Rinnovabili: la Banca Mondiale comincia a mapparle

22,5 milioni di euro. Questo è il budget di partenza stanziato dalla Banca Mondiale per il programma Renewable Energy Resource Mapping. L'obiettivo mappare le risorse rinnovabili a disposizione del pianeta per favorire gli investimenti nell'energia pulita e dare ai governi tutte le informazioni necessarie a stabilire linee guida e incentivi che tengano conto delle risorse a disposizione in conformità con le esigenze di ogni contesto sociale. 

Il Renewable Energy Resource Mapping è il programma della Banca mondiale per mappare le rinnovabili

(Il Renewable Energy Resource Mapping è il programma della Banca mondiale per mappare le rinnovabili)

Il progetto, promosso dalla ESMAP (Energy Sector Management Assistance Program), il programma mondiale (amministrato, appunto, dalla World Bank) che guarda alle rinnovabili come uno strumento per la crescita e lo sviluppo dei singoli Paesi (contro la fame e la povertà), si occuperà, quindi, di mappare impianti a biomassa, piccoli sistemi idroelettrici, il settore solare e quello eolico. Tutti i dati saranno poi raccolti e messi a disposizione attraverso un atlante globale (il Global Atlas for Renewable Energy), realizzato in collaborazione con l'agenzia IRENA (Internation Renewable Energy Agency). Grazie al GIS online (Geographic Information System), sarà possibile visualizzare qualsiasi informazione sul mondo delle rinnovabili sparse qua e là sul pianeta, complete di notizie circa la presenza di aree protette, strade e infrastrutture.

Ora, dopo due anni dal varo dell'iniziativa (approvata nell'Ottobre del 2012), il programma ha effettivamente cominciato a muovere i suoi primi passi. Si parte dal Pakistan, dove nella provincia del Punjab, sono state già allestite alcune stazioni di raccolta dati. Il punto di riferimento è il mega-impianto fotovoltaico di Quaid-e-Azam, inaugurato lo scorso maggio e destinato a ospitare (entro il 2016) ben 400 mila moduli fotovoltaici, con una potenza di mille MW. 

Il Renewable Energy Resource Mapping parte dal mega-impianto fotovoltaico di Quaid-e-Azam nella provincia del Punjab

(Il Renewable Energy Resource Mapping parte dal mega-impianto fotovoltaico di Quaid-e-Azam nella provincia del Punjab)

Il Pakistan è, però, destinato ad accogliere anche altri centri di raccolta dati. Per il momento, si parla di altre nove stazioni (incluse Bahawalpur e Islamabad) in cui installare, come a Quaid-e-Azam, sistemi di misurazione solare ad alta precisione, in grado di raccogliere in tempo reale informazioni sull'irraggiamento, la temperatura, la pressione dell'aria e la velocità del vento. A queste nove stazioni, se ne aggiungeranno molto presto altre quindici più direttamente interessate al monitoraggio della forza e della frequenza del vento.

Dopo il Pakistan, molto presto il programma si allargherà ad altri dieci Paesi: Etiopia, Indonesia, Lesotho, Madagascar, Malawi, Maldive, Nepal, Papua Nuova Guinea, Tanzania, Vietnam e Zambia, dove per un periodo massimo di due anni si raccoglieranno in contemporanea tutti i dati relativi alla potenza e alle potenzialità delle risorse rinnovabili, in maniera da permettere la realizzazione del grande atlante verde mondiale. 

Molto presto anche Islamabad avrà il suo centro di raccolta dati

(Molto presto anche Islamabad avrà il suo centro di raccolta dati)

Molti i protagonisti dell'ambizioso progetto verde della Banca Mondiale: accanto ai Paesi direttamente coinvolti per l'installazione dei siti e all'IRENA, impegnata in prima linea nell'informatizzazione dei dati, compaiono, infatti, anche altre organizzazioni internazionali come l'Onu, coinvolto con l'Undp (United nations development programme), il programma di sviluppo delle Nazioni Unite, che sarà affiancato anche da più o meno piccoli gruppi attivi a livello locale, nel settore dello sviluppo sostenibile e delle energie rinnovabili.

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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