Nuoro affronta i paesaggi sostenibili per il nuovo millennio

E' fondamentale ripartire da zero ed in modo soprattutto intelligente, per andare a migliorare il nostro ambiente e la qualità di vita. In che senso? Nel senso che è fondamentale dare vita ad una filosofia concreta che massimizzi la valorizzazione del paesaggio, tutelandolo oltre misura. Di questo e di tanto altro si è discusso nell'auditorium del Museo etnografico di Nuoro, in occasione del secondo convegno dal titolo "Paesaggi sostenibili per il nuovo millennio".

filosofia green

(A Nuoro un confronto tra professionisti sui possibili strumenti per rendere il nostro paesaggio sostenibile).

L'evento, svoltosi lo scorso 9 gennaio 2015, e che ha visto interventi e presenze importanti, è stato organizzato dalla Federazione regionale dottori agronomi e forestali e dal Consiglio nazionale dottori agronomi e forestali in collaborazione con "Anab", Istituto nazionale di urbanistica sezione Sardegna e le università di Sassari e Nuoro. Alla base? La revisione delle norme urbanistiche per le zone agricole, gli strumenti e le strategie per la salvaguardia nei confronti del paesaggio e del reticolo idrogeologico fornito dalle attività agricole e pastorali; ed ancora la gestione sostenibile del territorio, che si sposa con la parola "equilibrio".

Il convegno si è sviluppato in tre sessioni: nella prima si è discusso della "Conoscenza del territorio"; nella seconda si è affrontato il tema sulla "Criticità e le norme"; l'ultima sessione, invece, ha parlato delle "potenzialità e delle proposte" legate al territorio sardo. A dare lo start al convegno è stato Alessandro Bianchi, sindaco di Nuoro, insieme con Marcello Caredda, presidente dell'Ordine dei dottori agronomi e forestali di Nuoro. Da parte sua, Paolo Callioni dell' "Associazione nazionale architettura bioecologica", ("Anab") prendendo la parola, ha sottolineato l'importanza, quanto soprattutto il bisogno, di riuscire una volta e per tutte, a "superare una visione industriale che riesce a immaginare un mondo in cui o si distrugge il territorio o si nega ogni intervento; dobbiamo, invece, andare nella direzione "postindustriale" del miglioramento della qualità ambientale dei progetti, valorizzando i paesaggi agrari abbandonati, usando materiali da costruzione ecologici, naturali e locali (lana, sughero, paglia, calce, canapulo ecc.), trasformando le nostre città grigie e inquinate in spazi verdi e a misura d'uomo". Il presidente della Federazione Regionale Dottori Agronomi e Forestali, Ettore Crobu, ha ribadito la "centralità della presenza dell'uomo nel paesaggio, senza la cui azione non è pensabile immaginare il paesaggio come noi lo conosciamo oggi".

E' previsto a Sassari, nell´autunno del 2015, il prossimo ed ultimo incontro sui "paesaggi sostenibili per il nuovo millennio". Ricordiamo che il primo appuntamento del seminario in questione si è svolto a Cagliari, nel settembre 2013

AutoreDott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi

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