Mangiare carne è solo una questione di cultura? E' giusto mangiare maiali o magari cani e gatti?

Gli attivisti del movimento 269life sono stati arrestati a Naharia, in Israele, lo scorso 20 novembre dopo aver imbrattato di sangue finto il bancone di una fabbrica che produce carni. Gli animalisti indossavano tute bianche, erano a viso scoperto e "armati" di bottiglie piene di liquido rosso che è stato versato sui vetri del banco di esposizione della ‘merce'. Questi giovani inoltre hanno mostrato apertamente dei grandi cartelloni con immagini che rappresentavano scene come polli in gabbia o i loro corpi spennati e legati sottosopra.

MOVIMENTI ANIMALISTI TRA RISPETTO E VANDALISMO

Movimenti come questo sono concretamente diffusi in moltissimi paesi, ma è altrettanto comune un sentimento di disprezzo, oltre che di non condivisione, nei confronti dei principi cardine che regolano l'agire di questi attivisti a favore degli animali. Esistono parecchi casi come questo, dove pur di farsi sentire, vedere e notare per attirare l'attenzione dei media e quindi del pubblico in generale, si ricorre ad atti vandalici, che possono influire sullo svolgimento del lavoro di terzi causando malessere e disagi o che rischiano di mettere a repentaglio alcune linee guida culturali affermate.

animalisti(Attivisti del movimento 269life protestano al mercato della carne in Israele)

Ne vale la pena? Assolutamente sì, secondo il comportamento attuato dai ragazzi di 269life, considerando che coerentemente al loro pensiero il vero atto vandalico è il consumo (peggio se consapevole) dei corpi di altri esseri viventi di cui l'uomo si nutre anche se, in quanto specie intellettualmente superiore e in grado, volendo, di condurre un'alimentazione priva di carne animale, potrebbe evitarlo.

Tutti coloro che decidono di attuare un cambiamento nel loro stile di vita al fine di migliorarne la qualità, attraversano spesso una fase di ridicolarizzazione da parte degli altri soprattutto se si tratta di una scelta improvvisa e che va nettamente contro un sistema preimposto e tramandato: la tradizione.

E' stato appositamente usato il termine "scelta" in quanto va sottolineato che c'è chi pensa al non mangiare carne come se ci si stesse privando di qualcosa di fondamentale alla nostra sopravvivenza, quando esistono in natura elementi che possono sostituire il valore nutrizionale della carne senza dunque alterare in nessun modo la funzionalità del nostro organismo. Quindi, trattasi di una questione culturale. E a dimostrarlo è il fatto che nessun occidentale comincerebbe a mangiare cani e gatti come i cinesi, delfini come i giapponesi, i ratti e le cavallette come in Thailandia; così come nessun indiano mangerebbe carne di vacca, in quanto animale considerato sacro. O ancora, sapevate che negli Stati Uniti non è consuetudine mangiare carne di cavallo e il coniglio per un inglese?

LINGUAGGIO E PENSIERO: E' LA CULTURA A GUIDARE IL COMPORTAMENTO UMANO

A questo proposito può essere esemplificativo riportare un esperimento condotto da Alfred Korzybsky, scienziato e filosofo di origini polacche, il quale, durante una lezione con i suoi studenti, offrì loro dei biscotti avvolti in un fazzoletto. Lì per lì apparsero molto buoni e gustosi ma quando scoprirono che si trattava di biscotti per cani i ragazzi furono istintivamente mossi dal bisogno di attenuare la nausea recandosi al bagno. Korzybski affermò "Ho appena dimostrato che la gente non mangia solo il cibo, ma anche le parole, e che il sapore del primo è spesso influenzato dal sapore delle seconde".

Questo studioso di semantica generale ha sviluppato una teoria secondo la quale l'essere umano è limitato dalla struttura del suo sistema nervoso e da quella del suo linguaggio ed è questo ciò che sta alla base del rapporto tra uomo e realtà. Nel caso del consumo della carne avviene la stessa cosa: è una pratica indotta dalla cultura attraverso il linguaggio e che col passare del tempo è diventata routine.

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(Esempio di immagine pubblicitaria a favore della campagna animalista in Cina)

LE CAMPAGNE CONTRO IL MERCATO DELLA CARNE

Recentemente è stata approvata una campagna pubblicitaria i cui manifesti sono diffusi per le vie delle principali città cinesi come Pechino e Shanghai. E' un'iniziativa partita dall'associazione Animals Asia che vede tra le sue attività la difesa di animali come cani e gatti, creature che vengono spesso abbandonate ed esposte al rischio di incidenti e malattie, inoltre in Cina vengono rapiti, soppressi e le loro carni vendute ai banchi del mercato come prodotto offerto al consumo umano.

Le immagini pubblicitarie raffigurano scene di tenerezza tra cani e bambini o di gatti, dove però sono presenti le bacchette che puntano proprio all'animale: perchè mangiare un essere vivente che potrebbe essere un compagno di vita? A ciò si aggiungono i danni alla salute derivanti dall'immissione di tali carni. Ecco che, nonostante la Cina sia uno di quei paesi dove la considerazione della vita di animali come loro è molto bassa, non mancano importanti passi avanti, come afferma la responsabile di Animals Asia, Jill Robinson: "La buona notizia è che la consapevolezza si sta diffondendo. La reazione che abbiamo avuto da parte del pubblico per i manifesti è stata incredibile, come la volontà di condividere ulteriormente il messaggio. Non sbagliamo, il benessere degli animali è ormai una questione sempre più importante in Cina e anche l'industria della carne di cane e di gatto è chiamata oggi a rispondere".

Per concludere con la citazione di Jeremy Rifkin, professore americano in opposizione alla cultura della bistecca: mangiare carne è davvero l'ultimo peccato dell'umanità?

AutoreManuela Monteleone

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