Disturbi alimentari piaga sociale, in Italia ne soffrono due milioni di giovani
Decine di statistiche che ogni giorno ci aggiornano sull'andamento sociale piuttosto che economico del Paese.
Una conseguenza di questa enorme mole di dati è che spesso molti di quelli che dovrebbero considerarsi veri e propri allarmi sociali tendono ad essere sottovalutati.
Esempio quanto mai calzante di questo atteggiamento è sicuramente il dato diffuso a Bologna, presentato nel Corso nazionale della Società Italiana di Medicina dell'adolescenza. In Italia circa due milioni di adolescenti soffrono di disturbi del comportamento alimentare. Il dato, già di per sé è estremamente preoccupante, preoccupa la comunità medica nel ritmo di espansione del fenomeno.
Nella monografia incentrata sul tema dei Dca si parla, infatti, degli adolescenti e delle patologie collegate all'insorgere di questi disturbi; la gravità – nelle parole degli esperti – è che si può considerare alla stregua di un'epidemia sociale.
A corroborare questo dato pure un altro valore che viene riportato, questa volta elaborato dall'Organizzazione mondiale della Sanità.
Tra gli adolescenti, le patologie di tipo anoressico e bulimico rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.
Inutile dire, inoltre, come la grande prevalenza dei giovani affetti da questi disturbi sia composta da ragazze. Il sesso femminile, soprattutto nella fase dell'adolescenza, rivela estrema fragilità nei confronti di quei segnali d'allarme che costituiscono la porta d'ingresso al disturbo. Tra questi gli esperti annoverano la preoccupazione per il peso, l'eccessiva dieta, il conto delle calorie degli alimenti, il pesarsi più volte al giorno, i sentimenti di vergogna nei confronti del proprio regime alimentare, il sentirsi grasso pur avendo un peso nella norma, l'eccessiva attenzione all'esteriorità e una sviluppata ipersensibilità nei confronti di qualunque tipo di critica e di cambiamento emotivo.
Sempre a giudizio degli esperti vi è anche una sottostima del fenomeno clinico, relativo proprio al mancato riconoscimento dei disturbi minori che spesso sono l'anticamera dei comportamenti patologici strutturati.
Comportamenti, hanno avvertito, caratterizzati da due fattori molto negativi: questi disturbi sono cronici e ad alto rischio di recidiva.
Spiega così le ragioni di una pubblicazione ad hoc Piernicola Garofano, presidente della Sima; "È sotto gli occhi di tutti che ci sono dati epidemiologici di incidenza, prevalenza, co-morbillità, mortalità, anche se sono carenti per una mancanza generica di omogeneità".

(Il presidente della Fima, Piernicola Garofano, lancia l'allarme sui disturbi alimentari tra i giovani)
L'esperto, però, avvisa come sia soprattutto nei comportamenti sociali l'importanza di un'azione efficace di contrasto. "Oggi assistiamo a un fenomeno nuovo: i genitori mostrano minore preoccupazione per gli insani comportamenti alimentari dei figli. Sono persino convinti che il vomito possa rappresentare un rimedio adeguato alla gestione del peso corporeo. Tentativi di dimagrimento che le famiglie trascurano per mesi possono, quindi, evolvere in Dca nell'ambito stesso dei costumi familiari".
Negli ultimi anni, peraltro, si registra un notevole abbassamento dell'età di comparsa dei disturbi; il 40% si manifesta tra i 15 e i 19 anni, ma in un numero crescente di casi appaiono già tra gli 8 e i 12 anni.
Obiettivo della monografia proprio quello di dare organicità agli aspetti del fenomeno. Il lavoro, infatti, considera il complesso dei fattori di rischio, biologici, psicologici e sociali. Si va dagli aspetti familiari, come quello di genitori affetti da disturbi psichiatrici, alla familiarità che genera disturbi affettivi, o piuttosto ancora episodi depressivi nelle madri, fino alla tendenza all'abuso di determinate sostanze.

