La situazione dell'eolico in Italia

Buone notizie per chi fosse interessato all'eolico, finalmente viene alla luce una necessità di snellire i procedimenti di valutazione che precedono la creazione degli impianto offshore.

Per tutti i neofiti, gli impianti offshore (di cui avevo già scritto qui) sono degli impianti eolici che, come la stessa parola afferma, vengono realizzati lontano dalla costa. Essi sono di grande importanza in quanto permettono di catturare il vento che spira lontano dalle nostre spiagge, venti costanti e più forti di quelli accolti sulla costa.

Negli ultimi anni la ricerca su questi impianti è andata di molto avanti e ha portato anche ad impianti offshore galleggianti che permettono di allontanarsi anche di molto dalla costa e quindi di far funzionare le turbine con venti che potremmo definire "migliori".

Un impianto eolico offshore

(Un impianto eolico offshore)

In questi anni, però, l'Italia è rimasta sempre più indietro. Troppa burocrazia, il male principale del nostro paese. Un iter di creazione di un progetto, infatti, implica la necessità di produrre una valutazione ambientale che può persino essere lunga di tre o quattro anni, impedendo la creazione di un parco eolico, di cui la nazione è attualmente priva.

Ma, come affermavo a inizio articolo, qualcosa sta cambiando. Infatti, la Conferenza Unificata del Ministero dello Sviluppo Economico, dell'Ambiente e dei Beni Culturali, riunitosi dopo la richiesta di un'interrogazione presentata dal deputato del Partito Democratico Tiziano Arlotti. La conferenza ha, quantomeno, riconosciuto questo importante gap che nel paese ha frenato fortemente lo sviluppo dell'eolico in generale.

«La Conferenza unificata ha sottoposto ai ministeri interessati la necessità di un intervento normativo di razionalizzazione e ulteriore semplificazione. L'obiettivo è superare le criticità che rallentano i procedimenti di autorizzazione, costruzione ed esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. E' stato chiesto al coordinamento interregionale di valutare l'opportunità di avviare il confronto istituzionale sui temi sollevati. La risposta conferma la situazione di stallo e condivide le preoccupazioni espresse nell'interrogazione, per cui nelle prossime settimane, se di dovesse protrarre l'inadempienza, provvederò a risollecitare ulteriormente il Governo a procedere con urgenza su un tema così importante per il nostro territorio, dove la provincia di Rimini ha avviato da tempo una sperimentazione per valutare la fattibilità economica ed ambientale di un parco eolico offshore.»  Ha dichiarato il deputato PD Tiziano Arlotti a fine conferenza, come riportato da Rimini Today (vi lascio il link).

Dunque, il governo includerà anche le fonti rinnovabili in quel processo di riforma e di semplificazione del paese che dovrebbe portare le italiche sponde fuori dalla crisi economica come lo stesso governo ha più volte affermato. Si ricordi, inoltre, che eolico e fonti rinnovabili sono state la scelta chiave di paesi, come la Grecia, per attuare un processo di riforme per tentare di uscire dalla crisi economica che li affligge.

La questione torna come un boomerang dopo che dal referendum che ha abrogato per la seconda volta il nucleare in Italia, quasi nulla è stato fatto per mettere in atto quelle procedure volte a favorire uno sviluppo e un allargamento dell'industria fotovoltaica, eolica o di qualsiasi altra fonte rinnovabile. Resta, allora, un quesito che sorge quasi spontaneo: sarà la volta buona per l'Italia di sfruttare a pieno le risorse naturali che essa ha o sarà un nuovo buco nell'acqua? Il tempo, come al solito, ci dirà.

AutoreDott. Giovanni Rispo

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