Sale iodato per prevenire le malattie della tiroide
Ampiamente diffuse nel nostro paese ma anche nel resto del mondo sono le patologie legate alla tiroide, una ghiandola ancora poco conosciuta, nonostante le affezioni ad essa correlate siano comuni, in particolare nelle donne. Allo scopo di prevenirle si può adottare un rimedio naturale ed efficace, il sale iodato, consigliato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dai nostri endocrinologi e dall'Associazione Italiana Tiroide (AIT) che ne ha parlato in occasione del suo 7° Convegno Nazionale.
Il sale iodato aiuterebbe a contrastare in maniera naturale le malattie tiroidee. In un soggetto sano, con una tiroide in perfetta salute, l'impiego abituale e quotidiano di esso contribuirebbe a sostenere la ghiandola e a garantire il corretto svolgimento delle sue funzioni. L'uso di questo sale è importante, inoltre, nelle donne in gravidanza, in quanto la carenza di iodio può comportare notevoli problemi sullo sviluppo psico-neurologico del bambino, causando un ritardo nel suo quoziente intellettivo.
Alfredo Pontecorvi, socio fondatore dell'Associazione Italiana Tiroide, ha di recente sottolineato, proprio in relazione a un simile rimedio naturale, quanto la mancanza di iodio favorisca l'insorgere di patologie tiroidee, in particolare influisce sull'ingrossamento della tiroide, sulla formazione di noduli che, in certi casi, possono degenerare in tumori e sulla comparsa dell'ipotiroidismo.
(Foto di Drtony999)
In virtù di tali considerazioni, l'OMS ha predisposto che il consumo di sale iodato dovrebbe interessare il 95% della popolazione. In Europa sono diverse le nazioni ad aver raggiunto questa percentuale, dimostrandosi più pronte e sensibili alla questione. In Italia, invece, siamo piuttosto indietro.
Le analisi condotte, infatti, dimostrano che nel nostro paese sono vendute solo il 54% di confezioni di sale iodato. La percentuale si abbassa ulteriormente nel settore della ristorazione dove si arriva ad appena il 23% e in quello della produzione alimentare in cui il valore scende al 10%. Una situazione senza dubbio da migliorare, soprattutto se si tiene conto che esiste, da circa otto anni, una legge italiana che obbliga alla messa in commercio del sale iodato.
Una prima importante svolta, comunque, si dovrebbe avere proprio in ambito legislativo. Si è, nella fattispecie, in attesa di un cambiamento del testo di legge. Le nuove direttive interesseranno, in particolare, il circuito delle mense e delle tavole calde. Questi esercizi commerciali dovranno necessariamente impiegare nella loro cucina il sale iodato. Stessa cosa per la grande distribuzione alimentare. Una multa di ben 6 mila euro andrà a chi non rispetterà la disposizione.
Si prevede, in aggiunta, la realizzazione e diffusione di campagne di sensibilizzazione grazie alle quali si informeranno gli utenti sui vantaggi offerti dalla sostituzione del sale tradizionale con quello iodato e, dunque, saranno messi al corrente dell'importanza, a lungo termine, del suo utilizzo.
(Copertina dell'opuscolo informativo divulgato dal Ministero della Salute)
I risultati positivi della iodoprofilassi potranno essere visti solo tra una cinquantina di anni, per questa ragione è fondamentale iniziarla da subito, acquisendo abitudini alimentari più sane.
Una comunicazione efficace, diretta, chiara, tempestiva risulta il primo passo da fare per raggiungere l'obiettivo indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ponendosi allo stesso livello delle altre nazioni europee e contrastando l'insorgenza delle patologie tiroidee soprattutto in quelle zone italiane maggiormente colpite da esse.
Il Ministero della Sanità ha per l'appunto divulgato un opuscolo dal titolo "Poco sale e solo iodato", nel quale menziona le caratteristiche di questo particolare sale, quali sono i suoi pregi, come viene assorbito, dove si acquista e quali sono le dosi consigliate.
Informare per prevenire dovrebbe essere, quindi, il monito dell'Italia e del resto del mondo.

