Relazione tra domotica e sostenibilità

Sicuramente se a qualcuno è capitato di vedere il film Generazione Proteus del regista Donald Cammell, uscito nel 1977, impallidirebbe alla sola idea di parlare di domotica. 

Nel film infatti, un supercomputer organico di nome Proteus si rifiuta di eseguire semplicemente gli ordini ricevuti, ma essendo una macchina curiosa e in grado di ragionare è molto interessata a conoscere i suoi creatori. Per questo chiede l'accesso ad un terminale per fare le proprie indagini. Al rifiuto del suo creatore, il supercomputer trova il modo di entrare nel terminale personale del suo ideatore, situato nell'abitazione. Una casa completamente regolata da un computer. Proteus arriva, così, a prenderne il controllo e quindi ad intrappolare i membri della famiglia in casa.

Generazione proteus

(Locandina del film Genrazione Proteus)

Per fortuna però, questo film di fantascienza ha riscosso scarso successo, perché la demotica - soprattutto quella attuale - è assolutamente qualcosa di molto diverso.

COSA È LA DOMOTICA

La domotica è la scienza che si occupa dello studio delle tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita in casa e più in generale negli ambienti antropizzati. Questa materia, fortemente interdisciplinare, richiede il contributo di molte tecnologie e professionalità, tra le quali ingegneria edile, architettura, ingegneria energetica, automazione, elettrotecnica, elettronica, telecomunicazioni ed informatica.

Il suo obiettivo è, quindi, definire strumenti e strategie per migliorare la qualità della vita intesa come:

  • aumentare la sicurezza;
  • semplificare la progettazione, l'installazione, la manutenzione e l'utilizzo della tecnologia;
  • ridurre i costi di gestione;
  • convertire i vecchi ambienti e i vecchi impianti.

Si può quindi affermare che la domotica svolge un ruolo importante nel rendere intelligenti apparecchiature, impianti e sistemi. Cosa significa? Pensate, per esempio, ad un impianto elettrico che è in grado di autoregolare l'accensione degli elettrodomestici, in modo da non superare la soglia che farebbe scattare il contatore. Non è fantascienza, ma realtà. La domotica è applicata soprattutto alle abitazioni, è per questa ragione che si parla di case intelligenti, ovvero di ambienti in cui, a seguito di una particolare progettazione e inserendo le tecnologie necessarie, apparecchiature e sistemi sono in grado di svolgere le loro funzioni in modo parzialmente autonomo (secondo una programmazione prestabilita) o sono programmate dall'utente. Si tratta di abitazioni in cui le le azioni di routine sono state automatizzate e programmate nei minimi dettagli, ci viene quindi semplificata la vita, ovvero qualcun altro svolge i compiti che dovremmo fare ogni giorno.

Schema casa intelligente

(Schema di casa intelligente: le funzionalità programmate)

Oggi siamo andati oltre, perché esistono prodotti domotici che, oltre a svolgere funzioni di facilitazione o sostituzione di compiti, ci suggeriscono modifiche ai nostri comportamenti e abitudini in modo che risultino utili a noi stessi ed alla comunità nella quale abitiamo, ne sono un esempio gli strumenti domotici per il risparmio dei consumi domestici che ci permettono un immediato e tangibile riduzione sulle bollette, utilissimi poi nel medio lungo periodo per l'eco -sostenibilità dell'ambiente in cui viviamo.

DOMOTICA E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Le ricerche sostengono che ciascuno di noi è responsabile dell'emissione nell'atmosfera di 1.8 tonnellate di CO2? all'anno con i nostri comportamenti quotidiani: uso di gas, di energia elettrica, la produzione di rifiuti, l'utilizzo di mezzi propri di trasporto… È necessario, quindi, riuscire a fare qualcosa per ridurre l'emissione di CO2?. Questo può avvenire in vari modi e con diversi livelli di coinvolgimento diretto, cioè tale obiettivo si può raggiungere attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, la promozione di fonti di energia rinnovabile, la facilitazione della mobilità urbana sostenibile e lo stimolo al cambiamento dei comportamenti dei cittadini. Tutti suggerimenti già sentiti più volte, adesso si può aggiungere una nuova indicazione come ad esempio, l'invito ad adottare prodotti di domotica per incidere maggiormente sulla riduzione degli sprechi.

Cosa cambiare quindi? Prima di tutto è necessario diventare osservatori attenti e inflessibili dei nostri stessi comportamenti. Abbiamo una conoscenza esatta dei nostri consumi o ci affidiamo a quello che ci raccontano le bollette di ciascuna fornitura? Il più delle volte ci fidiamo della bolletta e fatichiamo a fare un controllo di veridicità sul contatore. E allora, come riuscire a controllare i nostri consumi al fine di ridurli?

Una soluzione potrebbe essere l'impiego di piccoli strumenti di domotica, economici e poco invasivi, che hanno lo scopo di procurare informazioni utili per determinare il livello di correttezza dei nostri comportamenti. I risultati ottenuti con il loro impiego sono assolutamente molto interessanti, perché seguendo i suggerimenti emersi, sono state raggiunte riduzioni dei consumi domestici di energia tra il 10% e il 15%, ovvero significa che si verifica anche una drastica diminuzione delle emissioni di CO2? E questo è solo un esempio.

home automation

(Strumenti poco invasivi posizionati in tutta la casa)

Se, poi, all'utilizzo di questi strumenti aggiungiamo buone abitudini, come ad esempio ricordarsi di spegnere le spie di stand by almeno quando non si è in casa oppure utilizzare le lampadine a LED che permettono risparmi sul consumo di energia per l'illuminazione che si aggira intorno all'80%, sicuramente possiamo diventare protagonisti di un cambiamento a livello globale nella direzione della sostenibilità ambientale.

COSTI

È piuttosto difficile parlare di cifre, anche solo in modo approssimativo, per un impianto domotico, si tratta infatti di impianti altamente personalizzati legati alla scelta individuale delle funzioni in base alle dimensioni, alla distribuzione degli spazi dell'abitazione, ai costi del progettista e a quelli d'installazione, che possono variare di molto anche per impianti con caratteristiche simili.

Sicuramente i costi possono essere suddivisi in due macro-gruppi, determinabili in base alla scalabilità applicativa e funzionale del sistema domotico:  

  • il primo è l'impianto domotico di base, cioè un pacchetto già ricco di funzioni utili per rivoluzionare la gestione quotidiana della casa; 
  • la seconda rappresenta il costo dei singoli optional domotici, spesa che può essere affrontata solo in un secondo momento quando emerge effettivamente la necessità di ampliare l'impianto base per renderlo maggiormente funzionale.

Per cercare di dare un'indicazione il più possibile veritiera ipotizziamo di chiedere un preventivo, suddiviso nelle due voci sopra indicate, per realizzare un impianto domotico in un appartamento di 90-100mq composto da soggiorno, cucina, 2 camere da letto, bagno, terrazza/balconi. 

  • impostare luce/temperatura/prese comandate in tutta l'abitazione a seconda dei vari momenti della giornata;
  • centralizzare l'accensione/spegnimento delle luci in un unico punto;
  • ridurre i consumi energetici della casa impostando la temperatura solo in alcune fasce orarie;
  • controllare e gestire il clima dal cellulare via sms;
  • evitare il distacco del contatore del gestore dell'energia in caso di accensione contemporanea di più elettrodomestici;
  • proteggere le persone e i dispositivi collegati all'impianto da eventuale fulminazione;
  • gestire in automatico il ripristino della corrente in caso di fulmini o sbalzi di tensione dopo aver effettuato un controllo sull'impianto;
  • inviare messaggi sms di soccorso a parenti e amici tramite numeri predefiniti.
  • domotica

    (Controllo da cellulare)

    In questo caso, il costo si aggira attorno ai 4.000/5.000 euro, cifra comunque da concordare con l'installatore. Chi se ne intende, vede che il prezzo di un impianto domotico di base non è quindi molto più alto rispetto ad un impianto elettrico tradizionale e, soprattutto, questa spesa spesso incide per una percentuale molto contenuta rispetto al valore complessivo dell'abitazione. A partire dall'impianto base si possono, via via, integrare dispositivi e funzioni a proprio piacimento come ad esempio il kit antifurto senza fili a radiofrequenza integrato con l'impianto domotico, (costo indicativo 1.300 euro) oppure la gestione automatizzata delle tapparelle in modo da chiuderle e aprirle contemporaneamente ( costo indicativo 490 euro inclusi i motori), o addirittura il dispositivo "web server" per il controllo dell'abitazione e la gestione a distanza dell'impianto domotico via Internet, anche con smartphone (costo indicativo 1.100 Euro). E questi sono solo alcuni esempi.

     Sicuramente la domotica è una scienza al servizio della sostenibilità ambientale perché è in grado di aiutarci a migliorare i nostri comportamenti per ridurre il nostro utilizzo di energia, l'emissione di CO2? e a ricordarci e cosa cambiare per poter migliorare, ma è proprio necessaria? Non basterebbe, invece, un po' più di attenzione, impegno e coscienza ambientale come stimoli per agire in prima persona e in modo puntuale senza cedere ad un computer le nostre responsabilità?

     

    AutoreDott.ssa Laura Giovannetti

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