Smaltimento pannelli fotovoltaici senza pensieri: normative, decreti, vantaggi e in generale tutto quel che c'è da sapere

Il fotovoltaico è molto utile per ottenere una fonte energetica, oltre ad essere associato ai concetti chiave quali la sostenibilità. Come è ben noto, gli impianti fotovoltaici sono in grado di produrre elettricità evitando emissioni di CO2, e soprattutto senza  consumare risorse naturali.

Ma la complessità di produzione e di materie prime con qui è fatto un pannello, come le latre tecnologia elettroniche complesse, non hanno la capacità di durare in eterno, ma per un preciso periodo.

I pannelli fotovoltaici, una volta installati, sono in grado di garantire la loro produzione di energia per almeno 20- 25 anni. Durante questa fascia di anni, può succedere che questi subiscano danni, guasti o semplicemente riducano la loro capacità di produrre energia elettrica. Diviene, quindi, necessario buttare o sostituire i pannelli non più funzionanti. In questa fase è essenziale  gestire i pezzi dei pannelli fotovoltaici con discrezione. Nel momento in cui i moduli fotovoltaici non sono più idonei alla produzione di energia elettrica questi diventa un rifiuto che ha l'obbligatorietà di essere smaltito opportunamente.

I CONSORZI E LE NORMATIVE PER LO SMALTIMENTO 

Cosa bisogna fare in questi casi?
Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici dal 2011 è regolato da una legge, la cosidetta IV Conto energia, che prevede che dal giugno 2012 tutti i produttori di moduli fotovoltaici devono essere legati ad un consorzio per lo smaltimento dei suddetti.

Dal 30 Giugno 2012 è subentrata la norma che sostiene che i fotovoltaici possono essere smaltiti e riciclati senza danneggiare più l'ambiente. Infatti questa norma sancisce il corretto smaltimento dei pannelli.

Ci sono pannelli fotovoltaici con varie caratteristiche strutturali, ma tutti hanno il vantaggio di essere costruiti ed assemblati con materie prime che sono potenzialmente riutilizzabili.

Grazie al riciclo dei pannelli e dei moduli fotovoltaici si possono riportare in vita materiali di grande importanza ed altri che, altrimenti, finirebbero dispersi nell'ambiente e in discariche speciali.

Per garantire il corretto processo di smaltimento, viene affidata la gestione a delle aziende produttrici che hanno la possibilità di mettere in atto le fasi del riciclo dei pannelli fotovoltaici, seguendo un sistema creato ad hoc. Proprio per questo motivo  il GSE ha dunque pubblicato sul proprio sito web una lista con 11 Enti e Consorzi abilitati ed idonei alla gestione dei moduli fotovoltaici.

Secondo le normative del GSE, le aziende ed imprese che hanno installato pannelli fotovoltaici entrati in esercizio dal 1 Luglio 2012 al 31 Marzo 2013, hanno il compito di aderire, entrò il 31 Marzo, con uno dei soggetti addetti allo smaltimento dei pannelli. Nel caso in cui non avvenisse questo, il GSE non ammetterà i nuovi impianti con incentivi previsti dal Quarto e Quinto Conto Energia, in aggiunta avrà il diritto di annullare i provvedimenti di riconoscimento delle quote incentivanti già formulati.

Uno dei Consorzi in grado di gestire i rifiuti dei pannelli è il Cobat, Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo. Cobat agisce da oltre 25 anni in questo ambito, con attività di raccolta e di stoccaggio diffuso su tutto il territorio italiano. E' tra i soggetti che risulta più appropriato per la gestione del servizio e  riciclo dei moduli.

Cobat utilizza un apposito sistema software per poter garantire tracciabilità non solo per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici, ma anche per  l'intero ciclo di vita degli stessi. Questo software permette al GSE di riportare ogni singolo modulo al produttore, in modo da permettere  il controllo sugli  impianti per cui è stata richiesta la tariffa incentivante.

Il Cobat  sostiene che un sistema di raccolta e riciclo deve richiedere  una corretta garanzia finanziaria, indipendentemente, quindi, dalla data iniziale di installazione dei moduli e dalla data effettiva di operatività del sistema.

Inoltre, in varie regioni non si hanno le capacità sufficienti per garantire uno smaltimento dei rifiuti del territorio italiano, questo accade anche perché in Italia sono presenti moltissime regolamentazioni specifiche, dove la mancata osservanza può portare alla combinazione di pesanti sanzioni.
Oltre al Cobat, sono attivi e presenti in Italia ulteriori associazioni attivi in tal senso, come Remedia Servizi (certificata ISO 9001 e ISO 14001), idonea per la gestione dei RAEE e dei rifiuti che provengono da pile ed accumulatori e impianti fotovoltaici.

Per chi non avesse avuto ancora il modo di mettere in atto la gestione dello smaltimento e voglia effettuare delle comparazioni  di prezzo rispetto all'Italia, può tenere conto di avvalersi di aziende tedesche. Infatti, la camera di commercio italo-tedesca offre la possibilità di promuove e di mediare fra le realtà aziendali italiane e tedesche, con l'obiettivo di facilitare e risolvere problematiche che possono intercorrere. In aggiunta, la camera  offre informazioni che consentano la concretizzazione di un Sistema Duale.

La normativa presente in Italia che regola  lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici è il D.lgs 151/2005. Questo decreto legislativo accomuna i moduli fotovoltaici ai classici elettrodomestici, più precisamente ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ma la gestione dei rifiuti per i pannelli non si stabilisce solo con queste metriche. Nel momento in cui un pannello, o l'intero impianto, è composto sostanze tossiche come il telloruro di cadmio, smaltire i pannelli fotovoltaici diventa una missione più complessa, poiché ad intervenire subentrano anche aspetti legali e di protezione ambientale e dei cittadini.

QUALI SONO I VANTAGGI PER LO SMALTIMENTO DEI PANNELLI?

Per poter comprendere l'importanza di smaltire un impianto o pannello fotovoltaico, è necessario comprendere gli elementi base di cui è fatto.

I materiali con cui vengono composti i pannelli fotovoltaici sono il  silicio (che compone le celle), una parte di quantità trascurabile di  elementi chimici non tossici che si trovano all'interno del silicio stesso, il vetro  che  serve come protezione frontale, una serie di fogli di materiale plastico come protezione  posteriore, ed infine alluminio che serve per la cornice. Proprio per l'eccessiva quantità di materiale usufruibile, come qualsiasi altro prodotto, anche i moduli fotovoltaici devono essere smaltiti correttamente. Oltre ad un risparmio energetico ed economico valutabile in lunghi anni, il fotovoltaico può portare anche un beneficio alla natura per tutta la vita: dagli impianti fotovoltaici si possono estrarre: vetro, alluminio ed in particolare indio, gallio, selenide.

Il vetro costituisce, più o meno, circa l'ottanta per cento del peso di un modulo standard poiché è utilizzato per imballare i sottili strati di materiale semiconduttore. Per  i  materiali semiconduttori, di cui la gran parte è composta dal silicio, ne sono rappresentati  invece l'uno – due  per cento, quindi  solo una minima parte del peso di un modulo fotovoltaico.

Oltre al vetro ed a semiconduttori, che ne rappresentano il materiale principale,  i moduli fotovoltaici contengono anche metalli ferrosi, non ferrosi e plastica, necessari per le connessioni, i fili, i telai o laminati. In questioni numeriche, circa circa il 10% del peso totale di un modulo fotovoltaico è rappresentato da metalli, nello specifico da alluminio ed il rame, che sono usati nella produzione dei moduli fotovoltaici. Il forte vantaggio, quindi, consiste proprio nel fatto che tutte queste componenti possono essere riciclate alla fine del ciclo di vita ed di utilizzo di un pannello fotovoltaico. L'obiettivo dichiarato è, infatti, di recuperare quasi l'ottanta per cento del peso di un modulo solare entro il 2015, e con l'aumentare degli anni di oltrepassare la percentuale di peso, per esempio l'ottantacinque per cento entro il 2020. Questo scopo può essere ottenuto attraverso lo sviluppo delle tecniche di trattamento.

Un recupero di questi materiali su larga misura può permettere di consentire ad attingere ad una serie di materie prime e seconde, che consentono di diminuire le emissioni di CO2 e il consumo di energia.

Per togliere e smaltire i pannelli fotovoltaici possiamo rivolgerci alla ditta che li ha installati, oppure chiedere informazioni al Consorzio che si occupa dello smaltimento dei pannelli. Il Consorzio avrà l'incarico non solo di provvedere a smaltire i pezzi, ma anche a recuperare le materie prime ormai esaurite..

Tutti i frammenti metallici e di vetro verranno riciclati in Italia, e per quanto riguarda  la cella, questa verrà inviata all'estero per la gestione dello smaltimento. I costi per le azioni di smaltimento devono essere sostenuti dal cliente. Prima di procedere a questo, però, è consigliabile chiedere la possibilità di eventuali incentivi per lo smaltimento, senza dimenticare di aggiornarsi dal punto di vista legislativo.

AutoreBenedetta Bianchi

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