Come produrre biodiesel con l'Olio di colza

Coltivata dal Canada agli Stati Uniti, dal Regno Unito alla Germania, dalla Francia all'Olanda e, persino all'India (dove la sua coltivazione occupa il 13 % dei terreni agricoli), la colza, una pianta dal fiore bianco o giallo brillante appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, può essere utilizzata come foraggio per gli animali, nella produzione di olio vegetale alimentare e (ed è questo che ci interessa maggiormente) come combustibile nel biodiesel

Uno sterminato e colorato campo di colza

(Uno sterminato e colorato campo di Brassica napus oleifera, la denominazione scientifica della colza)

Chi non ha la memoria corta, si ricorderà quando, nel marzo del 2005, il TG3 e il TG2 dedicarono due servizi all'utilizzo dell'olio di colza alimentare (acquistabile in qualsiasi supermercato) come sostituto del gasolio per le automobili diesel; e si ricorderà anche lo scalpore che suscitò la notizia, visto che questo prodotto agricolo costava, all'epoca, la metà del gasolio. Ne seguì, ovviamente, tutta una scia di polemiche, sostanzialmente legate all'accisa prevista per il pagamento dei carburanti. La legge italiana (decreto legislativo n. 504 del 26 ottobre 1995, art. 40) prevede, infatti, sanzioni per chi la evade: una multa dal doppio al decuplo dell'imposta evasa (in ogni caso, non inferiore a 7.746 €) e una reclusione da sei mesi a tre anni.

Ma l'olio di coloza alimentare è veramente utilizzabile come carburante? All'epoca, si affermò che il suo utilizzo in tal senso era possibile sole per le auto diesel, abbattendo i costi e garantendo minore inquinamento, ma al costo di alcuni svantaggi: riduzione delle prestazioni, puzza di frittura e possibili sforzi del carburatore. A questo si aggiungeva ovviamente il reato dovuto alla violazione dell'accisa sul carburante.

Lasciando, da parte, le soluzioni fai da te, gli automobilisti potranno comunque rivolgersi a stazioni che commerciano biodiesel, carburanti bio perfettamente in grado di sostituire la benzina e il diesel e la cui origine naturale può contribuire a ridurre notevolmente le emissioni di CO2.

In commercio si può trovare biodiesel prodotto con olio di colza

(In commercio si può trovare biodiesel prodotto con olio di colza)

È la Francia a prediligere l'olio di colza per la produzione del proprio biodiesel (negli Stati Uniti, ad esempio, si preferisce la soia) per via del suo alto valore energetico; in effetti, la combustione di queste piante ricche di oli (e a cui si potrà aggiungere anche il girasole) sprigiona maggiori quantità di energia rispetto ad altri vegetali. L'olio vegetale puro è, dunque, miscelato con metanolo. La miscela così ottenuta è, a propria volta, unita al gasolio in proporzioni variabili sino a un 35 %.

Ovviamente, anche questo tipo di biodiesel porta con sé tutte le polemiche legate al consumo dei biocarburanti, polemiche di carattere etico ed econimico, dovute alla coltivazione di vaste superfici a fini non alimentari.

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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