Il bonsai e l'edera fotovoltaici

Il bonsai e l'edera sono due elementi che si trovano in natura, e proprio grazie al loro processo di sviluppo e alla loro struttura hanno influenzato coloro che li hanno promossi e fatti diventare degli oggetti di design e degli elementi decorativi per i palazzi.

Iniziamo a parlare del bonsai fotovoltaico di Vivien Muller, che ha portato avanti un progetto ecosostenibile, grazie all'osservazione della fotosintesi clorofilliana delle piante. Il nome della pianta è Electree, è alta 40 centimetri ed ha 27 foglie, che compongono un mini pannello solare. Questo permette di ricaricare una batteria da 13.500 mAh per dispositivi elettronici, che possono essere collegati all'oggetto, con un semplice cavo USB. I pannelli solari che rappresentano le foglie del bonsai possono essere liberamente composte e orientate a 360 gradi a proprio piacimento, anche per poter catturare in maniera efficiente i raggi del sole dove questi cadono. Le foglie sono di forma quadrata ed hanno un lato che misura 96 millimetri.

Per ricaricare completamente la batteria interna si ha bisogno di trentasei ore di luce, mentre successivamente alla prima carica basteranno solamente due ore per avere una ricarica intera. L'oggetto di design può essere utilizzato solamente dentro casa ed è consigliabile posizionarlo sulla finestra, come se fosse veramente una pianta e avesse bisogno di luce per non appassire. Il modello non è stato progettato per essere impermeabile anche perché se piovesse difficilmente qualcuno penserebbe di ricaricare il proprio tablet sotto la pioggia.

In base a quanto si legge sul sito Gizmag la batteria del bonsai è in grado di ricaricare 9 volte un Iphone 5, sette volte un Galaxy S3 e due volte un Ipad 2.  Il costo sul mercato è di 299 euro.

bonsai fotovoltaico

(Il bonsai fotovoltaico di Vivien Muller che permette di ricaricare in due ore il vostro smartphone)

L'edera sui palazzi è una caratteristica delle costruzioni molto antiche, dei castelli, oppure di residenze estere. In Italia difficilmente nelle città si possono ammirare queste foglie che si arrampicano su per i muri e che danno un tocco molto botanico. Da oggi però, l'edera fotovoltaica non sarà più un qualcosa difficile da trovare, in quanto è una soluzione ecologica per produrre energia, nei condomini e anche nelle case di campagna. Il progetto portato avanti dallo SMIT (sustainably minded interactive technology) è denominato Solar Ivy. Ogni foglia è composta da materiale a film sottile, polietilene e un generatore piezoelettrico. Una caratteristica di questi mini pannelli è anche la possibilità di generare energia, oltre che dal sole, anche dal vento. Questo è possibile grazie alla forma organica di ciascun pannello, che permette alle celle di muoversi come se fossero vere foglie sventolate dal vento. 

Queste celle sono stampate su inchiostro conduttivo e possono essere colorate in base alle esigenze estetiche della facciata di ogni casa. La prima commercializzazione dell' edera è stata lanciata sul mercato nel 2009, non riscontrando però molto successo di pubblico, in quanto la duplice versione (solare-eolico) proponeva delle difficoltà evidenti per il costo che sviluppava. Per cui gli inventori ( fratello e sorella) Samuel e Teresita Cochran hanno deciso di puntare nel 2011 solamente sull'energia solare.

La struttura su cui sono fissate le foglie è molto leggera, ed è simile a quella che viene effettivamente utilizzata per le piante rampicanti. Si modella in base all'esigenze della facciata e si stima che grazie all'installazione di cinquecento foglie si possa riuscire a produrre 250 watt di potenza. Il costo si aggira intorno ai 19-24 dollari per ogni foglia.

 

edera fotovoltaica

(Il particolare delle foglie del sistema Solar Ivy, ideato nel 2005, immesso nel commercio nel 2009 (eolico-solare) e riproposto nel 2011 attraverso una versione aggiornata (solare)

AutoreDott.ssa Gloria Maria Rossi


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