Il fotovoltaico galleggia

Il fotovoltaico galleggiante viene definito da molti il vero futuro. Ovviamente, è facile intuire che questi pannelli non sono posizionati sui tetti delle case, né lungo distese di campi, bensì sull'acqua. Si creano delle vere e proprie isole galleggianti che sono composte da una base, una piattaforma di sostegno e su di questa i pannelli solari che hanno il compito di catturare i raggi del sole, per produrre energia. La peculiarità, che interessa lo sviluppo di questa tecnologia è la possibilità dei pannelli di seguire costantemente il sole e di produrre circa il 20% in più di energia rispetto ai tradizionali pannelli.

In Italia, uno studio è stato condotto da EURAC Research, e si è basato principalmente sui laghi ad alta quota, i quali essendo maggiormente vicini ai raggi del sole più potenti riescono ad ottenere una potenza maggiore, rispetto a quelli che sono posizionati a valle. "Se installati su strutture galleggianti e affidati al fluttuare dei laghi, possono godere dell'irraggiamento solare riflesso dall'acqua, ma anche dalla neve e dal ghiaccio". Gli studi stanno procedendo nel territorio di Bolzano e in particolare sui laghi di sbarramento di Zoccolo, di Vernago e di Resia. A quanto viene riferito dall'Istituto per le Energie Rinnovabili dell'EURAC: "l'Alta Val Venosta già registra una insolazione media di 1600 chilowattora per metro quadro l'anno, ben superiore allo standard europeo. In aggiunta, i pannelli sulle dighe potrebbero sfruttare le infrastrutture già esistenti degli impianti idroelettrici e l'impatto ambientale sarebbe contenuto".

Il fotovoltaico galleggia

(Il primo impianto italiano a Solarolo)

L'introduzione di questi pannelli però non sarà a discapito dei meravigliosi paesaggi, che annualmente attraggo migliaia di turisti, infatti "per il lago di Resia, stiamo valutando una porzione pari all'uno per cento" quindi si tratta di  "un impianto di pochi ettari sicuramente meno invasivo dei grandi parchi a terra che intralciano sia l'agricoltura sia le attività turistiche". Ma queste installazioni non sono presenti solamente nei laghi di montagna, molto spesso si stanno utilizzando dei bacini di acqua che solitamente non vengono sfruttati per nulla e rimangono abbandonati.

La prima installazione di queste isole galleggianti viene fatta risalire al 2009, nella città di Solarolo in provincia di Ravenna. La struttura galleggiante, a forma di loto, è di una dimensione di circa 25 metri di diametro ed una potenza di picco di 19,98 kWp. Mentre nel 2011 è stato inaugurato a Pisa il primo impianto fotovoltaico galleggiante in movimento, nei bacini artificiali inutilizzati della città. Occupa 300 metri quadri, con una potenza di 30 chilowatt, e queste zattere, sui cui sono installati i pannelli si spostano in base all'orientamento del sole. Nello stesso anno, sempre nei pressi di Pisa, ma questa volta a Colignola, i pannelli sono inseriti in laghi di cava e bacini idroelettrici e l'isola è grande 300 metri quadri, pesa 7 tonnellate ed è capace di galleggiare fino a 5 metri di profondità. Il movimento dell'impianto risulta possibile grazie a dei motori ad elica di 300 watt. 

Importante è anche sottolineare come questi pannelli possano essere raffreddati grazie al passaggio dell'acqua sulla superficie, che permette un aumento delle potenzialità di lavorazione della struttura, che non cattura solo i raggi diretti del sole, ma anche la luce riflessa. 

Questi esperimenti oltre che in Italia si affacciano anche in Svizzera nel 2013, quando si è pensato di installare tre isole, presso un impianto di depurazione nel lago di Neuchatel. "Le tre ''isole'' avranno un diametro di 25 metri ciascuna e saranno coperte da 100 pannelli fotovoltaici. Saranno rotanti (l'isola ruota 220 gradi in direzione del sole durante il giorno e ritorna nella posizione iniziale durante la notte) e posate su un supporto in PVC - PU circondato da una bobina gonfiata con aria compressa. Saranno installate in una zona del lago di Neuchatel chiusa alla navigazione, ancorate a blocchi di cemento e collegate alla riva da cavi che immetteranno l'energia prodotta direttamente alla rete di distribuzione elettrica. Ogni isola sara' indipendente, potra' operare e produrre energia elettrica senza le altre due e rimarra' in attivita' per 25 anni per poi essere rimossa".

Come ricorda però l'EURAC ci sono molte incognite per quanto riguardo i pannelli galleggianti,  "primo fra tutti quella del costo elevato: a grandi linee, 1 chilowatt nominale installato galleggiante costa circa 1500 euro più di uno  normale".

Staremo a vedere cosa accadrà in futuro.

Il fotovoltaico galleggia

(Isola fotovoltaica in Svizzera. Fonte: ANSA)

AutoreDott.ssa Gloria Maria Rossi


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