Accumulatori low cost grazie al motore a vapore

Viene dalla start up australiana Terrajoule, fondata nel 2009, la soluzione ad uno dei principali problemi presentati dal ricorso al fotovoltaico: la conservazione dell'energia prodotta nelle ore di sole, al fine di renderla disponibile in qualsiasi momento.

Secondo la società, infatti, l'ostacolo maggiore all'adozione su larga scala di questa rinnovabile, la più pratica ed economica nella nuova generazione elettrica del 21° secolo, è proprio l'intermittenza, ossia la difficoltà ad immagazzinare l'energia solare.

Fino ad ora, i  sistemi utilizzati si sono rivelati troppo costosi, ma grazie all'innovazione ideata dalla Terrajoule si potrebbero ottenere accumulatori low cost. Questo perché la tecnica si basa inaspettatamente su una tecnologia di vecchia data, il motore a vapore e, di conseguenza, non necessita di investimenti massicci in nuove tecnologie e materiali. I componenti del sistema sono consolidati e conosciuti e possono essere costruiti, senza alcuna difficoltà, dalle industrie di tutto il mondo. La produzione, quindi, non richiede l'edificazione di altre fabbriche o di attrezzature diverse da quelle già in possesso dalle aziende.

L'investimento di capitale sarebbe, dunque, minimo. Gli ingegneri della start up calcolano un prezzo intorno ai 1,5 – 2 dollari per watt. Un costo molto competitivo e paragonabile a quello di un impianto fotovoltaico della stessa capacità.

Ma come funziona tale operazione di stoccaggio energetico? In sostanza, il tutto si svolge in modo molto semplice. L'energia viene accumulata mediante un sistema a concentrazione solare e poi trasformata in vapore, che sarà convertito in energia elettrica da un motore a pistoni, simile a quello in voga nel 1930.

Schema del funzionamento del sistema Terrajoule(Schema del funzionamento del sistema Terrajoule, tratto dal sito della compagnia)

Prima della conversione, il vapore prodotto, si legge sul sito Greenbiz.it, è "conservato in contenitori di acciaio isolati e a pressione, riempiti di acqua, in modo da condensare ed essere disponibile e trasformabile in elettricità 24 ore su 24. Tale modalità di conservazione è economica, non ha limiti di sorta e non implica il coinvolgimento di sostanze tossiche o componenti chimici". Inoltre, l'energia persa durante il ciclo vapore-acqua-vapore è inferiore al 2%, in base a quanto emerso dai primi esperimenti condotti con un impianto dimostrativo realizzato dalla società in California.

Per conoscere i costi di una specifica applicazione Terrajoule occorre contattare la società o uno dei suoi partner. I sistemi sono modulari e la dimensione di ogni componente degli stessi è configurabile in modo indipendente.

Installare un impianto Terrajoule implica diversi vantaggi. Tra i quali:

  • una diminuzione degli oneri di gestione dovuta all'automazione dei sistemi predisposti per il funzionamento incustodito. I computer operano un monitoraggio costante che permette di diagnosticare eventuali anomalie prima che diventino un problema;
  • il recupero del capitale investito nell'arco di 2 – 5 anni;
  • l'eliminazione della maggior parte della spesa energetica (la percentuale si aggira intorno all'80%);
  • il superamento della dipendenza dall'energia elettrica proveniente dalle classiche fonti;
  • il taglio delle spese di funzionamento per decenni, anche dopo che ci si è ripagati del capitale investito, grazie alla durata superiore ai venticinque anni della tecnologia Terrajule;
  • la produzione del 100% di energia pulita, in quanto questo sistema non rilascia emissioni nocive, essendo composto da materiali non tossici (principalmente ferro, acciaio e acqua).

La capacità produttiva Terrajule potrà svolgere un ruolo importante nella crescita dei mercati energetici emergenti e contribuire al raggiungimento, per il 2020, dell'obiettivo di far derivare l'energia elettrica per il 33% da fonti rinnovabili. Quest'ultimo aspetto, si riferisce ai piani dello stato della California, ma più in generale, possiamo dire che il sistema Terrajule ha in sé le potenzialità di venire in soccorso alle strategie energetiche di tutto quanto il mondo, incentivando la sostenibilità ambientale e la trasformazione radicale del sistema energetico e del funzionamento della società.

La Terrajoule prevede di iniziare a produrre energia dal 2015. È recente, la notizia di un finanziamento di circa 11,5 milioni di dollari rilasciato alla società per consentirle di sperimentare la sua tecnologia su una scala molto più ampia.

 Fonti:
Greenstyle
GreenBiz.it 
Green Energy Journal
Terrajoule

L'immagine della copertina è tratta dal sito della compagnia.

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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