Le 4 cose che NON sempre ti dicono sul fotovoltaico

Giornalmente leggiamo e sentiamo parlare del fotovoltaico, della necessità dello sfruttamento di fonti rinnovabili, del risparmio energetico connesso all'installazione di un sistema solare. Spesso, però, le informazioni sono parziali e ci scontriamo con dubbi e notizie che ci appaiono poco chiare: quali sono le cose che non vengono pubblicizzate, che non vengono dette, perché limiterebbero la scelta del fotovoltaico?

E' vero che gli impianti fotovoltaici causano la morte degli animali?

Numerose segnalazioni sono state fatte a riguardo dalle associazione della protezione animali e dell'ambiente, mettendo in evidenza come gli impianti fotovoltaici, ma anche quelli eolici, provochino la morte degli animali presenti nelle zone limitrofe all'installazione, come falchi pellegrini, talpe, capre e pecore e specie di piccole e medie dimensioni.

I danni maggiori sono provocati dall'utilizzo dei diserbanti irrorati a terra, impiegati nei campi fotovoltaici per sterminare erbacce e muschi, che in realtà sono sostanze chimiche vietate dalle legge. In alcune regioni, ricordiamo il caso della Regione Puglia, a Lecce, sono scattati i controlli dell'Asl in seguito alla morte di numerosi esemplari nelle zone con impianti fotovoltaici, in cui sarà contemplata anche la proposta di rimozione dei sistemi solari.

Non dimentichiamo, inoltre, la composizione dei pannelli solari, i quali contengono sostanze come il cadmio e l'arsenico, altamente tossiche: chiamato anche stato di calamità artificiale, il problema si riflette anche sulla salute dell'uomo, in modo particolare sulle persone che sostano o vivono nelle immediate vicinanze degli impianti fotovoltaici e eolici industriali e sulla produzione agricola, facendo entrare le sostanze nocive nella catena alimentare tramite il consumo di latticini o erbe commestibili vicine alle zone dei parchi fotovoltaici.

I dati acquisiti attestano che ogni anno muoiono circa 15.000 animali nei terreni agricoli e nelle zone adibite all'affitto del tetto. A tale proposito è in atto la denuncia della AIDAA, l'Associazione italiana a difesa di animali ed ambiente, la quale chiede che i proprietari ed i responsabili di parchi eolici e fotovoltaici siano perseguiti per i reati di maltrattamento, morte di animali, uccisione di animali indiretta e per deturpamento e distruzione di territori agricoli e bellezze naturali. Si legga anche la nota a firma del Comitato Nazionale contro il fotovoltaico e l'eolico nelle aree verdi e, più in generale, naturali.

E' vero che per costruire un pannello solare è necessaria molta più energia di quella che produce nel corso della sua vita?

Questa è la notizia che più spesso si sente pubblicizzare da chi sostiene che un  impianto fotovoltaico non sia un investimento conveniente: se fosse vero, l'installazione di un pannello solare e fotovoltaico non avrebbe senso. Significherebbe realizzare e sfruttare un apparecchio che causa dispendio e non risparmio energetico, contraddicendo l'obiettivo ecosostenibile e di fruizione di fonti rinnovabili per la produzione di energia.

Un pannello solare, partiamo da quello in silicio amorfo, che presenta i prezzi più contenuti, ha una durata di almeno 20 anni, un tempo utile per produrre nuovamente l'energia utilizzata per la sua realizzazione. Il dispendio di energia è, infatti, da conteggiare non solo nella creazione stessa del pannello, ma nei processi di trasporto e estrazione della materia prima dalle miniere e nei processi successivi di lavorazione dei componenti. 

Secondo gli studi sull'investimento energetico nella fabbricazione di un impianto fotovoltaico, il T.R.E., il Tempo di Ritorno Energetico, per un pannello fotovoltaico si aggira intorno ai 2-5 anni al massimo, in base alla tecnologia di costruzione, la localizzazione e l'irraggiamento solare. E' facile pensare che il tempo di ritorno energetico è molto breve in base al ciclo di vita di un tradizionale pannello fotovoltaico e per questo altamente conveniente dal punto di vista dell'energia consumata per la sua produzione e da non considerarsi anti-economico.

E' vero che i pannelli solari, in estate, producono maggiore energia?

E' luogo comune pensare che maggiore sia l'irraggiamento solare e maggiore sia la produzione di energia: invece no. Le radiazioni solari molto forti, infatti, soprattutto nel periodo estivo, riducono l'efficienza del pannello solare a causa del surriscaldamento delle parti, facendoci trovare, proprio nel periodo in cui l'energia solare è maggiore, ad avere un minore rendimento elettrico.

E' stato calcolato che, nelle giornate con maggiore insolazione, la produzione di energia si riduce del 5-10% dell'efficienza dichiarata e per questo è necessario contemplare l'idea di acquistare dei sistemi di irrigazione per i pannelli fotovoltaici che raffreddano il sistema solare e ne aumentano le potenzialità, sopratutto nei mesi estivi. La produzione energetica, infatti, è vincolata non solo alla calura dell'irraggiamento solare, ma soprattutto alle fasi di raffreddamento: il passaggio di una nuvola, per esempio, in una giornata molto calda e non ventilata, fa registrare un momento di fermo e successivamente un picco di produzione più alto.

Consideriamo, inoltre, che i pannelli solari maggiormente sensibili alle alte temperature sono la tipologia di pannelli fotovoltaici monocristallini, realizzati in silicio puro, più duraturo, ma meno produttivo nelle giornate più calde.

L'ideale sarebbe modificare il nostro stile di vita e di consumo cercando di sfruttare al massimo l'energia autogenerata per alimentare i nostri apparecchi: accendere la lavatrice, utilizzare strumenti elettrici, laddove è possibile, la mattina, momento in cui si ha il picco della produzione energia, in modo da consumare il meno possibile nelle ore in cui la produzione è limitata o inesistente. A tal proposito leggi anche: come vivere nel confort utilizzando solo l'energia autoprodotta e ridurre i consumi energetici.

Il problema maggiore è, invece, da rilevare, se nel momento in cui vi è la massima produzione di energia, siete fuori casa e non potete autoconsumare l'energia da voi generata. Quando rientrate a casa e accendete i vostri elettrodomestici consumate l'energia erogata dal vostro gestore elettrico che vi costa il doppio del prezzo che lui stesso vi paga per l'immissione in rete. L'inverter, infatti, non è un accumulatore, ma solo un generatore/convertitore e ciò che non viene consumato viene perduto.

E' vero che un impianto fotovoltaico può provocare degli incendi?

Il 7 febbraio 2012, è stata pubblicata la linea guida valutazione rischi incendio del fotovoltaico redatta da esperti nel settore elettrico e approvata dal Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi, secondo i contenuti del D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 per tutelare e risolvere le problematiche relative al rischio di incendio nell'installazione di impianti fotovoltaici.

Il rischio è reale e per questo nella guida sono indicate le modalità di installazione dell'impianto fotovoltaico in sicurezza, dove i pannelli solari sono collocati in modo da evitare la propagazione dell'eventuale incendio dal generatore fotovoltaico all'unità abitativa, sfruttando coperture e/o facciate incombustibili o interponendo uno strato di materiale ignifugo tra l'impianto fotovoltaico e il tetto.

Per ricapitolare: il video del Prof. Rota

Per ricapitolare e fare chiarezza sul reale costo del fotovoltaico e scoprire le cose che non dicono su questo innovativo sistema di sfruttare l'irraggiamento solare attraverso il silicio (che secondo il Prof. Rota non va bene) , visiona anche il video seguente:

Autore Maria Francesca Massa

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