La toilette solare che produce concime

La toilette con pannelli solari che produce energia e concime verde è un progetto sviluppato dall'Università del Colorado, grazie ai finanziamenti della Gates Foundation. Questo sistema è stato ideato per salvaguardare lo spreco di acqua, che si produce quando solitamente si tira lo sciacquone. I soldi investiti su questo bagno solare si aggirano intorno ai 777.000 dollari e sono stati donati ai vincitori del Reinvent Toilete Challenge, istituito proprio per promuovere un' "igiene sicura e sostenibile per 2,5 miliardi di persone" che non possono usufruirne. 

Infatti, oltre a questa toilette anche altri progetti sono stati finanziati, come quello del California Institute of Technology negli Stati Uniti, per la progettazione di una toilette ad energia solare che genera idrogeno ed elettricità. La Loughborough University del Regno Unito ha vinto per una toilette che produce carbone biologico, minerali e acqua pulita. L'Università di Toronto in Canada ha invece vinto per un bagno, che disinfetta feci e urine e recupera risorse e acqua pulita. 

In questo caso il bagno in questione è privo di acqua, e ha la capacità di trasformare i rifiuti in biochar (particolare carbone di legna, utilizzato per produrre concimi verdi e assorbire anidride carbonica). I pannelli solari che sono installati su questo water riescono oltre a sterilizzare le feci anche a trasformare i rifiuti in materiale organico. Ed è importante sottolineare come questa struttura possa essere trasportata in qualsiasi posto, in quanto non ha bisogno di tubi di scarico e quindi sia ottimale per tutti quei paesi poveri che non hanno a disposizione bagni e reti fognarie.

L'invenzione è costituita da otto specchi parabolici che concentrano la luce solare in un punto, non più grande di un francobollo. Ad un vetro in quarzo sono collegati dei cavi di fibra ottica, ognuno dei quali è composto da centinaia di fibre intrecciate. In questo modo l'energia che viene generata dal sole viene trasferita al sistema, che sorregge questi cavi, come se fosse una "linea di trasmissione". La temperatura che riesce a raggiungere è di oltre 600 gradi Fahrenheit, "disinfettando gli agenti patogeni sia nelle urine che nelle feci".

toilette solare

(La toilette solare che produce concime)

Karl Liden, che è uno dei capi della ricerca ha dichiarato sul sito dell'Università del Colorado che  il "biochar è un materiale prezioso" in quanto "ha una buona capacità di ritenzione idrica e può essere utilizzato in aree agricole per rendere nutrienti i terreni e creare più stabilità". Infatti una miscela contenente il 10 % di biochar può contenere fino al 50% più acqua e aumentare la disponibilità di nutrimento per le piante. Inoltre, questa sostanza può essere bruciata come carbone e fornisce energia paragonabile a quella del carbone commerciale.

"Stiamo facendo qualcosa che non è mai stato fatto prima" -ha detto Linden- poiché "mentre l'idea di concentrare l'energia solare non è nuova, trasmettere l'energia in modo flessibile, in un percorso personalizzabile tramite cavi in fibra ottica è l'aspetto davvero unico di questo progetto." Il progetto infatti è ritenuto interdisciplinare in quanto richiede ingegneri chimici per il trasferimento del calore e il lavoro con l'energia solare, gli ingegneri ambientali per il trattamento dei rifiuti, gli ingegneri meccanici per costruire attuatori e parti in movimento e ingegneri elettrici per la progettazione di sistemi di controllo.

I test che sono stati compiuti hanno dimostrato come i cavi riescano a generare 80-90 watt di energia, così l'intero sistema arriva a fornire quasi 700 watt totali. Attualmente il bagno può lavorare sui servizi di quattro-sei persone al giorno, ma l'obiettivo finale è quello di creare una struttura che possa soddisfare l'esigenza di più famiglie. 

"Le soluzioni innovative cambiano la vita delle persone per il meglio"- ha dichiarato Bill Gates- "se applichiamo il pensiero creativo alle sfide quotidiane, anche ai rifiuti umani, siamo in grado di risolvere alcuni dei problemi più difficili del mondo."

AutoreDott.ssa Gloria Maria Rossi


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