramite il fotovoltaico, vi è la scoperta dell'applicazione di pigmenti organici derivanti da certi tipi di frutta per la fabbricazione di vernice solare.

Ci sono una serie di motivi precisi e convincenti che la rendono un prodotto di ultima generazione. Innanzitutto nasce da un'esigenza specifica: forse le villette di campagna si adattano meglio alla montatura dei pannelli ma il futuro vuole una tecnologia capace di adattarsi ai complessi architettonici degli anni duemila, come i grattacieli. Mentre, infatti, i pannelli possono essere installati solo sul tetto degli edifici, la vernice può ricoprire l'intera superficie riuscendo a catturare una quantità maggiore di luce solare.

DA COSA E' COMPOSTA LA VERNICE SOLARE ORGANICA ALLA FRUTTA

Il suo nome è DSC (Dye Sensitised solar Cells) ed è creata in un laboratorio nel quale viene utilizzata una lampada speciale, perfettamente in grado di riprodurre il sole, e dove avviene l'estrazione dei pigmenti del colorante dai frutti, che a loro volta vengono mischiati con una pasta a base di titanio.

Frutti come i mirtilli, i lamponi, le ciliegie e perfino il vino rosso, contengono una sostanza chiamata ‘antocianina' (dal greco antos= fiore e kyàneos= blu) la quale da' la colorazione rosso-blu-violaceo a questi cibi e che, insieme al titanio, mostra un comportamento paragonabile a quello del silicio. Il procedimento consiste nello schiacciare i frutti con una spatola e se si ritiene necessario aggiungere dell'acqua o altri solventi al liquido ottenuto e il gioco è fatto. Il principio base su cui si fonda il procedimento di cattura dei raggi solari con materiale organico è quello della fotosintesi clorofilliana: il colore rosso-viola assorbe la luce e attiva il processo fotovoltaico.

I RISVOLTI PRATICI LEGATI AI COSTI

Potete immaginare a cosa porterebbe la copertura di enormi edifici con questa vernice ‘fruttata'? Non sarebbe possibile raggiungere la percentuale del 15% di energia catturata con una tecnologia basata sul silicio ma, essendo possibile spalmare il prodotto su superfici di grandissime dimensioni, si riuscirebbe a soddisfare il consumo energetico in maniera molto più efficiente. Per non parlare del fatto che costa 1/5 del silicio, proprio perché composta da colorante organico e biossido di titanio, e se ne possono produrre enormi quantità, a poco prezzo. I bassissimi costi di questa nuova tecnologia la rendono un ottimo potenziale candidato per un ipotetico mercato di massa. Se ogni palazzo, edificio, grattacielo fosse esternamente e internamente intonato con questa vernice solare organica, si avrebbe una garanzia di funzionamento di circa 10-15 anni.

AutoreManuela Monteleone


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