Libellula di Renzo Piano: grandi risultati per la mini turbina

Non è inusuale intravedere grandi pale eoliche installate su alture e dorsali montuose: sia in Italia che all'estero, gli investimenti per catturare i venti e trasformarli in energia elettrica sono in continua crescita. Sebbene da lontano possano sembrare poco invasive, in realtà si parla di torri in acciaio che si aggirano tra i 60 e i 100 metri di altezza, solitamente con tre pale lunghe circa 15-20 metri ognuna. Difficile, quindi, non scorgerle anche a grandi distanze.

La rivoluzione nel campo arriva nel 2011 con la presentazione ufficiale al pubblico di "Libellula": una mini pala eolica ideata dal famoso architetto genovese Renzo Piano, in collaborazione con Enel Green Power, società del Gruppo Enel operante nel settore di mercato delle energie rinnovabili.

Il prototipo ha dimensioni contenute ed è stato ideato per generare energia anche da venti presenti a bassa quota e molto diffusi sul territorio italiano: Libellula è alta solo 20 metri, pesa 60 kg e, grazie all'impiego di materiali sempre più leggeri e resistenti e alla ricerca continua di nuove tecnologie, ha una capacità di 55 kW a generazione continuata di energia elettrica, perché in grado di sfruttare anche i venti minimi di 2 metri/sec.

Progetto della mini turbina eolica disegnata dall'architetto Renzo Piano(Design minimale della mini pala eolica Libellula)

L'aerogeneratore è un prodotto tutto italiano, dalla sua ideazione primordiale fino alla costruzione vera e propria: concepito dalla Renzo Piano Building Workshop, il progetto esecutivo del prototipo è stato realizzato dallo Studio di Venezia Favero & Milan, mentre la realizzazione è stata affidata alla Metalsistem di Rovereto.

L'obiettivo primario del progetto era quello di distinguersi in maniera netta da tutto ciò che era stato costruito prima. Realizzare, cioè, una pala diversa sia per dimensioni che per obiettivi: questo prototipo doveva avere un basso impatto ambientale e integrarsi nel modo più "naturale" possibile con il territorio. È nata, così, una bipala il cui diametro non supera i 16 metri e la cui visibilità è di un terzo inferiore rispetto alle tradizionali turbine: nei casi di totale assenza di vento, ciò che rimane è una sottile linea verticale data dal corpo della torre e dalle due pale allineate in verticale.

Nel 2011, al momento del suo debutto nel settore, fu annunciato che la produzione in serie per il mercato italiano, e successivamente estero,  sarebbe stata valutata e sviluppata al termine della fase di test: un anno di attività e monitoraggio dei risultati nel campo prova di Molinetto a Pisa, centro di ricerche Enel.

La sperimentazione della mini pala Libellula ha portato ottimi risultati: in due mesi di attività ha prodotto oltre 1,2 MWh di energia elettrica, che sono stati immessi nella rete di distribuzione. Il rendimento della turbina verrà testato ancora per qualche mese, così da stabilizzare i dati energetici ottenuti e valutare la sua diffusione su larga scala. Enel Green Power annuncia che inizialmente l'aerogeneratore sarà utilizzato per i propri impianti, sia in Italia che all'estero. Verrà poi commercializzato e aperto l'acquisto al pubblico attraverso Enel.si, la società di Enel Green Power specializzata nella realizzazione e installazione di impianti da fonti rinnovabili per famiglie e imprese.

Gli obiettivi iniziali, quindi, di creare un prodotto poco invasivo ma efficace sembra che siano stati raggiunti, perlomeno alla luce dei risultati ottenuti in questa fase iniziale di prova. Libellula potrà essere installata anche in contesti paesaggistici delicati, senza deturpare eccessivamente il paesaggio come, invece, è stato imputato alle pale tradizionali. Allo stesso tempo sarà in grado di fornire energia elettrica da risorse rinnovabili a oggi non utilizzate, come i venti di scarsa potenza.

Grandi pale eoliche deturpano il paesaggio: torri giganti sul territorio
(Le tradizionali turbine eoliche)

Inoltre, il progetto e i risultati raggiunti sembra che abbiano destato interesse: Luigi Merlo, presidente dell'Autorità Portuale di Genova, ha prontamente candidato il suo porto per ospitare la turbina Libellula e testarla finalmente in un sito di "pubblico passaggio". In effetti, l'occasione sarebbe perfetta, come spiega il Presidente nel comunicato stampa di EGP: "Per il porto di Genova, che per primo ha predisposto un piano energetico ambientale, rappresenta una grande occasione all'interno del progetto di porto intelligente e sostenibile che stiamo varando".

AutoreDott.ssa Jessica Ingrami


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