Dall'ultima bozza del Decreto del Fare bis arrivano novità per il fotovoltaico tra rimodulazione degli incentivi, bond e tagli alle bollette

In tema di fotovoltaico ed energie rinnovabili, per il nostro Paese le più recenti e importanti novità arrivano dall'ultima bozza del cosiddetto Decreto del Fare bis, la manovra del Governo Letta volta ad abbassare la pressione fiscale che grava da tempo sulle spese di aziende e cittadini e a rendere più efficiente il settore energetico aumentandone la competitività a livello internazionale.

Si tratta nello specifico di sconti sulle bollette elettriche per le imprese attraverso la riduzione dell'impatto degli incentivi, della rimodulazione delle formule incentivanti anche attraverso l'emissione di specifici bond e di proroghe degli aiuti fino a 7 anni.

Vediamo nei dettagli i punti fondamentali della bozza.

Le nuove disposizioni governative 

Nello specifico si definisce con l'articolo 1 dell'ultima bozza del Decreto del Fare bis sul tema delle rinnovabili, la riduzione dei costi energetici attraverso misure finanziarie appositamente indirizzate alla diluizione nel tempo e alla riduzione dell'incidenza incentivante sulla produzione di energia elettrica sul costo delle bollette.

Ciò viene esplicato particolarmente dalle disposizioni presenti nei commi da 1 a 6: le norme sarebbero finalizzate alla gestione del picco di aumento degli oneri del sistema del settore elettrico previsto per gli anni a venire e attraverso un'operazione atta ad allungare le tempistiche inerenti la raccolta tariffaria di una parte degli oneri necessari all'erogazione degli incentivi alle fonti rinnovabili tra cui il fotovoltaico.

Il GSE provvederà alla raccolta delle risorse economiche per un ammontare annuo, il quale sarà stabilito dal Ministro dello sviluppo economico tenendo in considerazione l'andamento dell'economia e la differenza dei costi energetici comparata con il resto dei Paesi appartenenti all'UE.

Si assisterà dunque a una ridefinizione dei prezzi energetici in regime di maggiore tutela, fattore comportato dallo spostamento delle ore più costose nella fascia serale.

Un ulteriore intervento sul ritiro dedicato è invece definito dal comma 8riguardo degli impianti di potenza fino 10 MW per i quali la nuova norma interviene stabilendo un prezzo di ritiro pari al prezzo zonale orario ai fini di ricavare una riduzione degli oneri in bolletta pari a circa 170.000.000 Euro annuali. 

Le disposizioni invece contenute dai commi 9 a 11 introducono la distribuzione diacronica degli oneri economici per fonti rinnovabili differenti dal fotovoltaico e la possibilità per i produttori di optare per una riduzione dell'incentivo insieme a un aumento del periodo di diritto.

Per quanto riguarda invece la rimodulazione degli incentivi connessi al fotovoltaico questa costringerà i beneficiari alla scelta opzionale relativa al mantenimento degli attuali con omessa possibilità di ottenerne nuovi oppure di ridurli allungando la durata dell'incentivazione fino a un massimo di 7 anni.

I Bond taglia-bolletta

Sul tema degli incentivi al fotovoltaico, il decreto prevede in particolare l'introduzione di nuovi titoli obbligazionari emessi dallo Stato per un totale di 3 miliardi con interesse annuale pari al 4% , che andranno a coprire una parte degli incentivi in carico sulle bollette.

Gli incentivi verranno dunque trasformati in parte in specifici bond piuttosto che caricati direttamente sulle bollette elettriche.

Quest'operazione è particolarmente mirata sulla componente A3 ovvero sugli oneri pagati dalle azienda e dalle famiglie italiane per il sostegno alle fonti rinnovabili: si tratta di 84,00 Euro a famiglia annuali destinati al fotovoltaico per un valore di 6,5 miliardi su 11 miliardi di Euro totali.

Questa soluzione potrebbe ridurre i costi delle bollette energetiche del 7 - 8%.

Fotovoltaico sul tetto di un edificio

(Un impianto fotovoltaico installato sul tetto di un intero stabile)

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra

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