Spagna: la cattedrale incompiuta di Don Justo

Vi abbiamo parlato, in passato di tetti in vetro ed edifici ecosostenibili, ma l'idea venuta a Justo Gallego è sicuramente innovativa. L'uomo, infatti, si è posto l'arduo obiettivo di costruire una cattedrale, con le sue mani, tutta in materiale riciclabile. L'idea era già venuta in precedenza a Shigeru Ban, che aveva costruito una chiesa in cartone in Nuova Zelanda. Il progetto di Justo, a Mejorada del Campo, in Spagna, però, è molto più ambizioso.

La sola cupola, ancora incompiuta, dell'edificio è alta 40 metri. Il progetto è così innovativo che sono in tanti i visitatori che si recano ad ammirare la cattedrale. Tuttavia il futuro dell'opera è ancora totalmente incerto, in quanto né il Consiglio né la Diocesi di Alcalà de Henares vogliono sostenere i costi della legalizzazione della cattedrale e non aiutano in alcun modo il progetto di Don Justo. L'uomo ha investito ben 52 anni della sua vita nella costruzione di questo sogno, ed è stato proprio questa sua passione a far s^ che venisse ribattezzato "El Loco de Dios (Il Pazzo di Dio). Don Justo è sicuramente stato vicino al crollo psicologico, in quanto, nel 1961 fu espulso dal convento dove era novizio, a causa della tubercolosi. Ma dopo un periodo difficile è stato proprio questo avvenimento a spingerlo a dar vita a questo progetto. 

(Un Reportage sulla cattedrale di Don Justo)

Senza aver mai studiato architettura, questo anziano uomo di 88 anni ha creato un edificio lungo 50 metri e largo 20, dedicato alla Virgen del Pilar. Guardando Don Justo, inconfondibile con la sua tuta blu e il suo cappello rosso, che si muove agilmente tra scale, carriole e materiali di vario genere, sembra impossibile che sia riuscito ad arrivare fino a questo punto; lo scheletro della cattedrale, infatti è completo, è l'opera sarebbe terminabile in 3 anni, ma purtroppo ne richiederà molti di più, in quanto al momento, mancano i fondi per terminare il suo progetto. 

Proprio per raccogliere i fondi per la sua grandiosa cattedrale, l'uomo ha seguito molte iniziative, come quella al MoMa di New York, dove il suo progetto visionario venne esposto, insieme ad altri 35 importanti edifici spagnoli in fase di costruzione, nel 2006. Poiché sono in pochi a sembrare disposti a dargli sostegno economico per questo monumento che attira migliaia di persone all'anno, Don Justo ha fatto testamento, facendo diventare la cattedrale, alla sua morte, proprietà della chiesa. Il problema, però, è che la cattedrale non ha nessuna carta in regola, in quanto non è stato presentato nessun progetto al Collegio Ufficiale degli Architetti di Madrid, quindi anche la posizione della chiesa è difficile.

La cattedrale di Don Justo

(Una panoramica della cattedrale di Don Justo)

Però il vescovo di Alcalà sta facendo qualche passo verso Don Justo, in quanto vuole creare una fondazione per preservare l'edificio, anche se non può assicurarne l'utilizzo ai fini del culto. Il progetto, finora, non è stato presentato all'ordine degli architetti, perché Don Justo non trova architetti disposti ad aiutarlo. Infatti, viste le difficoltà nell'applicare norme di sicurezza all'edificio, in caso di problemi, la responsabilità ricadrebbe tutta sulle spalle dell'architetto che ha progettato la cattedrale. L'aspetto odierno della cattedrale, purtroppo, è al limite della sicurezza e vige il divieto di ingresso ad estranei a meno che non indossino caschi. Il problema, quindi, è molto grande, e sono in tanti a chiedere che l'opera venga demolita. Sarebbe giusto, però, chiedere a Don Justo di demolire il frutto intero della sua vita?

AutoreDott.ssa Miriam Leo

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