Come prendersi cura del proprio impianto fotovoltaico: la pulizia, la manutenzione e lo smaltimento per evitare rischi alla salute

Un impianto fotovoltaico, al momento dell'acquisto, vanta una garanzia di vent'anni, condizione tra l'altro indispensabile per l'ottenimento degli incentivi statali, ma nella realtà quotidiana è risaputo che il termine di vita di un pannello fotovoltaico è molto più limitato e in questo arco di tempo ci si deve, letteralmente, prendere cura dei pannelli solari. Sembra un controsenso, ma la stessa esposizione ai raggi ultravioletti delle radiazioni solari rovina la resina di protezione delle celle solari, provocandone, in alcuni casi, anche il surriscaldamento, la riduzione del rendimento dei moduli, l'invecchiamento e il deterioramento.

Ogni pannello fotovoltaico presenta, infatti, una riduzione del rendimento elettrico che aumenta nel tempo e, già a partire dal primo anno di vita, si aggira intorno all'1%, arrivando fino al 20% in seguito a 10-15 anni di esercizio. Ciò significa che un pannello solare fotovoltaico necessita continuamente di cure per far sì che il suo rendimento non venga meno per fattori esterni alla sua già inevitabile riduzione di efficienza energetica.

A tal proposito, entrano in scena i tre processi principali e necessari nel normale ciclo di vita di un impianto fotovoltaico o nei pannelli solari e per questo è indispensabile conoscere gli aspetti tecnici, a chi rivolgersi, in quale cadenza devono essere eseguiti e i costi: gli interventi di pulizia, di manutenzione e di smaltimento dei moduli fotovoltaici permettono di assicurarvi un sistema solare con elevato rendimento energetico nel corso del tempo, funzionale nell'ottica ecosostenibile e utile anche alla fine della sua vita operativa.

Gli interventi di pulizia: ottimizzare l'assorbimento delle radiazioni solari

Tutte le tipologie di impianti fotovoltaici e sistemi solari termici necessitano di interventi di pulizia ordinaria con cadenza stagionale o annuale o straordinaria, nel caso vi siano guasti o problematiche relative ai pannelli o a qualsiasi componente dell'impianto.

In ogni caso, ogni opera di pulizia o manutenzione è atta a garantire un ottimale assorbimento dell'irraggiamento solare, eliminando la polvere, la fuliggine, lo smog, i residui di foglie o piante trasportate dal vento. Ogni intervento deve essere eseguito da aziende specializzate nel settore, anche se non si esclude la possibilità che alcuni interventi di pulizia possano essere eseguiti dall'utente stesso nel caso in cui i moduli fotovoltaici siano collocati in una parte della casa accessibile e si possa lavorare in totale sicurezza.

In commercio esistono numerosi e validi strumenti per la pulizia dei pannelli solari installati sia su abitazione domestiche sia su superfici di grandi dimensioni: il video seguente a cura dell'azienda Mattioli srl, mostra un particolare sistema di pulizia per i pannelli fotovoltaici, l'High Pure, che vale veramente la pena di visionare:

Gli interventi di manutenzione: controllo efficienza e guasti

Gli interventi di manutenzione non sono, invece, possibili con un'opera di fai da te, ma è necessario un tecnico specializzato che effettuerà il controllo degli inverter, la connessione dei cavi, i sistemi di monitoraggio remoto, il controllo del liquido antigelo, il controllo degli interruttori, dei fusibili e della carica delle batterie, oltre agli interventi straordinari che possono derivare dalle svariate situazioni come rottura dei pannelli o sostituzione di componenti dell'impianto.

Per comprendere meglio quali sono gli interventi di controllo per avviare gli interventi di manutenzione da effettuare sui pannelli fotovoltaici e con quali strumenti è necessario farli, è utile visionare anche il video seguente a cura della ditta HT Italia, la quale mostra e presenta uno dei suoi strumenti più professionali per il controllo dell'efficienza dell'impianto fotovoltaico nella produzione di corrente elettrica, il modello I-V 400.

Il collaboratore esperto della HT italia dimostra il controllo dei pannelli solari con il sistema della curva e tramite il controllo dell'orientamento solare: lo strumento permette di verificare il valore dell'irraggiamento solare in modo rapido e veloce, permettendo di identificare anche i moduli danneggiati.

"La morte" del pannello solare: smaltimento e bonifica

Nel momento in cui, però, la pulizia, gli interventi di manutenzione sia ordinaria o straordinaria non riescono a rendere il pannello nella situazione iniziale di rendimento elettrico, il pannello solare deve essere sostituito con uno nuovo e per questo necessita di essere raccolto, riciclato e smaltito, recuperando il silicio utilizzato nella costruzione e i metalli pesanti.

L'operazione che deve essere eseguita da aziende certificate, che attualmente si sono unite in consorzi per ridurre i costi di recupero, raccolta e bonifica dei moduli solari. Chi acquista un pannello solare deve, infatti, preventivamente sapere cosa farne alla fine del suo ciclo di vita, attuando una scelta coerente con l'obiettivo primario per cui si acquista un impianto che sfrutta le risorse rinnovabili, ovvero la salvaguardia dell'ambiente e la riduzione dell'inquinamento (che si avrebbe con i pannelli solari non smaltiti).

Lo stesso discorso è valevole per le abitazioni che presentano delle coperture in eternit o con presenza di amianto che necessitano di un'opera di bonifica: tali interventi non sono più difficoltosi e non necessitano di pratiche amministrative o burocratiche lunghe, oltre a avere la possibilità di godere di detrazioni e incentivi per chi sceglie di sostituirle con un impianto fotovoltaico.

16 kg di rifiuti tecnologici all'anno per persona: come smaltire oggi e riutilizzare i rifiuti fotovoltaici

I procedimenti di smaltimento e di bonifica dei pannelli fotovoltaici diventa sempre più semplice grazie alle nuove normative che predispongono l'obbligo per i produttori di fotovoltaico di iscriversi ad un consorzio che garantisca lo smaltimento a fine vita operativa di di tutte le tipologie di impianti fotovoltaici, ma il problema più grave è la produzione stessa di rifiuti che andranno a raccogliersi nell'ambiente: quali sono le soluzioni per la raccolta o lo smaltimento dei rifiuti tecnologici?

Si parla della produzione annuale di circa 16 kg di rifiuti tecnologici per persona, come fare a smaltirli o a riutilizzarli? A tal proposito visionate il video seguente in cui l'ing. Matteo del Buono dell'Istituto per le energie rinnovabili dell'EURAC spiega e mostra le possibilità per lo smaltimento e la bonifica dei rifiuti tecnologici e dei materiali costruttivi dei pannelli fotovoltaici, accennando anche gli elementi dannosi o pericolosi per la vita dell'uomo come il tellurio di cadmio.

Autore Maria Francesca Massa

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