Il caso Moncada: truffa nel settore fotovoltaico

Secondo le recenti ricerche della società IHS, l'Italia è uno tra i paesi europei che più sta incrementando le installazioni fotovoltaiche, e proprio per questo motivo sono in tanti ad interessarsi e ad investire in questa nuova fonte di energia rinnovabile. Abbiamo parlato in più occasioni del modo migliore per potere sfruttare il fotovoltaico e delle agevolazioni fiscali che ne derivano, e la speranza comune è sempre quella che nessuno lucri su queste installazioni, o le utilizzi in maniera indebita. Purtroppo, come è possibile immaginare, sono tanti gli scandali che hanno riguardato l'utilizzo improprio del fotovoltaico ed il relativo furto di fondi pubblici. 

E' ormai sulla bocca di tutti un recentissimo scandalo che ha coinvolto due società agrigentine, la Solarfarm e la M&A Rinnovabili, entrambe collegate con l'imprenditore Salvatore Moncada, suo fratello Stefano ed il loro allevamento di polli. Salvatore Moncada era già diventato famoso su facebook in seguito alla sua iniziativa, a nome della Moncada Energy, riguardante giovani al di sotto dei 35 anni disposti a cedere ettari di terreno per l'installazione di pannelli fotovoltaici.

Le ipotesi di reato contestate sono truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Sembra che nell'allevamento di polli, che dovevano essere utilizzati per carni biologiche, non ci fosse la presenza di alcun volatile e che i due fratelli avessero portato avanti il progetto fotovoltaico, ottenendo finanziamenti pubblici per 9.167.040,60 euro, nonostante non fosse loro stato dato il via libera da parte del Comune, a causa sia della posizione infelice, ad altissimo  rischio sismico, sia poiché la creazione di tale struttura avrebbe stravolto l'assetto territoriale. I due fratelli, insieme al loro fidato progettista, hanno comunque portato avanti il loro progetto fotovoltaico, esteso su circa 100.000 metri quadrati, con una portata di 6,5 MW.

Salvatore Moncada

( Salvatore Moncada, ritratto nel suo "allevamento" Fonte:http://www.ragusanews.com/)

Solo attraverso delle indagini svolte dal nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento, eseguendo il decreto emesso dal procuratore Renato di Natale e dai sostituti Giacomo Forte e Salvatore Vella del dipartimento reati ambientali e societari, si è giunti al rilevamento della truffa, nell'allevamento situato in contrada Narbone, dove sono stati trovati 54 pannelli fotovoltaici, totalmente abusivi. In seguito a questa scoperta, la Procura della Repubblica di Agrigento ha imposto il sequestro nei confronti dei fratelli Moncada e del loro direttore dei lavori, Girolamo Caruso.

Il progettista Caruso ha avuto un suo ruolo fondamentale nella truffa, in quanto nella perizia giurata del 27 Dicembre 2008 affermava falsamente che, poiché la zona era fortemente esposta ai raggi solari, fosse utilizzabile una schermatura con pannelli fotovoltaici e che l'impianto non fosse considerabile come industriale e quindi non fosse necessaria una verifica ambientale (che avrebbe permesso di scoprire immediatamente il raggiro dei fratelli Moncada).

In seguito alla falsa testimonianza e alla falsa documentazione esposta, nel 2009, il comune di Agrigento rilasciò a favore della società "Moncada Energy Group srl" la concessione edilizia, e si ritenne che la produzione di energia alternativa andasse di pari passo con il tipo di produzione biologica dell'allevamento e con la protezione della biodiversità.

E' ovviamente saltato subito all'occhio degli ispettori, però, che l'impianto non possedeva i requisiti di una serra, e che l'unico scopo della sua creazione fosse la messa in funzione dei pannelli fotovoltaici. Se dunque fosse stato svolta una verifica ambientale il progetto sarebbe stato immediatamente impedito, evitando lo spreco dei fondi pubblici.

E' necessario, però, spezzare una lancia a favore dei fratelli Moncada e della loro truffa: tra le tante menzogne dichiarate avevano affermato una cosa veritiera: la coltivazione, all'interno delle serre, di essenze vegetali aromatiche perenni. L'unico neo è che, proprio a causa della struttura non idonea, della dispersione termica dovuta alla non continuità dei pannelli  e del ristagno piovano non è stata possibile la coltivazione corrette di codeste essenze, che hanno quindi avuto un esito completamente fallimentare.

AutoreDott.ssa Miriam Leo


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