Plastica e carta: nuovi carburanti

Nella continua ricerca di risorse rinnovabili vitali, i ricercatori hanno testato vari tipi di elementi; alcuni più complessi come le cellule solari ed il combustibile ad idrogeno, altri meno complessi come la plastica e la carta. Da due recenti studi, infatti, è emerso che entrambi possono essere utilizzati per creare carburante.

Nello studio pubblicato sulla rivista Energy & Fuels, i ricercatori riportano un modo sostenibile per trasformare l'enorme quantità di rifiuti di carta in combustibile solido; invece lo studio della rivista International Journal of Enviroment and Waste Management, mostra come le buste di plastica abbandonate ed i prodotti simili potrebbero essere convertiti in combustibile liquido, grazie ad un nuovo processo sviluppato dai ricercatori in India.

Carta(Una ipotetica fonte di combustibile)

Per quanto riguarda la carta, i ricercatori hanno esaminato le possibilità di utilizzare i rifiuti cartacei e trasformarli in prodotti utili, non solo come combustibile, ma anche come fertilizzante.  Il combustibile finale, esteticamente, è molto simile al carbone, ed il processo che permette questa trasformazione è il trattamento idrotermico subcritico, che utilizza il calore e la pressione per abbattere e rimuovere i vari componenti di una miscela.

Fino ad ora, testando varie temperature, il team è stato in grado di definire le condizioni ottimali per la conversione dei rifiuti, e la notizia più strabiliante è che la quantità di energia utilizzata per la trasformazione è inferiore a quella utilizzata dal lavoro produttivo del carburante. E' stata proprio questa scoperta a rendere il progetto sostenibile e commercialmente valido.I risultati dei primi studi dimostrano che si possono trasformare facilmente i resti cartacei in carburanti. Lo studio, comunque, sta continuando e si stanno cercando le migliori condizioni per la trasformazione. 

La ricerca sulle buste di plastica, invece è stata portata avanti all'università di Tecnologia e Management Centurion, dove si è sviluppato un processo a bassa temperatura per sviluppare combustibile dai rifiuti composti da polietilene a bassa densità, comunemente utilizzato per i sacchetti di plastica, le apparecchiature mediche ed i componenti informatici. Come possiamo immaginare, quindi, gran parte di questi rifiuti plastici, normalmente finisce in discariche o (ancora peggio) disperso nell'ambiente, negli oceani, nei fiumi, ed è proprio per questo che si sta cercando di risolvere questo problema con la trasformazione in combustibile.

Bottiglie di Plastica(Bottiglie di plastica)

Come ben sappiamo, il petrolio è in costante declino, mentre la crescita è sempre in continuo aumento. E' proprio per questo che gli ingegneri stanno lavorando su un metodo commercialmente praticabile, che riguardi il riciclo delle materie plastiche in sostituzione del petrolio. Ciò aiuterebbe non solo a limitare i rifiuti, ma anche a compensare la questione petrolifera. In sostanza, riscaldando i rifiuti di plastica a temperature non troppo alte, i ricercatori hanno dichiarato di essere in grado di spezzare le catene polimeriche della plastica, con il conseguente rilascio di una grande quantità di molecole ricche di carbonio. Poi, con una tecnica nota con il nome di gas cromatografia, accoppiata alla spettrometria di massa hanno caratterizzato il prodotto di queste molecole. Le analisi hanno mostrato che la loro composizione è estremamente simile chimicamente ai combustibili petrolchimici convenzionali.

La speranza è che queste ricerche continuino ad essere svolte e si possa arrivare a vivere in un mondo completamente ecosostenibile, dove la richiesta di petrolio ed energia esterna diminuiscano sempre di più, permettendo al pianeta di non essere più sfruttato in modo disumano.

AutoreDott.ssa Miriam Leo

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