Installazione fotovoltaico: gli errori da evitare
Le motivazioni alla base della scelta di installare pannelli fotovoltaici per alimentare la propria abitazione sono essenzialmente due: la volontà di ottenere un beneficio economico e la possibilità di ridurre il proprio impatto ambientale. Affinché entrambe le condizioni vengano effettivamente esaudite, però, occorre saper selezionare l'impianto e garantirne il funzionamento nel tempo. Ecco quali sono gli errori più comuni da evitare per non incorrere in soluzioni svantaggiose o inadeguate.
CALCOLO DEI CONSUMI NEL BREVE PERIODO
Uno degli errori più comuni riguarda proprio una delle operazioni più importanti da effettuare: occorre poter calcolare in modo preciso i propri consumi per individuare la capacità richiesta dall'impianto. Basarsi sulle ultime bollette non è sufficiente: va ricordato che, in base alla stagionalità, i consumi possono variare in modo notevole e occorre poter coprire il fabbisogno tutto l'anno.
CONSIDERARE SOLO LA PIENA POTENZA DELL'IMPIANTO
Una volta individuate le proprie necessità, la scelta dell'impianto deve tenere conto della capacità. Un errore comune è quello di valutare soltanto la piena potenza della struttura, senza tenere conto della necessità di avere a disposizione un adeguato margine. Diversi fattori, infatti, possono influire sulla produttività: dalla presenza di eventuali ostacoli che gettano ombre sui pannelli fino all'inclinazione dei pannelli e alle condizioni climatiche, senza dimenticare la perdita progressiva di efficienza che colpisce ogni pannello fotovoltaico con il passare degli anni.

(Impianto fotovoltaico domestico su tetto)
MIGLIORARE LA PRODUZIONE, MA NON I CONSUMI
Spendere per un impianto fotovoltaico potente ed efficiente è un investimento oculato solo a metà, se prima non si valuta come intervenire sugli impianti domestici per ridurre i consumi ed eliminare gli sprechi. I costi dei consumi energetici possono venire notevolmente ridotti attraverso interventi duraturi nel tempo e buone abitudini in grado di fare la differenza in modo concreto. In questo modo, si potrà selezionare un impianto mantenendo una spesa più contenuta e garantendo comunque la piena soddisfazione delle proprie esigenze energetiche.
FARE TROPPO AFFIDAMENTO SUGLI INCENTIVI
L'annuncio di nuove forme di incentivazione o di sgravi fiscali, spesso, è il motore primario che spinge alla riflessione sull'adozione di un impianto fotovoltaico. Anche nel caso di finanziamenti molto vantaggiosi, però, è importante saper guardare oltre e valutare se i costi di installazione dell'impianto e della sua gestione possono essere ben ammortizzabili anche in assenza di incentivi. Il rischio, infatti, è quello di fare troppo affidamento su risorse economiche e su privilegi ai quali si potrebbe poi non avere accesso, oppure di ritrovarsi in forte difficoltà nel caso in cui i sussidi vengano eliminati o addirittura ridotti: una valutazione tanto più importante quando più sono lunghi i tempi previsti per il rientro dei costi sostenuti, soprattutto nel caso di impianti di grandi dimensioni.
NON TENERE CONTO DI TUTTI I COSTI
Un altro errore comune per chi si accinge a verificare la sostenibilità economica di un impianto fotovoltaico costituisce nel prendere in considerazione soltanto i consumi e i costi di installazione, in rapporto all'efficienza della struttura. Sapere che l'impianto è soggetto a progressiva perdita di efficienza e che non sempre lavora a piena potenza è importante almeno quanto la valutazione dei costi indiretti. Tra questi è importante tenere in considerazione la periodica verifica e manutenzione dell'impianto, valutando anche un'assicurazione che copra la struttura da eventuali danni causati da agenti esterni, particolarmente importante per pannelli esposti costantemente agli agenti atmosferici. L'assicurazione copre l'impianto fotovoltaico anche dal rischio di incendi, ulteriore importante garanzia da non sottovalutare.
VALUTARE SOLO L'ACQUISTO DEI PANNELLI E L'USO DOMESTICO
Se l'acquisto di un impianto fotovoltaico per l'autosufficienza energetica domestica non risulta vantaggiosa, non significa che l'ipotesi vada scartata in toto: esistono molte altre forme di gestione che possono adattarsi alle diverse esigenze. Tra queste, ad esempio, la possibilità di vendere il surplus di energia prodotta direttamente alle compagnie energetiche, allacciando l'impianto alla rete. Prima di fare una scelta definitiva, meglio considerare tutte le opzioni.















