Energie rinnovabili, formazione e lavoro: le nuove figure professionali specialistiche emergenti nel settore

Nel corso dei prossimi anni il territorio mondiale si troverà maggiormente e costantemente a contatto con le tematiche ambientali ed energetiche e con la necessità di coniugare le risorse disponibili insieme al rispetto per la natura. Di vitale importanza riveste la formazione di figure professionali specifiche nel settore dell'energia e dell'ambiente con particolare riferimento all'ambito della riduzione dei consumi.

Professionisti in grado di progettare, realizzare e testare la struttura e la gestione degli interventi per lo studio e la ricerca di nuovi e più efficienti impieghi delle risorse energetiche e ambientali nel settore dell'edilizia, della pianificazione urbanistica, della mobilità sostenibile, capaci di garantire un elevato livello di qualità dei servizi di fornitura di energia e promuovere nel contempo l'utilizzo di fonti rinnovabili in previsione dell'esaurimento progressivo e graduale dei combustibili fossili, che le fonti più attendibili stimano in un periodo di 40 anni, permetterebbero di arrivare alla creazione di un nuovo modello di sviluppo economico atto alla salvaguardia dell'esistenza stessa del genere umano e dell'ambiente.

Vediamo come sta procedendo in questo senso e oramai da diversi anni l'Unione Europea.

L'UE e la formazione nel campo delle energie rinnovabili

l'Unione Europea stabilisce come prioritaria la crescita sostenibile e un'economia competitiva basata non solo sulla riduzione delle emissioni inquinanti ma anche sulla creazione di nuove competenze.

Università ed Enti preposti si trovano spesso ad interagire con il territorio affinché la formazione ambientale possa porsi adeguatamente in anticipo sulla previsione dei fabbisogni professionali e formativi, proponendo figure innovative che rispondano in modo rapido al nuovo mercato.

A questo proposito, è possibile notare l'aumento, relativo agli ultimi 10 anni, dei master universitari di tematica ambientale, stimati in circa 2000 corsi, promossi mediamente annualmente da oltre 500 enti pubblici e privati e che vedono un numero di partecipanti compreso fra le 50-55.000 persone. (Fonte: Rapporti Dati Isfol)

Grafico master ambientali Ifolamb

(Grafico relativo all'incremento dei Master ambientali proposti nel periodo 2001-2008 (Fonte: Ifolamb)

Fondamentale è il superamento dell'ottica di un sapere monospecialistico: caratteristiche delle figure professionali per l'ambiente sono la sistemicità, la flessibilità e l'integrazione di conoscenze e linguaggi diversi, in grado di stabilire relazioni multiprofessionali atte a condividere un impegno finalizzato al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità e di riduzione degli impatti ambientali.

Perchè le figure ambientali possano incidere con un concreto contributo e accelerare la fase di transizione verso la realizzazione di società sostenibili è necessario che siano dotate di competenze in grado di garantire una visione integrata e unitaria del territorio e dell'ambiente in un'ottica che vede strettamente correlate le politiche urbanistiche e territoriali con quelle energetiche, della difesa del suolo e delle risorse naturali, paesaggistiche, storiche e culturali.

Le nuove figure professionali

In questo contesto si inquadrano le figure professionali riferite ad aree individuate come prioritarie a partire dall'edilizia sostenibile, tema di assoluta importanza nell'ambito della tutela ambientale: a livello mondiale, il patrimonio edilizio infatti responsabile circa del 40% dell'impiego di energia primaria e di una quota analoga delle emissioni di gas serra e produzione di rifiuti. (Fonte: Bextenergy.it)

E' inevitabile quindi una conduzione nel senso green building delle azioni di riduzione, con lo sviluppo di professioni inerenti la bioedilizia, la progettazione e la produzione di materiali a basso impatto ambientale, la realizzazione di sistemi di riscaldamento e raffreddamento passivi, integrati non convenzionalmente ai tradizionali per una gestione ottimizzata dei servizi.

Di stampo innovativo è la certificazione energetica degli edifici. Proprio questo ultimo punto si lega strettamente alla figura, di introduzione recente, del certificatore energetico, un professionista in possesso di una laurea triennale o specialistica in Ingegneria, Architettura, Chimica, Scienze ambientali, Scienze e tecnologie forestali e ambientali, Scienze e tecnologie agrarie, la cui funzione sul settore bioedile delle energie rinnovabili esplicita i consumi energetici di un edificio, incentivando il mercato degli immobili eco-efficienti.

Schema classi CEG

(Schema delle Classi di Efficienza legato al discorso della Certificazione Energetica)

Essa è strettamente cooperativa con le figure legate all'ingegneria energetica, i cui esperti operano nel campo della progettazione, costruzione, esercizio e manutenzione di impianti per la produzione e l'utilizzo di energia in particolare riferimento alle fonti rinnovabili e alle prime figure professionali specializzate nell'architettura per il progetto sostenibile, capaci di progettare nuovi edifici e di intervenire su quelli esistenti, analizzando le relazioni tra sistemi artificiali, naturali e sociali in modo da definire le migliori strategie per gestire le future trasformazioni del costruito e del territorio compatibilmente con le risorse disponibili.

L'ingegneria verde

La figura dell'ingegnere è destinata ad assumere una nuova connotazione di prefiguratore di bisogni, consapevole di contribuire alla ricerca e alla messa a punto di soluzioni condivise per la costruzione e il mantenimento di equilibri sostenibili, principalmente su tre linee fondamentali:

La prima è la tutela ambientale, con progettisti di impianti e coordinatori di prevenzione, regolazione e controllo dei processi antropici ad eventuale modifica o danno degli ecosistemi.

Rientrano in questo ambito gli ingegneri civili e ambientali, esperti nel controllo delle opere che comportano modificazioni della biosfera in riferimento alle funzioni antropiche, in grado di sviluppare strategie di prevenzione e risanamento di siti inquinanti, di riduzione del consumo di risorse e di energia, di corretto smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi e riciclo dei materiali.

La seconda è la pianificazione ambientale e territoriale di parchi ed aree protette, con esperti di valutazione ambientale, progettisti in riqualificazione urbana, esperti di fattibilità di programmi di azioni ed interventi, tecnici della gestione ambientale.

Questo campo è specifico per le nuove professionalità dell'ingegnere per l'ambiente e il territorio, in grado di progettare e gestire i processi e gli interventi che interagiscono con la biosfera, il suolo, il sottosuolo, il territorio e le risorse naturali, con competenze fisico-chimico-matematiche e ingegneristico, necessarie alla progettazione assistita, alla realizzazione e gestione delle strutture e delle infrastrutture territoriali di trasporti, sistemi e interventi di salvaguardia dell'ambiente e del territorio, promuovendo l'uso razionale ed ecocompatibile delle risorse primarie e secondarie.

La terza linea è infine la difesa del suolo, incentrata su di un'azione di tutela, prevenzione, monitoraggio, mitigazione e gestione del rischio idrogeologico e conseguenti fenomeni di dissesto.

Su questa linea sono indispensabili ingegneri dei sistemi edilizi con avanzate capacità interdisciplinari nel settore delle costruzioni e delle opere di difesa del suolo, di gestione dei rifiuti e delle risorse ambientali in particolare idriche, con competenze di sostenibilità per l'individuazione di problemi e soluzioni a salvaguardia del contesto fisico-ambientale.

Impianto di depurazione a Marano

(Opere di ingegneria ambientale: impianto di depurazione delle acque realizzato a Marano-Udine( Foto: Rizzani de Eccher)

Figure manageriali e altre figure professionali

Architetti ed ingegneri si troveranno a lavorare a stretto contatto con figure manageriali, presenti soprattutto per quanto riguarda il contesto delle Pubbliche Amministrazioni:

  • l'Energy Manager, con una laurea in Ingegneria dell'ambiente, Scienze ambientali, Economia dell'ambiente, è oramai una figura obbligatoria per legge per tutti gli Enti Pubblici, che si occupa della raccolta e dell'analisi di dati su consumi energetici.
  • l'Ecobrand Manager, esperto dotato di una laurea in Economia e Marketing, è invece il responsabile della progettazione e promozione di una o più linee di prodotti sostenibili, che elabora soluzioni nuove, pianifica le strategie e verifica la garanzia dei principi della sostenibilità, dell'efficienza energetica e del basso impatto ambientale nelle fasi di produzione, distribuzione e vendita.
  • l'Esperto in Progettazione delle Energie Rinnovabili, con una laurea in Ingegneria e che gestisce e coordina la progettazione dei sistemi di energia rinnovabili, dall'eolico alle biomasse, fino al solare analizzando il territorio e valutando l'impiego delle diverse tecnologie.

Fondamentale è inoltre il settore dell'informatica per la produzione di appositi software per la green economy, l'efficienza energetica e le smart grid, soprattutto nell'ambito del fotovoltaico, capaci di comandare sistemi di sensori in grado di ridistribuire in tempo reale i surplus sulla stima dei kilowattora in base alle oscillazioni della domanda sui mercati elettrici.

Svariate applicazioni dell'informatica possono avere un impatto ambientale nell'ambito della riduzione e dell'ottimizzazione dell'impiego delle risorse, inerenti ad esempio lo studio e pianificazione di fenomeni naturali per la prevenzione delle catastrofi ambientali tramite la simulazione della dinamica di un evento, la ricostruzione storica di un eventuale precedente ed il calcolo dell'impatto dello stesso.

Indispensabili anche fisici e chimici specializzati nella depurazione delle acque, in grado di affrontare la progettazione, la gestione, il controllo e l'analisi di tutte le fasi del trattamento delle acque e delle risorse rinnovabili al fine di rintracciarne gli elementi di rischio, introdurre innovazioni in grado di abbassarne l'impatto ambientale nonché di ottimizzare lo stesso ciclo di trattamento.

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra

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