Fotovoltaico sul tetto: se superiore ai 3 kW aumenterà la rendita catastale
L'impianto fotovoltaico installato sul tetto di casa dovrà essere dichiarato al catasto, se superiore ai 3 kW: lo chiarisce la circolare n. 36 del 2013 dell'Agenzia delle entrate. L'impianto superiore ai 3kW dev'essere qualificato come "appendice" dell'abitazione: aumenterà dunque il valore catastale dell'abitazione e, di conseguenza, tasse come Imu, la Tasi e le altre imposte che hanno come base il valore catastale.
La circolare, emanata a fine dicembre, escluso dall'accatastamento gli impianti di produzione inferiori ai 3kW, solitamente destinati ai consumi domestici: ma gli incentivi degli anni passati hanno spinto molti proprietari a installare impianti superiori ai 3 kW per massimizzare produzione e rimborsi. Dopo aver scelto il fotovoltaico per le riduzioni in bolletta e gli incentivi, molti proprietari vedranno crescere la rendita catastale della propria abitazione e le imposte associate.
Quali impianti vanno accatastati. Secondo quanto riportato nella circolare dell'Agenzia delle entrate, la variazione catastale avviene quando il valore dell'impianto supera il 15% della rendita catastale dell'immobile. Un'analisi che può fare solo un professionista, perché di difficile definizione nei casi in cui gli impianti superano leggermente la quota dei 3 kW.
La circolare riguarda quindi gli impianti domestici, con capacità fra i 3 e i 20 kW: sul nostro territorio sono 312 mila gli impianti fra i 3 e i 20 kW -di cui 46 mila in Veneto, 39 mila in Lombardia, 26 mila in Emilia Romagna- che saranno colpiti dalle modifiche sul valore della rendita catastale. Sono invece inferiori ai 176mila gli impianti che non saranno toccati dalle variazioni, perché inferiori ai 3 kW.

L'accatastamento autonomo. Secondo la circolare, vanno accatastati autonomamente tutti gli impianti di tipo industriale di grandi dimensioni che hanno autonomia funzionale. In questo caso gli impianti fotovoltaici vanno accatastati come opifici, in categoria D1.
L'aumento. Il calcolo della variazione del valore catastale si effettua in base ad una prassi estimativa adottata dall'Amministrazione catastale, su istruzioni dell'Agenzia del Territori, risalente al 2005. Il calcolo deve tenere conto di tutte le componenti del sistema, comprese quelle tecniche come inverter, sistemi di allarme, quadri elettrici e cosi via.
Non è dunque una valutazione semplice da fare ed è necessario rivolgersi a un professionista abilitato che valuti se è necessario aggiornare la rendita .Anche l'aumento della rendita catastale e dipende dal valore iniziale dell'immobile: l'aggiunta di un impianto fotovoltaico superiore ai 3 kW, infatti, potrebbe far aumentare la rendita catastale di una o più classi.
Le stime. Fare una stima dell'aumento medio dato dalla variazione della rendita catastale è difficile: il parere di un professionista qualificato è imprescindibile. Secondo le stime fatte dall'Agenzia delle entrate su una villetta con una rendita di 1.200 euro l'incremento della rendita dovrebbe essere almeno di 250 euro.










