La Sicilia e il patto solare con l'UE da 5 mld di euro

Del 25 ottobre è la notizia che la Regione Sicilia ha annunciato la realizzazione di un progetto per il fotovoltaico nella pubblica amministrazione di dimensioni decisamente consistenti. L'impianto sarà il più grande progetto europeo sulle energie rinnovabili a coinvolgere le Pubbliche Amministrazioni, com un investimento che potrebbe toccare dai 3 ai 5 miliardi di euro e generare circa 45 mila posti di lavoro.

Se ciò sarà portato avanti correttamente, l'investimento dovrebbe portare all'aumento del prodotto interno lordo siciliano di un 1%, un dato nettamente incoraggiante visto il periodo di recessione economica in cui sta vivendo l'Italia. Questo è proprio quanto auspicato dalla Regione Sicilia nello stipulare l'accordo con la Direzione Generale per l'Energia della Commissione Europea. 

Al progetto, che dovrebbe essere attuato nel giro di un anno, parteciperanno 210 comuni siciliani, portando la regione a divenire quella che in Italia più utilizza le energie rinnovabili nelle sue pubbliche amministrazioni. Secondo Rosario Crocetta, presidente della regione, se tutti i comuni siciliani aderissero al progetto, si arriverebbe a superare la soglia dei 5 miliardi di euro di investimenti da parte di Ue e Bei. (rosario crocetta presidente della regione sicilia punta sulle rinnovabili)
(Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia)

Attualmente l'investimento previsto per garantire l'acquisizione dei macchinari necessari e per l'ammodernamento degli impianti già in essere è di 24,5 milioni di euro, cifra non colossale visto che si somma a forti interventi statali e privati, ma probabilmente destinata a crescere con il numero dei comuni che parteciperanno al nuovo slancio "green" siciliano.

L'impianto che nascerà da questa impresa grazie all'impiego di tecnologie innovative a film sottile, potrà sviluppare una capacità produttiva per 240 MegaWatt all'anno. Dunque, una volta che tutti i progetti saranno conclusi e gli impianti funzionanti, i comuni risparmieranno almeno il 50% della normale bolletta energetica, con un evidente beneficio del bilancio regionale e un notevole taglio della spesa pubblica.

 (il fotovoltaico in Sicilia è destinato a crescere)
(Una distesa di pannelli fotovoltaici in terra siciliana)

La proprietà dell'impianto, una joint-venture di Enel Green Power S.p.A. (Enel Group), Sharp Corporation e STMicroelectronics NV, ha già dichiarato di poter garantire centinaia di nuovi posti di lavoro. Il finanziamento di progetti di questo tipo, infatti, rientra nel quadro di una politica regionale moderna e rivolta al futuro e allo sviluppo dei Paesi e delle loro regioni. Puntando all'eccellenza in questo settore si vuole contribuire a trasformare delle ottime idee in opportunità economiche, come la creazione di nuovi posti di lavoro.

L'importanza di questo progetto è tale che il governatore della Sicilia lo ha proposto al ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, per estenderlo a tutte le regioni italiane. In questo modo la regione diventerebbe un esempio virtuoso e un punto di riferimento, per lo sviluppo del settore pubblico e delle energie rinnovabili. Inoltre, con questo progetto la Sicilia aiuterà anche l'Italia a rispettare i propri obblighi in materia di promozione dell'energia rinnovabile, pertanto una sua estensione non farebbe che aumentare i benefici di tutto ciò nell'intero Paese. 

Questo sembra essere un grande passo in avanti per una regione che solo l'agosto scorso, era costretta ad ammettere che la propria struttura burocratica e la difficile situazione dell'imprenditoria siciliana avevano impedito l'utilizzo di centinaia di milioni di euro messi a disposizione dall'Unione per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Per lo sviluppo di progetti in questo settore infatti la Sicilia poteva accedere tra 2007 e 2013 a oltre 370 milioni di euro provenienti dai fondi europei.

Insomma, nonostante il passato della Sicilia non proprio perfetto sul tema fondi europei e rinnovabili, l'Europa, al contrario di quanto succede spesso in Italia, ha deciso di scommettere sul futuro industriale del meridione. Certo i competitor orientali negli ultimi anni hanno schiacciato la concorrenza europea, ma ciò che si spera è che con nuovi impianti di queste dimensioni si riuscirà a costruirsi un proprio spazio di mercato a dispetto della congiuntura globale sfavorevole.

AutoreGiulia Tarozzi

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