Rinnovabili, incentivi meno consistenti ma più lunghi

Se è vero che da tempo si parla di eliminare gli incentivi sulle energie rinnovabili, è altrettanto vero che abbandonare completamente a sé stesso il settore potrebbe avere ripercussioni negative, portando a perdere tutti i passi avanti fatti sinora. A questo proposito, allo scopo di ridurre il costo dell'energia elettrica, il Governo italiano ha recentemente introdotto una misura che consente alle aziende che operano nel settore del rinnovabile di poter usufruire di incentivi di importo ridotto ma prolungati di 7 anni. Tutto ciò è contenuto nel decreto leggi di attuazione del piano denominato "Destinazione Italia", approvato nelle scorse settimane dal Consiglio dei ministri.

addetto che installa pannelli solari

Si tratta di un intervento che, secondo gli ideatori, potrà avere un significativo impatto sul costo delle bollette: in sostanza il contributo, anziché durare 15 o 20 anni, è inferiore ma si spalma per un periodo allungato di 7 anni e questo determina una riduzione del peso sulla bolletta elettrica dell'ordine di circa 700 milioni di euro. I fondi saranno quindi destinati a incentivare l'utilizzo del rinnovabile, soprattutto il fotovoltaico: in cambio il Governo offrirà altri incentivi legati ad interventi di rifacimento degli impianti. Ad avere maggiore interesse verso questo provvedimento saranno quegli operatori che dovranno quindi effettuare interventi su impianti e strutture, o coloro che dovranno sostituire dei vecchi pannelli fotovoltaici con altri più nuovi e performanti. Tali incentivi avranno poi delle ricadute positive sulle bollette dei consumatori, che verranno così invogliati all'utilizzo del rinnovabile, in attesa che si arrivi al grid parity.

Accanto a questo si potrà ottenere un risparmio di altri 150 milioni attraverso una misura denominata "ritiro dedicato" (Il ritiro dedicato è una modalità semplificata a disposizione dei produttori per la vendita dell'energia elettrica immessa in rete, in alternativa ai contratti bilaterali o alla vendita diretta in borsa. Consiste nella cessione dell'energia elettrica immessa in rete al Gestore dei Servizi Energetici - Gse -, che provvede a remunerarla, corrispondendo al produttore  un prezzo per ogni kWh ritirato).
Tali fondi dovrebbero essere ricavati da alcuni provvedimenti specifici, come la modifica delle bollette biorarie: utilizzando il fotovoltaico, infatti, l'energia costerà meno di giorno anziché di sera, in quanto la giornata, specie se soleggiata, sarà il momento di maggiore accumulo.
In complessivo il risparmio legato a questi provvedimenti è calcolato in 850 milioni di euro complessivi e si estrinseca in 3 interventi principali: l'avvio di un nuovo sistema incentivante per i produttori di energie rinnovabili, (sia eolica che fotovoltaica); il rinnovamento della modalità "ritiro dedicato" (che porterà alla riduzione degli oneri in bolletta per 150 milioni); la revisione della tariffa bioraria, che verrà resa compatibile alla reale curva di prezzo della giornata.

Verso la grid parity

Questo passaggio si dimostra fondamentale per il percorso che porterà il nostro Paese verso la grid parity (ossia il punto in cui l'energia elettrica prodotta a partire da fonti di energia rinnovabile avrà lo stesso prezzo dell'energia prodotta con fonti non rinnovabili). Per l'energia solare il raggiungimento di tale obiettivo è previsto per il 2020, considerando l'eliminazione degli incentivi, grazie alla diminuzione sempre più rapida del prezzo del fotovoltaico, ma anche con l'incremento dell'autoproduzione e degli impianti installati.

Autore Laura Bosio

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