Mini-impianti idroelettrici a basso salto: un'opportunità reale?

Secondo uno studio della European Small Hydroelectric Association (ESHA), che si occupa della promozione dei benefici e delle opportunità del settore dell'energia idrica, il bacino idrografico italiano ha una conformazione tale da ventilare la possibilità di realizzare ben 10000 mini-impianti idroelettrici a basso salto, generalmente in grado di produrre tra i 50 e i 500 Kw di energia (ma, in alcuni casi, si potrebbe arrivare sino a 9 MW).

Una diga a basso salto ad Hayesville, nel North Carolina

(Una diga a basso salto ad Hayesville, nel North Carolina)

Come funzionano? Banalmente, attraverso i medesimi principi di funzionamento degli impianti idroelettrici di dimensioni più grandi. Si parte, infatti, col valutare la portata dell'acqua (in m3 al secondo) e, quindi, il salto (in metri) del corso d'acqua; per poter parlare di "basso salto", infatti, la differenza di quota (il "salto") non deve mai supera i 10 metri. In ogni caso è comunque possibile costruire un impianto idroelettrico a basso salto anche all'interno di semplici canali in pianura. Molti micro-impianti sono, infatti, realizzati "ad acqua fluente", il che significa che (a differenza di quelli più grandi) possono sfruttare semplicemente la portata naturale del corso d'acqua. Per questa ragione, in caso di mini-impianti idroelettrici a basso salto, non sono strettamente necessarie né un canale di derivazione (che convogli l'acqua del corso d'acqua) né un'opera di presa (che ne permetta il prelevamento).

Una diga a basso salto a Pulau Tioman, in Malesia

(Una diga a basso salto a Pulau Tioman, in Malesia)

Al contrario, è prevista la realizzazione sia di una traversa di presa (un dosso che rallenta il corso del fiume e devia parte dell'acqua per determinarne il volume e consentirne l'accumulo) sia di paratoie di scarico per la pulizia. Gli impianti "ad acqua fluente" presentano anche un canale di restituzione che riporta l'acqua utilizzata dall'edificio-turbina al corso d'acqua a valle dell'impianto.

Rispetto agli impianti di dimensioni più grandi, questo genere di dighe ha ovviamente un minor impatto ambientale e visivo: il fondo del corso d'acqua risulta, infatti, meno alterato e non ci sono traumi per l'area a monte dell'impianto.

Ma sono effettivamente convenienti? Se pensiamo al fatto che necessitano comunque di spese consistenti per la costruzione dell'impianto (struttura, allacciamento alla linea elettrica, turbine e annessi), la risposta è negativa; i costi di realizzazione oscillano, infatti, nell'ordine di alcune migliaia di euro a Kw. D'altra parte, però, i costi di gestione sono decisamente più bassi rispetto ai grandi impianti, il che rende i mini-impianti idroelettrici a basso salto una buona risorsa per le amministrazioni locali. In alcuni casi, nell'arco di un decennio, si è raggiunto un utile netto di 30/50000 euro, anche grazie agli incentivi statali per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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