Rinascimento Terzo: l'eco-quartiere di Roma

Mentre a Milano fervono i lavori del Villaggio Expo 2015, il primo quartiere a emissioni grazie facciate a cappotto, vetricamera basso-emissivi e sistemi di teleriscaldamento, geotermia e fotovoltaico, nei pressi di Roma, tra la Nomentana e la Salaria, oltre il quartiere Talenti, è sorto il Rione Rinascimento, un ecoquartiere alimentato per il 65 % da fonti rinnovabili (ma la percentuale raggiunge il 100 % se si tiene conto dei soli consumi termici, per la climatizzazione e la produzione dell'acqua calda sanitaria).

Il nuovo ecoquartiere Rinascimento Terzo sorge nei pressi di Roma, tra la Numentana e la Salaria

(Il nuovo ecoquartiere Rinascimento Terzo sorge nei pressi di Roma, tra la Nomentana e la Salaria)

Gli ingredienti sono: edilizia ecocompatibile, la più grande centrale geotermica a uso abitativo d'Europa e cogenerazione a biomassa; il tutto immerso in 40 ettari di verde campagna romana, il terzo parco più grande della capitale, attrezzato per qualsiasi attività per il tempo libero. Vediamo, quindi, di conoscere questi ingredienti un po' più nel dettaglio. 

I 950 appartamenti del progetto finale (da due anni, "solo" 266 sono abitabili, ma altri 150 saranno pronti a breve), predisposti su 5 complessi lungo 84 ettari, per accogliere 3000 inquilini, saranno, infatti, riscaldati e raffreddati, attraverso un campo di geoscambio, da un sistema di pompe di calore geotermico: 190 geosonde raggiungono i 150 metri di profondità, senza interferire con la falda acquifera; questo significa che i moduli abitativi sono quasi totalmente riscaldati e rinfrescati dal terreno che, durante l'inverno, cede il calore, mentre, d'estate, lo assorbe, grazie allo scambio termico permesso dall'acqua. 

Un simpatico schema di come funziona di sistema di riscaldamento geotermico

(Un simpatico schema di come funziona un impianto di riscaldamento/raffreddamento geotermico)

Alla centrale geotermica sarà, poi, affiancato un impianto di cogenerazione a biomassa da olio vegetale (dalla Jatropha curcas, pianta non edibile ad alta resa nella produzione del biodiesel). In totale, si riuscirà così a produrre un quantitativo energetico di 7.040 MWh all'anno. Visto che attualmente il complesso ha un fabbisogno energetico di 10.873 MWh all'anno, il 64,7% è soddisfatto da fonti rinnovabili. 

Tutto questo ha comportato un risparmio in bolletta del 40 % rispetto ad abitazioni di dimensioni analoghe ma servite da fonti energetiche tradizionali, con un abbattimento superiore al 50 % delle emissioni di CO2. Il bilancio dei primi due anni è, dunque, decisamente positivo.

Il progetto (realizzato dal Gruppo Pietro Mezzaroma e Figli), si inserisce nel programma EcoEdility (fondato su un nuovo concetto dell'abitare ai massimi livelli della qualità e dell'ecosostenibilità), ma affonda le radici nell'ormai lontano 1962; dal piano regolatore dell'epoca si è passati al concorso di idee per giovani talenti degli scorsi anni e che ha coinvolto anche grandi architetti di fama internazionale.

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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