Pistacchi: da golosi stuzzichini ad inaspettata fonte energetica

Navigando in internet è proprio vero che si trova di tutto e se uno avesse tempo da dedicare a questa attività di ricerca, scoprirebbe tante notizie interessanti e soprattutto curiose, vendute e presentate in modo davvero accattivante. Tempo fa mi sono imbattuta in una notizia strana sui pistacchi che ho voluto subito approfondire.

pistacchi

(Coppetta di pistacchi)

La voce curiosa affermava che in una regione della Turchia, fra le città di Gaziantep e Kilis, nelle vicinanze del confine con la Siria, nei prossimi cinque anni sorgerà un nuovo centro urbano, della dimensione di 3200 ettari, popolato da circa 200mila abitanti, a basso impatto ambientale. In questa nuova città tutto parlerà green: i pannelli fotovoltaici saranno presenti su tutti gli edifici, verrà creato un sistema per la raccolta ed il recupero delle acque piovane e sarà effettuato un efficiente riciclo dei rifiuti. Fin qui nulla di strano, ma cosa lega i pistacchi a tutto questo? Andiamo con ordine. Per prima cosa si deve precisare che la Turchia è il terzo esportatore mondiale di questo prodotto con 6.800 tonnellate di pistacchi all'anno, e la zona di Gaziantep è famosa per la produzione di pistacchi della varietà Antep ed è la terza al mondo in termini di produzione. 

carta geografica

(Posizione del'area interessata al progetto) 

La novità sta nel fatto che oltre a utilizzare i pistacchi in cucina, si sta pianificando di utilizzarli come fonte di energia alternativa per l'alimentazione di un'intera città. È una notizia che merita assolutamente di essere approfondita.

I DETTAGLI

Una società di ingegneria ambientale francese, Buergeap, famosa per la ricerca, l'innovazione e la sperimentazione, ha avuto la geniale idea di riciclare i gusci scartati dei pistacchi per produrre energia e alimentare, così, la città. Questi, infatti, con un potere calorifico di 19,26 Megajoule per chilogrammo, sarebbero in grado di riscaldare e raffreddare ben 55 ettari di edifici pubblici producendo energia pulita, tramite centrali a biomassa. L'idea è, pertanto, quella di ottenere proprio dai gusci dei pistacchi un biogas. L'azienda, infatti, sostiene che << i gusci dei pistacchi possono fornire fino al 60% del fabbisogno di riscaldamento di un'intera città>>. Il loro impiego per la produzione di energia porterebbe  a risolvere anche un altro problema importante per i produttori: lo smaltimento dei gusci. E non dimentichiamo che i vantaggi poi, non sarebbero solo di tipo ambientale, ma anche economici: infatti l'impiego dei gusci di pistacchio per la produzione di energia, permetterebbe un taglio dei costi energetici domestici, provenienti da altre fonti, del 50-70 %, un risparmio che si aggira intorno ai 5 e i 6 miliardi di dollari all'anno. L'innovativo progetto è attualmente ancora in fase di analisi, ma potrebbe cominciare in tempi davvero brevi.

IL PROCEDIMENTO

L'individuazione della materia prima è originale, il procedimento invece di creazione del biogas è quello tradizionale. Infatti, una volta raccolti i gusci dei pistacchi vengono portati in una centrale alimentata a biomassa, dove possono essere utilizzati immediatamente per la produzione di energia, questo significa che non hanno necessità di subire un trattamento di trasformazione prima del loro utilizzo, come invece può capitare ad altri tipi di rifiuti.

Arrivata a destinazione, la biomassa viene chiusa in un digestore dove, in assenza di ossigeno, comincia un processo di conversione di tipo biochimico detto digestione anaerobica.

schema procedimento digestore

(Schema funzionamento del digestore)

Affinché la digestione anaerobica avvenga con la massima efficienza è necessario che la quantità di biomassa inserita nel digestore sia scelta in modo molto preciso, così da fornire la massima resa in biogas nel minore periodo di tempo possibile. Il procedimento di digestione consiste nella demolizione, ad opera di batteri, di sostanze organiche complesse contenute nei vegetali e nei sottoprodotti di origine animale, che produce un gas (biogas) costituito per il 50-70% da metano e per la restante parte soprattutto da CO2. Il biogas presenta un potere calorifico medio dell'ordine di 23.000 chilojoule al metro cubo. Una volta prodotto, questo viene raccolto, essiccato, compresso ed immagazzinato e può essere successivamente utilizzato come combustibile per alimentare caldaie a gas per produrre calore, o centrali a ciclo combinato, o motori a combustione interna. Quindi il risultato non è unico, ma assume molteplici forme e applicazioni.

RIFLESSIONI

Si può quindi affermare che, la città al pistacchio, rappresenta una svolta green non solo per la Turchia, dove avvia un processo innovativo ed economicamente vantaggioso per una delle aree più povere, instabili e depresse del paese, ma anche per le altre aree della regione dove si producono questi gustosi frutti secchi.

Ma è davvero una svolta green? 

Non del tutto: non dimentichiamo, infatti, l'inquinamento indotto dall'uso energetico di biomasse. Anche dopo la depurazione dei fumi prodotti, si ha l'immissione nell'ambiente di quantità non trascurabili di polveri sottili ed ultra sottili, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine.. tutte sostanze con effetti potenzialmente pericolosi per la salute della popolazione esposta. E nel bilancio ambientale, occorre aggiungere anche le emissioni prodotte dal traffico pesante parte integrante della attività dell'impianto stesso, ovvero tutti gli automezzi necessari per il trasporto di biomasse e per il ritiro e lo smaltimento delle ceneri.

Quindi prima di frasi prendere dagli entusiasmi è necessario fare sempre una riflessione complessiva che ponga a confronto vantaggi e svantaggi di ogni nuova scoperta.

 

AutoreDott.ssa Laura Giovannetti


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