Google acquista un parco eolico in Texas. Ma l'energia prodotta la userà davvero?
240MV di potenza eolica già installata, sono questi i numeri in termini di energie rinnovabili, che Google ha acquistato di recente comprando un parco in Texas. Questo è solo uno dei tanti acquisti in ottica di green economy degli ultimi periodi. Sono infatti di qualche tempo fa, gli interessi verso i progetti di turbine eoliche combinate ad aquiloni, e tutte le altre acquisizioni relative alle energie rinnovabili. Un esempio è la centrale eolica Finlandese, che permette di alimentare i data center di Google in Finlandia interamente con energie pulite. Un bel successo!
La notizia del recente acquisto, che porta le capacità di energia di Google alla potenza non indifferente di 590MV, ha fatto il giro de mondo. Ne hanno parlato tutti i media, non solo quindi, quelli che per mission o argomenti, sono più sensibili o votati all'uso e il consumo intelligente dell'energia. Quel che ne esce è un'immagine del colosso di internet davvero attenta e sensibile alle esigenze e al rispetto della cultura delle energie rinnovabili." Google diventa green" è uno dei titoli preferiti più utilizzati, con tutte le varianti del caso, da chi ha dato ampia visibilità a questa notizia, ma è davvero così?
Indubbiamente Google, sta portando avanti e, quel che conta di più, sta mantenendo le promesse in modo concreto, relative a quella campagna di acquisizione di tecnologie legate alle energie rinnovabili di cui tanto si parla. Lo sforzo di soddisfare con energie provenienti dall'eolico per esempio, parte dei consumi, peraltro davvero enormi, relativi alle proprie attività, è qualcosa che rende questa azienda innovativa, non solo nel campo tecnologico informatico, ma anche a livello ambientale.
Ma prima di entrare in altre discussioni, è doverosa una premessa: c'è da chiedersi, se e in quanto tempo, lo sfruttamento intensivo di energie di cui le risorse del colosso di internet necessitano, possano davvero e in modo costante provenire solo e soltanto da fonti rinnovabili.
E' proprio il caso di questa ultima acquisizione che accende i riflettori sul reale utilizzo e consumo diretto da parte di Google dell'energia che queste acquisizioni forniscono. E' la rivista Forbes, un'autorità in campo di editoria finanziaria, a lanciare benzina sul fuoco ed a insinuare addirittura che Google stia facendo greenwashing. Per chi non conoscesse il significato di questo neologismo, la definizione di greenwashing serve ad indicare tutte quelle aziende enti o organizzazioni che si appropriano indebitamente di vanti e virtù ambientaliste.
Google si difende spiegando che al momento, a causa di particolari impedimenti relativi alla struttura del mercato energetico americano, non può realmente consumare in modo diretto l'energia che produce il suo nuovo parco eolico, ma dichiara che l'energia verde che il parco stesso produce ed immette nella rete è uguale a quella che consumerebbe se potesse farlo direttamente.
Senza entrare in merito a polemiche di difficile risoluzione, possiamo semplicemente concludere che il lato verde di Google, sia pure come non consumatore diretto di energia intelligente, e il suo impegno concreto a dare almeno il buon esempio, sono una pratica virtuosa e da imitare. Stando a chi si occupa di comunicazione per il colosso di internet, inoltre, il piano di Google per diventare più green, non finisce con questa recente acquisizione e questo ci fa ben sperare.




