Lighting a Billion Lives: stop al kerosene in India, le lampade ora sono a led e funzionano a energia solare

L'energia solare è una risorsa illimitata e per questa sua infinita disponibilità non è infrequente il suo particolare impiego nella realizzazione di progetti a scopo umanitario: i territori più caldi del mondo infatti sono anche luoghi dove purtroppo si verificano condizioni di disagio e povertà della popolazione, annessi a problematiche come la mancanza di collegamenti alla rete elettrica, disagi comuni che ad esempio si verificano e ricoprono vaste zone appartenenti al continente africano e all'India.

Applicazioni funzionanti grazie allo sfruttamento dell'irraggiamento solare possono fornire una preziosa soluzione a queste problematiche e non solo sotto forma di impiantistica fotovoltaica: anche una semplice e funzionale lampada portatile può essere fondamentale nonchè divenire uno strumento a dir poco prezioso per migliorare le condizioni di vita di milioni di persone.

E' quello che succede da qualche anno in India, grazie ad un'iniziativa umanitaria lanciata a partire dal 2007 dalla TERI, una ONG istituita nel 1974 che si propone di lavorare allo scopo di uno sviluppo sostenibile a livello globale attraverso la creazione di soluzioni innovative per migliorare il futuro della società indiana e del mondo.

Vediamo di cosa si tratta.

Il progetto Lighting A Billion Lives

Fra le più grandi sfide mondiali odierne vi è quella di fornire energia sostenibile alla popolazione. Un compito arduo, ma le cui soluzioni spesso provengono da piccole iniziative localizzate. Il progetto Lighting a Billion Lives, "illuminare un miliardo di vite" è una di queste iniziative. 

Lanciato 6 anni fa dalla TERI, ad oggi ha reso possibile l'illuminazione naturale di 500 milioni di abitazioni grazie a lanterne solari a LED dotate di batterie e pannelli solari.

Nel mondo, oltre 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all'elettricità e 360 milioni di queste vivono in IndiaIn alcuni villaggi vengono utilizzate rudimentali e costose lampade a kerosene, non solo di bassa qualità ma anche pericolose: ogni anno, 2,2 miliardi di litri di kerosene vengono bruciati per l'illuminazione producendo circa 5,5 milioni di tonnellate di CO2 emessa nell'atmosfera.

E' un fatto noto quanto l'energia pulita sia fondamentale al miglioramento della qualità della vita nonché per garantire lo sviluppo socio-economico.

Senza l'accesso a fonti energetiche a prezzi convenienti è impossibile sradicare fame e povertà estrema, raggiungere l'istruzione primaria, promuovere l'uguaglianza dei diritti femminili, ridurre la mortalità infantile e migliorare la salute materna. Un'illuminazione inadeguata ostacola il progresso e lo sviluppo di opportunità, influenza direttamente la salute, l'ambiente, la sicurezza.

Il progetto Lighting a Billion Lives è stato dunque concentrato ad affrontare queste criticità, offrendo benefici sia ambientali che intesi a migliorare le qualità di vita della popolazione indiana.

Ognuna di queste preziose lanterne solari, in 10 anni di vita utile sostituisce circa 500-600 litri di kerosene, risparmiando alla natura l'emissione di circa 1,5 tonnellate di CO2.

La stazione di ricarica per lampade solari indiane

(Prototipo della stazione di ricarica solare con modulo fotovoltaico per le lampade solari a led appartenenti al progetto Lighting a Billion Lives)

La diffusione delle lampade solari a LED in India

Dai pochi risultati iniziali, con l'adozione delle lampade solari in solo 4 villaggi, il progetto è ormai attualmente decollato. Oltre 2.000 villaggi sono ora dotati di vere e proprie stazioni di ricarica provviste di moduli fotovoltaici funzionali ad una nuova carica energetica per 50 lanterne solari.

Dopo un prezzo iniziale fissato sui 100 dollari ciascuna, il costo delle lampade è sceso tra i 15 e i 30 dollari mentre è aumentata la qualità di vita delle batterie, da 1 a 3 anni. Possibile è anche il noleggio a pochi centesimi al giorno. Vengono quindi portate la mattina presso le più vicine stazioni di ricarica e prelevate la sera, cariche e pronte a illuminare le ore più buie. 

Prima della diffusione delle lampade solari a LED, le famiglie indiane si ritrovavano a dover pagare 1 dollaro al mese soltanto per il possesso delle lampade a kerosene. Era dunque indispensabile quindi trovare un modello economico differente, finalizzato al risparmio ma anche al progresso.

In proposito la TERI agisce come un'entità aggregata sociale di sviluppo senza distribuire o vendere le lampade ma lavorando a stretto contatto con la popolazione allo scopo di promuovere il concetto commerciale imprenditoriale, cercando di creare una catena di imprenditori locali.

Studiosi e designer operano con i produttori allo scopo di implementare gli standard qualitativi delle lanterne e per ridurne il costo mentre un team si occupa di dialogare con la gente dei villaggi allo scopo della formazione di tecnici specializzati e per istituire centri di riparazione. Luce, condizioni di vita migliori ma dunque anche migliori opportunità lavorative.

La popolazione, inizialmente sospettosa e diffidente, ha potuto constatare da vicino i miglioramenti sortiti dall'adozione delle lampade come la disponibilità a lunga durata di luce, i benefici apportati alla salute, il miglioramento dell'istruzione poichè i bambini possono dedicarsi ai compiti e agli studi fino a tarda sera. La gente si trova ora in fila pur di poter entrare in possesso di una delle preziose lanterne solari.

La TERI prevede di compiere grandi passi da qui a 10 anni, con l'illuminazione garantita alla maggior parte dei villaggi indiani oltre che espandere il progetto nel continente africano, in Etiopia, Sierra Leone e Kenya e in paesi come Pakistan, Afghanistan e Birmania.

(Fonte:labl.teriig.org)

Il video del progetto Lighting a Billion Lives

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra

Articolo letto 1.288 volte



Visualizza l'elenco dei principali articoli