Tra interessi e inquietudini il fracking che spacca l'Occidente

La fratturazione idraulica, comunemente detta fracking, si è imposta negli ultimi tempi sulla scena internazionale attirando su di sé i riflettori della comunità scientifica, del complesso industriale, delle organizzazioni politiche, ma anche l'attenzione di una moltitudine di cittadini di ogni estrazione sociale. Negli Stati Uniti il tema ha appassionato celebrità come Yoko Ono e Sean Lennon, fondatori di Artists Against Fracking, un gruppo anti-fracking che vorrebbe vedere la pratica vietata nello Stato di New York. L'Europa, scossa dal fremito delle speranze, dei timori, degli interessi economici, ha reagito adottando il 22 gennaio 2014 una raccomandazione, che dovrebbe essere attuata entro sei mesi.


Il provvedimento UE

Questo insieme di regole non implica che gli Stati membri siano tenuti a svolgere attività di ricerca o sfruttamento ricorrendo alla fratturazione idraulica ad elevato volume se non lo desiderano né che sia loro impedito di mantenere o adottare misure più specifiche adatte alle circostanze nazionali, regionali o locali.

In nome della tutela dell'ambiente e dell'utilizzo efficiente delle risorse, il provvedimento invita gli Stati membri a seguire linee di condotta generali o ad adattare la propria legislazione relativamente alla controversa tecnica della fratturazione idraulica ad elevato volume — un espressione con cui si indica l'iniezione di un volume d'acqua a partire da 1000 m3 per fase di fratturazione (o da 10.000 m3 se considerato l'intero processo) utilizzata per l'estrazione di idrocarburi (nella fattispecie di gas). In materia di salute umana e ambiente gli Stati membri dovranno effettuare valutazioni sulla base delle direttive 2001/42/CE e 2011/92/UE per prevenire, gestire e ridurre i rischi possibili.

Il compito di legiferare in maniera dettagliata è però in larga parte affidato agli Stati membri: essi dovranno ad esempio stabilire regole chiare sulle eventuali limitazioni alle attività legate a criticità del territorio (particolari formazioni geologiche, zone sismiche o soggette a inondazioni, presenza di falde acquifere), o alla necessità di isolare le aree in cui si svolgono le operazioni autorizzate da quelle residenziali. Dovranno altresì esigere dai gestori l'adozione di determinate misure, come la determinazione dello stato ecologico di partenza del sito dell'impianto, l'elaborazione di piani di gestione per ridurre al minimo le emissioni atmosferiche e l'impatto ambientale, il controllo periodico dell'impianto e delle aree circostanti (superficiali e sotterranee) potenzialmente interessate dalle operazioni.

Nata dall'esigenza di rassicurare l'opinione pubblica ed attenuare l'opposizione all'introduzione delle misure per lo sviluppo dell'estrazione del gas di scisto, la decisione della Commissione non ha sortito esattamente l'effetto desiderato. Già nei giorni precedenti all'approvazione della misura alcune testate giornalistiche di fama internazionale hanno manifestato, in maniera non troppo velata, le loro perplessità: "L'Europa rinuncia a regolamentare il fracking" annunciava Le Monde, mentre in Germania la Süddeutsche Zeitung riportava con un certa delusione: "Le associazioni ambientaliste, assieme ad alcuni deputati UE, avevano preteso la promulgazione di adeguate norme restrittive. Ma è stato tutto inutile, come risulta evidente dal documento. Malgrado il provvedimento UE rimane agli Stati l'onere di disciplinare rigorosamente il fracking. In Germania la tecnica di estrazione risulta finora scarsamente regolamentata."

Dal "Mare degli Svevi" alla Polonia un tumulto di no

Proprio nella patria del giornale, leader europeo nello sfruttamento di fonti di energia rinnovabile, questa eventualità ha scatenato numerose polemiche. A seguito di alcune perizie il Ministro dell'ambiente dell'Assia, Lucia Puttrich (CDU), aveva pregato lo scorso anno il Consiglio provinciale di Darmstadt di negare alla compagnia di estrazione di gas naturale canadese BNK il permesso per rintracciare giacimenti di gas naturale. La motivazione: "Né ecocompatibile né economicamente ragionevole". Secondo le autorità solo circa il 16% della superficie totale dell'area interessata potrebbe celare giacimenti di gas.

Assia a parte anche l'area settentrionale del Lago di Costanza è stata adocchiata delle multinazionali. Il gruppo parlamentare CDU/CSU, solitamente meno propenso a sposare le cause ambientaliste, con la Lex Bodensee ha escluso nel maggio scorso l'impiego della tecnica in prossimità di laghi. Anche i Verdi del conservatore Vorarlberg, stato federato austriaco, si sono fatti sentire a gran voce: in collaborazione con i simpatizzanti di Svizzera, Baviera e Baden-Württemberg hanno persino lanciato una raccolta firme, accessibile dall'homepage del movimento (www.stoppt-fracking.com). Se le sostanze chimiche (tossiche) coinvolte nel processo penetrassero nel sottosuolo, potrebbero riversarsi nel Danubio e contaminare il Lago di Costanza, il "Mare degli svevi", la più grande riserva d'acqua europea.

Collocazione geografica del Lago di Costanza.

Nonostante il disappunto dei Verdi, nel Baden-Württemberg un loro esponente di tutto riguardo, il Ministro dell'ambiente Franz Untersteller, non si è scomposto quando, proco prima di Natale, l'Amministrazione mineraria ha prolungato di due anni le autorizzazioni per l'esplorazione del territorio delle aree potenzialmente interessate dal fracking. Fino al 2015 la Parkyn Energy potrà proseguire nella ricerca di materie prime nell'area di Costanza (1497 km2) e nell'area di Biberach (1077 km2). In un comunicato stampa il Ministro ha tuttavia precisato che la concessione non rappresenta un consenso alla fratturazione idraulica. "Il nostro obiettivo rimane una moratoria contro il fracking in tutta la Germania.", ha sottolineato.

La mossa non è stata però ben accolta dalle associazioni locali di Costanza e Pfullendorf, che hanno ufficialmente presentato ricorso contro l'assegnazione delle licenze da parte dell'Ufficio di Stato per la Geologia, le materie prime, e le attività minerarie (LGRB) del Baden-Württemberg, in una lettera al Ministro dell'Ambiente. Gli attivisti denunciano una violazione di legge, la stessa che ha condotto l'Assia a negare i permessi. Secondo il diritto locale vige infatti il dovere di informare e rendere partecipi delle decisioni le autorità delle aree interessate, addette alla pianificazione dei progetti, tra cui le amministrazioni municipali, che nel caso in esame non sono state interpellate; inoltre le concessioni non avrebbero potuto essere rilasciate in quanto "contrarie all'interesse comune".

In ogni caso non solo la Germania è stata teatro di una vivace opposizione. Nel paesino di Zurawlów, in Polonia, a pochi chilometri dall'Ucraina, i contadini hanno inscenato un protesta in difesa della loro terra dalla contaminazione. Dopo aver riscontrato tracce di petrolio nell'acqua proveniente dalle fonti situate in località limitrofe, interessate da test sismici, essi si sono allertati. L'antagonista? Chevron, il colosso petrolifero statunitense che vorrebbe scandagliare il terreno per stimare l'entità dei giacimenti, probabilmente i più ricchi d'Europa. Il voivodato di Lublino, in cui è situato Zurawlów, e soprattutto le aree agricole nella Polonia orientale, soffrono di un elevato tasso di disoccupazione, che nella zona di Lublino si aggira intorno al 14,2%. In occasione della visita degli inviati della Chevron fu prefigurato l'addio dalla dipendenza energetica dalla Russia e l'arricchimento col gas di scisto.

Col passare del tempo la realtà ha però smorzato l'entusiasmo iniziale: le riserve non sono così enormi, come si era inizialmente supposto (non 3000-5000 miliardi di m3 ma 300-700 miliardi di metri m3); in secondo luogo i primi sondaggi in altre località della Polonia hanno evidenziato risultati deludenti. Le aziende statunitensi Exxon Mobil e Talisman già in primavera 2013 hanno cessato i lavori e si sono ritirate. La frustrazione causata dagli inceppamenti burocratici non è comunque stata ininfluente, benchè il nuovo Ministro dell'ambiente, Maciej Grabowski, consideri l'accelerazione della procedura una delle priorità del suo mandato; dichiarazioni non gradite ai contadini di Zurawlów, che si sentono ignorati dal Governo.

I perchè dell'economia

Grazie alle tecniche di estrazione degli idrocarburi da scisti l'energia negli USA è diventata in confronto all'UE molto più economica. Il boom del fracking renderà gli Stati Uniti già nel 2015 il principale produttore di petrolio a livello mondiale, ancora prima di Arabia Saudita e Russia. Attualmente i prezzi del gas ammontano a un terzo dei prezzi dell'energia importata dall'UE e a un quinto dei prezzi in Giappone. Si prevedono inoltre, diversamente da quanto accadrà nel Vecchio Continente, ulteriori ribassi. Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (IEA) i settori industriali più bisognosi in termini energetici, come l'industria chimica e metallurgica, potrebbero letteralmente fuggire dall'Europa.

Il governo inglese ha già presentato un pacchetto di riforme per favorire lo sviluppo del settore, che comporta ad esempio la semplificazione delle procedure di approvazione di nuovi siti di perforazione, e la concessione di incentivi fiscali per incoraggiare l'esplorazione. Alle popolazioni residenti nei siti di produzione del gas andranno 100.000 sterline (l'equivalente di circa 120.000 euro) in sussidi per la comunità e l'1% delle rendite. La multinazionale francese Total ha già stretto un accordo con la britannica IGas Energy, relativo alle licenze per i sondaggi per l'estrazione del gas di scisto nel Lincolnshire. Ciononostante in Francia il fracking è stato vietato per il bene pubblico, divieto già confermato dalla Corte costituzionale parigina.

Se paragonate ai giacimenti negli USA le riserve di gas in Europa sono molto modeste. Secondo le stime della Commissione UE lo sfruttamento dei giacimenti mitigherà la pressione sui prezzi, ma assai moderatamente. Nel migliore dei casi l'Europa nel 2035 potrà, con il proprio gas di scisto, coprire circa il 10% del suo fabbisogno, mantenendo così circa il 70% delle importazioni di gas naturale. Fatih Birol, economista dell'IEA, sostiene che il fracking rappresenti per l'Europa una soluzione fondamentale ai suoi problemi, evitabile in alternativa con lo sviluppo dello sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile, o una gestione più efficiente dell'energia nell‘industria. Non trascurabili infine le sovvenzioni UE: gli incentivi per il petrolio, il gas e il carbone sono cinque volte maggiori rispetto a quelli per le rinnovabili. I sostegni finanziari rendono pertanto i combustibili fossili più economici di quanto non lo siano realmente.

Sebbene la ragion del denaro sia il motore delle trivelle, proprio negli Stati Uniti, c'è chi afferma, contrariamente all'IEA, che il fracking non rende. Secondo i dati della IHS Herold, un'azienda di consulenza, dal 2008 il boom energetico statunitense sarebbe stato finanziato nient'altro che da ricchi investitori stranieri. Ma i tempi stanno cambiando: nel 2013, le compagnie internazionali hanno speso 3,4 miliardi di dollari, meno della metà di quanto abbiano investito nel 2012, un decimo rispetto al 2011. Il giro d'affari dei produttori di energia statunitensi è crollato nel 2013 del 48% rispetto al 2012, cioè a 47 miliardi di dollari, il primo declino dal 2008. Le spese si stanno semplicemente rivelando eccessive. Lo scorso anno, 80 compagnie del nord America hanno infatti speso un ammontare complessivo di 50,6 miliardi in più di quanto incassato dalle loro operazioni, stando alle informazioni della S&P Capital IQ. Sembra proprio che gli esperti non riescano a mettersi d'accordo, come a dire: neanche i numeri riescono a dettar legge.

Fonti:

http://ec.europa.eu/environment/integration/energy/unconventional_en.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-55_en.htm

http://www.lemonde.fr/planete/article/2014/01/17/bruxelles-renonce-a-encadrer-l-exploitation-du-gaz-de-schiste_4349808_3244.html

http://www.sueddeutsche.de/wirtschaft/schiefergasfoerderung-eu-ebnet-weg-fuer-fracking-1.1863180

http://www.faz.net/aktuell/rhein-main/nach-gutachten-gasfoerdertechnik-fracking-in-nordhessen-gestrichen-12145389.html

http://www.schwaebische.de/region/wir-im-sueden/baden-wuerttemberg_artikel,-Vorarlberg-fuehrt-Fracking-Protest-an-Oesterreicher-beobachten-die-Vorgaenge-am-deutschen-Bodensee-Ufe-_arid,5575721.html

http://www.stuttgarter-zeitung.de/inhalt.fracking-am-bodensee-unterstellers-pech-mit-gasbohren.252a83bf-232f-4a55-9a52-c85b51c9e381.html

http://www.bund-konstanz.de/themen/fracking-am-bodensee/beschwerde-des-bund-ueber-vergabeverfahren-in-bw/

http://www.sueddeutsche.de/politik/fracking-in-polen-kleines-dorf-gegen-grosse-firma-1.1854350

http://www.welt.de/regionales/frankfurt/article117883029/Kanadische-Firma-klagt-gegen-Fracking-Aus.html

http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/wirtschaftspolitik/schiefergasfoerderung-eu-macht-den-weg-frei-fuer-fracking-12751743.html

http://www.sueddeutsche.de/wirtschaft/ungleiche-energiepreise-in-europa-und-den-usa-quellen-der-angst-1.1817190-2

http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304753504579282983108494214

http://www.bbc.co.uk/news/uk-25695813

http://www.sueddeutsche.de/wirtschaft/fehlkalkulation-der-energieunternehmen-fracking-lohnt-sich-nicht-1.1859579

AutoreStella Panosetti

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