Air Purifier Bike: la bicicletta ecologica che ripulisce l'aria dallo smog

La notizia della bicicletta in grado di immettere in circolo aria pulita, dopo aver risanato quella immagazzinata, si colloca in un periodo storico decisamente particolare. Se la "Photosynthesis Bike", o più in specifico "Air Purifier Bike", ottenesse un successo virale, potrebbe non essere del tutto una novità.

Infatti, nel 2012, si è assistito ad un fenomeno inconsueto per  l'Italia: il Paese ha rivalutato la bicicletta, scegliendola quotidianamente come vero e proprio mezzo di trasporto, piuttosto che unicamente come saltuario hobby  della domenica o assiduo impegno sportivo.

Si stima che, solo l'anno scorso, siano state vendute 1.478.000 biciclette, a fronte di 1.450.000 immatricolazioni di automobili: un trend che sembra in aumento. Le motivazioni sono riconducibili alla crisi, all'aumento selvaggio dei carburanti e all'insostenibile traffico cittadino: così, chi può, si munisce di due ruote sia per recarsi sul posto di lavoro, sia per tutti gli spostamenti all'interno dell'area urbana.

La bicicletta che trasforma l'aria inquinata in aria pulita
(Air Purifier Bike e il meccanismo ispirato alla fotosintesi delle piante)

La  Air Purifier Bike trae ispirazione dalle piante, prendendo in prestito il loro meccanismo di trasformazione dell'anidride carbonica presente nell'atmosfera in molecole di ossigeno. Il progetto è stato ideato da una società thailandese, la Lightfog Creative & Design Company, da sempre impegnata nella ricerca di tecnologie green ed eco-sostenibili.

In linea generale, il funzionamento è molto semplice: l'aria viene risucchiata da un particolare aspiratore posizionato sul manubrio, per poi passare attraverso un filtro, nella parte anteriore della bici. In questa fase, grazie alla reazione tra corrente elettrica, prodotta dall'azione meccanica dei pedali, e acqua, contenuta in un piccolo serbatoio posto sotto il sellino, l'aria viene purificata dalle sostanze tossiche ed inquinanti.

La bicicletta aziona questo processo grazie al movimento dei pedali, ma può continuare con la sua "pulizia" anche nel caso fosse ferma e parcheggiata: un alimentazione a batteria, infatti, può mantenere in funzione l'intero meccanismo. In ogni caso, il risultato è lo stesso: aria pulita re-introdotta nell'atmosfera e direzionata verso il viso del ciclista.

Il processo di pulizia dell'aria
(Photosynthesis Bike pulisce l'aria durante la pedalata)

Inoltre, secondo quanto previsto dal progetto, il telaio della bicicletta verrebbe costruito con materiali dotati di piccole celle solari in grado di catturare e stoccare i raggi del sole, per poi convertirli in energia elettrica con cui alimentare la batteria.

Per ora non esiste ancora un prototipo vero e proprio della bici "mangia smog", ma è stato realizzato solo il modello in scala ridotta. Questi presupposti, però, sono bastati per far conquistare al team di designer il Red Dot Design Awards, ovvero il premio per i vincitori del concorso rivolto alle innovazioni nel campo dell'energia sostenibile: "Volevamo progettare dei prodotti che potessero ridurre l' inquinamento atmosferico in città - ha spiegato Silawat Virakul,  direttore creativo dell'azienda - Andare in bicicletta può ridurre il traffico delle città. Inoltre, abbiamo voluto aggiungere più valore alla bici arricchendola della capacità di ridurre l'inquinamento".

Per qualcuno questa stramba invenzione potrà avere del ridicolo: molti potrebbero chiedersi perché debbano essere proprio i cittadini virtuosi a ripulire ciò che altri sporcano; non sarebbe più semplice convertirsi totalmente a mezzi di trasporto non inquinanti? In effetti, il dubbio è lecito e speriamo che la direzione intrapresa sia proprio questa, ma nel frattempo attendiamo di capire se e quando la Photosynthesis Bike verrà commercializzata.

AutoreDott.ssa Jessica Ingrami

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