Il futuro del fotovoltaico nella mani di Elon Musk

Per cercare di contrastare lo strapotere asiatico sul mercato del fotovoltaico, gli Stati Uniti schierano uno dei nomi più grossi nel panorama dell'economia mondiale, il trentenne Elon Musk. L'imprenditore americano si à fatto strada a colpi di genio, affermandosi almeno in una prima fase nel campo dell'ingegneria meccanica, con la Space Exploration Technologies Corporation, che si occupa della costruzione di veicoli spaziali, e l'altra società di cui è fondatore, la Tesla Motors, responsabile della realizzazione delle prime auto elettriche al mondo.

L'imprenditore Elon Musk ha annunciato che costruità l'impianto di produzione di pannelli solari più grande al mondo

(L'imprenditore Elon Musk ha annunciato che costruità l'impianto di produzione di pannelli solari più grande al mondo)

Come ogni buon imprenditore di successo che si rispetti, il giovane Elon Musk ha fiutato poi le enormi potenzialità del fotovoltaico e ha dato vita all'ennesima società, la SolarCity, ad oggi responsabile di circa un quarto delle installazioni di pannelli solari sui tetti delle case americane ogni mese.

Come annunciato sul sito della società nei giorni scorsi, Elon Musk e i fratelli Rive, fondatori della SolarCity, starebbero progettando la più grossa fabbrica di pannelli solari ad alta efficienza al mondo, per venire incontro alla crescente domanda di energia rinnovabile e per contrastare il predominio cinese sul mercato. Per fare questo, la SolarCity ha acquisito di recente la Silevo, società specializzata nelle tecnologie solari e nella manifattura di pannelli fotovoltaici di elevata qualità, con un giro d'affari di circa 350 milioni di dollari. La Silevo, che ha la propria sede nella Silicon Valley, è stata acquisita con un contratto da 200 milioni di dollari.

Elon Musk e i fratelli Rive, fondatori della SolarCity

(Elon Musk (al centro) e i fratelli Rive (Lyndon a sinistra e Peter a destra), fondatori della SolarCity)

La scelta della Silevo non è casuale: i pannelli solari dell'azienda sono assemblati grazie a una tecnologia che riesce a ottenere il massimo dell'energia da ciascuna unità prodotta; le celle solari sono altamente efficienti e questo riduce anche in maniera considerevole la necessità di ricorrere ad un grosso numero di pannelli per ciascuna abitazione, abbattendo così i costi. Meno pannelli, ma di qualità sembra essere dunque il nuovo mantra della SolarCity, che applicherà la tecnologia Silevo al nuovo impianto annunciato nei giorni scorsi.

Come si legge in una nota di martedì sul sito della società, la fabbrica di pannelli solari vedrà la luce nello stato di New York con cui sono già iniziate le trattative. Si legge poi ancora: "Con una capacità prevista di 1 GW che sarà raggiunta entro i prossimi due anni, si tratterà di uno degli stabilimenti di pannelli solari più ampi al mondo", che sarà seguito negli anni successivi da altri uno o più impianti sempre più grandi nelle intenzioni del cda dell'azienda.

La SolaCity costruirà un impianto da 1 GW entro due anni

(La SolaCity costruirà un impianto da 1 GW entro due anni)

La necessità di combinare una tecnologia sofisticata come quella Silevo, un processo industriale automatizzato e costi di produzione molto bassi nasce dall'urgenza di allargare il mercato del fotovoltaico per essere competitivi rispetto all'estero, ma soprattutto rispetto a quello dei combustibili fossili. "Se non faremo così, correremmo il rischio di non essere capaci di avere un numero sufficiente di pannelli solari per espandere il business a lungo termine", spiega lo stesso Elon Musk durante una conferenza stampa. "Stiamo assistendo alla produzione massiva di pannelli standard, ma non a quella di pannelli avanzati, per questo pensiamo sia importante che le due tipologie siano combinate". E per fare questo, appunto, serve un impianto ad alta sofisticazione tecnologica, che sappia venire incontro al grande vantaggio del mercato americano: il prezzo basso dell'energia negli Stati Uniti.

Questo solo per cominciare però, perché se si considera che nel 2040 il 40% dell'elettricità globale sarà ricavata dal fotovoltaico – il che significa installare più di 400 GW di energia solare all'anno per 25 anni – il progetto della SolarCity appare insufficiente, come espresso dalla società stessa in una nota; i pannelli solari sono destinati a non bastare mai, per questo Elon Musk e il suo team si augurano che la fabbrica che costruiranno entro i prossimi due anni sia la prima di una lunga serie.

AutoreDott.ssa Irene Armaro


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