Vertical farm: la rivoluzione sostenibile dell'agricoltura urbana

Che cosa sono le Vertical Farm?

Le Vertical Farm sono dei centri di autoproduzione di cibo, in quanto sono edifici che mirano a ricreare le situazioni ambientali adatte alla crescita di varie tipologie di piante e ortaggi. Possono essere grattacieli adibiti esclusivamente alla produzione di cibo e alla coltura, o possono essere anche piccoli edifici, o ancora, possono esistere situazioni ibride dove l'edificio è utilizzato sia per viverci, sia per produrre.

Dove nasce l'idea?

L'ideatore del concetto di Vertical Farm è Dickson Despommier (http://www.verticalfarm.com/blog), professore alla Columbia University dove attualmente insegna Scienza della Salute ambientale.Il libro del professor Dickson Despommier sulle Vertical Farm

Il discorso del professore nasce dall'osservazione dei dati stimati dall'ONU riguardo la crescita futura della popolazione mondiale. Si stima infatti che per il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 Miliardi di abitanti. Ovviamente, con le risorse odierne, non siamo assolutamente in grado di poter garantire la disponibilità di cibo a un numero così elevato di persone, e proprio in questo ambito si inseriscono gli innovativi progetti delle Vertical Farm.

Il problema risiede nel fatto che circa l'80% dei territori disponibili per l'agricoltura sono già stati usati. Il restante 20% non è sufficiente per le previsioni viste poco prima.

Nasce quindi l'idea di rinserire all'interno delle città quella parte produttiva che una volta faceva parte della città stessa e che ha subìto un processo di esilio progressivo. Le città si sono trasformate in centri di servizi escludendo totalmente dal disegno urbanistico delle città il lato produttivo.

Dietro al concetto di Vertical Farm esiste quindi una forte ideologia che tiene conto dell'impatto sociologico che un'opera del genere può avere in un determinato territorio.

Per citare un esempio, in Singapore, nel 2012 è stata costruita la prima Vertical Farm al mondo: Sky Greens Farms. Singapore, con il suo elevatissimo numero di abitanti, ha un ritmo di vita e necessità totalmente fuori sintonia con il ritmo di ciclizzazione e di riposo del quale hanno bisogno le campagne e i sistemi naturali; quindi, la progettazione di una Vertical Farm in questo contesto ha il fine di cercare di rendere autosufficienti dal punto di vista produttivo alcune aree della metropoli, fatto che implica una serie di conseguenze sociologiche e politiche di rilevante spessore e complessità.      

Esempio di metodo di coltivazione vertical farming(Esempio di una modalità di coltivazione all'interno di una Vertical Farm)

Ma come funziona? Com'è fatta una Vertical Farm?

Le Vertical Farm possono essere realizzate in qualsiasi tipo di edificio.

Essendo uno spazio adibito ad agricoltura è preferibile sfruttare al meglio la luce solare che proviene dall'esterno, tuttavia l'illuminazione naturale non è sufficiente per la crescita delle piante, ed è infatti necessario incrementarla con delle lampade a led. L'energia necessaria per alimentare l'illuminazione artificiale è ottenuta attraverso l'utilizzo di sistemi di riconversione degli scarti vegetali ottenuti nella raccolta, o con sistemi energetici rinnovabili e a impatto ambientale zero (come pannelli fotovoltaici posti in cima alla struttura, o pale eoliche).

Dove vengono coltivate le piante?

All'interno di ogni piano di una Vertical Farm sono presenti coltivazioni idroponiche. Questa modalità di coltivazione permette di poter usare acque reflue (cioè di scarico) per nutrire le piante.

Il metodo di coltivazione idroponico è infatti un sistema naturale di depurazione delle acque poiché le sostanze tossiche e inquinanti (nutrienti)  presenti all'interno del fluido sono assorbite dalle piante per i loro processi vitali. Nutrendosi, quindi, le piante purificano le acque usate per l'irrigazione producendo acqua potabile e disponibile come risorsa idrica per l'uomo.

Da ciò nasce un ulteriore vantaggio, e cioè quello di utilizzare molta meno acqua per l' irrigazione rispetto a una coltura tradizionale (circa il 90% in meno).

Quali sono i vantaggi quindi?

I vantaggi che derivano dalla costruzione di una Vertical Farm sono molteplici e riguardano sia la sfera strettamente scientifica che quella sociologica.

Prima di tutto, le Vertical Farm, essendo sistemi chiusi e controllati, permettono di filtrare l'aria che entra all'interno dell'edificio attraverso specifici macchinari di filtraggio e quindi di purificarla, in modo tale che non ci siano contaminazioni del cibo derivanti da inquinanti gassosi presenti nell'aria. Questo è un gran vantaggio se si pensa al livello di inquinamento atmosferico presente nelle grandi metropoli.

Il fatto di essere un sistema controllabile, inoltre, permette di non usare pesticidi o erbicidi sulle colture, ottenendo in questo modo un prodotto biologico e controllato, senza tracce di inquinanti al suo interno.

Un ulteriore vantaggio è il kilometro zero. Lo Zoo di Paignton, in Inghilterra, ne è un esempio. I gestori dello zoo, hanno investito in una Vertical Farm in modo tale da potersi autoprodurre il cibo per gli animali del bioparco, riducendo la spesa personale e evitando emissioni di CO2 inevitabilmente dovute allo spostamento di merci.

E' un episodio isolato e ovviamente non ha peso sul bilancio totale delle emissioni di biossido di carbonio, però pensate se quasi tutto il mondo si auto producesse il cibo; potrebbe essere un aiuto alla diminuzione di emissioni di CO2, e una possibile soluzione alla fame nel mondo.

 Esempi di coltivazione vertical farm
(Altri esempi di coltivazione in una Vertical Farm)

E in Italia?

In Italia la prima Vertical Farm sorgerà a Milano. L'edificio progettato dall'ENEA si chiamerà Skyland, e sarà presentato alla EXPO 2015 che si svolgerà nella stessa città.

Il gioiello ecosostenibile non sarà solo un edificio adibito alla produzione di cibo, ma uno spazio ibrido, dove si alterneranno spazi domestici a stanze adibite all'agricoltura che produrranno cibo biologico per circa ventimila persone, che sarà poi venduto nel centro commerciale sito all'interno dell'edificio stesso.

Tutto l'edificio sarà a impatto zero, zero rifiuti, zero scarti, zero emissioni.

Infatti gli scarti alimentari che si creeranno durante la coltivazione saranno riutilizzati, e, tramite la loro combustione, saranno trasformati in energia pulita, che sarà messa a disposizione ulteriormente per l'illuminazione dell'edificio creando un circolo vizioso a impatto zero e del tutto rinnovabile, che permette alla struttura di essere autosufficiente dal punto di vista energetico.

Nulla viene buttato.

E dal punto di vista sociale?

Le Vertical Farm rappresentano a tutti gli effetti una rivoluzione sociale. Sono il coronamento del concetto moderno di agricoltura urbana.

Si sta cercando infatti di inserire nuovamente all'interno delle città la produzione, alleggerendo la dipendenza di esse con l'esterno, e cercando di creare una città che non sarà più solo un centro in grado di fornire Servizi, ma anche un centro produttivo e autosufficiente dal punto di vista energetico.

Ovviamente le Vertical Farm non sono la soluzione al problema della fame nel mondo. Non essendo unica, la soluzione sta nel cercare di far coesistere tante realtà differenti (e le Vertical Farm ne sono solo un esempio) affinchè si possa creare una fitta rete di sistemi energetici rinnovabili e a impatto zero in grado, tutti insieme, di fornire il necessario apporto di energia per la razza umana, e allo stesso tempo, di garantire che questo beneficio possa perdurare negli anni  e che possa essere ricevuto e sfruttato anche dalle generazioni future; nessuno escluso.

Una possibile scena di una città ecosostenibile del futuro
(Un possibile scenario futuro di città ecosostenibile)

Autore Davide De Mauro

Articolo letto 5.741 volte



Visualizza l'elenco dei principali articoli