La forza pulente dell'eolico: via la CO2 dall'aria. 2013 - 2014 un biennio pieno di incognite: la critica a Enel

Si sa, l'eolico è una delle fonti rinnovabili con un maggiore impiego, sempre in continua crescita, secondo l'Associazione Nazionale dell'Energia del Vento (Anev), infatti, la potenza installata in Europa si prepara a raddoppiare, raggiungendo i 230 GW nel 2020. Dopo le preoccupanti previsioni diffusi dall'Agenzia internazionale dell'energia circa l'inefficienza e l'incapacità delle tecnologie verdi di combattere l'inquinamento delle fonti fossili, quindi, anche l'Italia si prepara ad una ventata favorevole promotrice di nuovi stimoli per il settore.

L'EUROPA E L'ITALIA SECONDO ANEV - EWEA

L'Anev, in collaborazione con l'associazione europea dell'eolico, la Ewea (European wind energy association), ha preannunciato i prossimi obiettivi per il futuro del settore. Del grande aumento della potenza installata in Europa, previsto per il 2020, circa il 40% sarà destinato all'offshore, raggiungendo il 15-17% di consumi elettrici totali.

Turbine eoliche su un terreno collinare

(Turbine eoliche su un terreno collinare)

Nel documento redatto da Anev-Ewea si legge che i passi in avanti compiuti nel settore eolico hanno già contribuito a ripulire l'aria dell'intero continente, fornendo elettricità a circa 57 milioni di famiglie per tutto un intero anno. Le wind farm sono riuscite ad eliminare 72.000.000 di tonnellate di emissioni di CO2 e oltre 42.000.000 di metri cubi di gas, producendo un risparmio anche economico.
Cospicuo è stato anche il contributo del settore eolico europeo a livello mondiale. Sebbene i dati si riferiscano ad anni a dietro,essi rivelano comunque la forza che questo settore è in grado di avere nel trainare tutte le fonti rinnovabili. Nel 2010, infatti, l'Europa eolica ha contribuito con 32.000.000.000 di euro all'economia globale, procurando posti di lavoro a 238.000 addetti e facendo risparmiare poco meno di 6.000.000 di euro (all'Europa) in acquisti di carburanti fossili. Nel 2020, le previsioni sono ben più alte e le persone impiegate nel settore potrebbero salire a 520.000, di cui oltre 67.000 nel solo territorio italiano.
Le incognite del mercato italiano nel settore eolico, soprattutto nel biennio 2013 – 2014, sono legate ai nuovi oneri burocratici (aste e registri per ottenere gli incentivi), che secondo gli esperi ne dimezzeranno la resa, rispetto al boom registrato negli scorsi anni.
L'energia eolica, dunque, si prepara a competere con i combustibili fossili e a dare una stangata netta alle emissioni nocive di CO2.(Fonte energia24club.it)

IL PUNTO DI VISTA DEGLI ATTIVISTI DI NO CARBONE

Contro l'azienda Enel si schierano gli attivisti dei comitati No carbone, definendolo un "colosso dell'elettricità che non sa guardare al futuro, controllato da un governo (il ministero del Tesoro possiede il 31,24% delle azioni) fossilizzato sul passato". Durante l'assemblea romana tenutasi oggi, 30 aprile 2013, l'aspra critica viene continuata da Andrea Baranes, presidente di Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Banca Etica), asserendo che, «nel 2012, il 31,03% dell'energia elettrica prodotta complessivamente da Enel a livello globale è stato generato bruciando carbone, un dato in crescita del 6,6% rispetto all'anno precedente. Se si restringe il campo all'Italia, il dato è ancora più preoccupante. Dal 2010 al 2012 la percentuale di elettricità generata dal carbone è cresciuta del 14,3%, fino a raggiungere il 48,14% odierno. Nello stesso periodo le nuove rinnovabili (solare ed eolico) sono cresciute di appena l'1,5%».

Offshore wind platform

(Centrale eolica offshore)

Le centrali di La Spezia, Civitavecchia, Porto Tolle, Rossano, Brindisi sono le principali cause della produzione di carbone e dunque di rischi di mortalità e malattie indotti dalle emissioni di ossidi di zolfo e di azoto, PM10 e CO2. La Fondazione di Banca Etica ha scosso il colosso Enel, chiedendo uno stravolgimento di questi impianti e una loro conversione ad impatto ambientale pari a zero.
Lo stesso Baranes afferma che continuare a perseverare sulla produzione di carbone potrebbe essere controproducente per Enel, anche per ragioni economiche, poiché «la produzione decentrata di energia grazie ai pannelli solari sui tetti, il mini-eolico, il mini-idroelettrico sta ribaltando il modello energetico costruito negli ultimi secoli intorno alle fonti fossili, ai grandi impianti, agli oligopoli. È  in atto una rivoluzione, che Enel e il governo italiano che ne è l'azionista principale sembrano voler osservare in disparte: le nuove rinnovabili contribuiscono solo per il 3,14% al mix di produzione energetica della società a livello globale. La crescita dal 2011 al 2012 è stata inferiore all'1%. Il solare non è nemmeno indicato in bilancio tra le fonti che contribuiscono al mix di produzione».
Mentre la Germania ha segnato un nuovo record nel settore delle rinnovabili, con una produzione eolico e solare di ben 36.000 MW di energia elettrica, in Italia un traguardo del genere sembra ancora molto lontano nel tempo. (Fonte fattoquotidiano.it)

AutoreDott.ssa Sara Tomasello

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