Orto sinergico: coltivare rispettando l'ambiente

È possibile attuare anche in agricoltura metodi di coltivazione che rispettino l'ambiente e siano in totale armonia con la natura? La risposta è sì e questo può avvenire grazie all'orto sinergico.

L'orto sinergico è stato ideato e sperimentato dall'agricoltrice spagnola Emilia Hazelip negli anni ‘80, che ha ripreso e adattato al clima mediterraneo i principi dell'agricoltura naturale appartenenti al botanico giapponese Masanobu Fukuoka. Tali principi consentono di sviluppare un'agricoltura senza il ricorso a fertilizzanti chimici, combustibili fossili e tecnologie. Secondo lo studioso, infatti, il terreno non ha bisogno di alcun tipo di lavorazione. Tutto ciò di cui necessita gli viene dalle radici e dall'attività svolta dai microrganismi, dai lombrichi, dagli insetti e dagli altri animali.

Esempio di un orto sinergico

(Esempio di un orto sinergico. Foto di Daniel Case)

Quindi, se l'agricoltura tradizionale pensa che occorra reintegrare nella terra gli elementi sottratti ad essa dalle piante coltivate e raccolte, Fukuoka sostiene l'esatto contrario: se da un lato il suolo fa crescere le coltivazioni, dall'altro sono le coltivazioni stesse a renderlo fertile attraverso i propri residui organici, gli essudati radicali e l'attività chimica, insieme all'azione degli organismi presenti nel terreno. Vi è, dunque, uno scambio reciproco tra questi elementi.

L'orto sinergico si basa, nella fattispecie, proprio sul concetto di una sinergia tra le diverse piante. L'una collabora al benessere dell'altra, in un perfetto stato di equilibrio e simbiosi.
Tuttavia, per avere dei buoni risultati, occorre scegliere con attenzione le colture da mettere insieme. Di solito, si seminano:

  • una leguminosa (ceci, piselli, fagioli o lenticchie): essa ha l'importante proprietà di fissare l'azoto atmosferico nel terreno, il principale nutrimento delle piante;
  • una liliacea (aglio, cipolla, porro, scalogno), in grado di difendere le colture dai batteri;
  • una verdura comune, utile a tenere le piante ad una corretta distanza, evitando, così, che siano troppo attaccate tra loro.

Per quanto riguarda le erbe spontanee, se sono medicinali o commestibili non devono essere tolte, al massimo solo sfoltite.

Ma quali sono i passi da fare per avviare una coltivazione sinergica?
Prima di tutto, si deve preparare adeguatamente il terreno eliminando le radici della vegetazione spontanea e rivitalizzandolo, con metodi adeguati, se risulta impoverito o destrutturato dalle colture precedenti.

Preparazione di un orto sinergico

(Preparazione di un orto sinergico. Foto di Patchworks)

Fatto questo, si passa alla creazione di aiuole rialzate, chiamate anche bancali. Esse possono avere forma e dimensioni diverse. Di solito, comunque, sono trapezoidali e la semina viene effettuata sulla superficie piana. Tra un'aiuola e l'altra sono lasciati dei passaggi, in modo tale da non calpestare mai la parte preposta alla coltivazione.

Aiuola di un'orto sinergico

(Esempio di un'aiuola in un'orto sinergico. Foto di Ragmans Farm)

Creati i bancali, si può procedere all'irrigazione preferibilmente con un impianto a goccia. Quest'ultimo attraverso tubi, valvole e gocciolatori di diverso tipo, somministra lentamente l'acqua alle colture, depositandola sul terreno vicino o nelle radici. Poiché i getti sono sottili e interessano una zona specifica, si ottiene un buon risparmio di acqua e si preservano le piante dallo shock termico (veloce passaggio dal caldo, magari dovuto ai raggi solari, al freddo dell'acqua) e le loro foglie dalla perdita di sali.

Particolare di un impianto d'irrigazione a goccia

(Particolare di un impianto d'irrigazione a goccia. Foto di Fir0002/Flagstaffotos. Licenza gnu)

Dopo l'irrigazione, si passa alla pacciamatura, operazione altrettanto importante che consiste nel ricoprire il terreno con uno strato di materiale (preferibilmente, nel caso dell'orto sinergico, paglia, foglie morte o lana di pecora) necessario a mantenerne costante il livello di umidità, a proteggerlo dall'erosione, dalla pioggia e ad aumentarne la temperatura.

Pacciamatura in un orto sinergico

(Esempio di pacciamatura in un orto sinergico. Foto di Ragmans Farm)

Nel caso, poi, in cui si decida di coltivare pomodori, cetrioli e simili, si possono anche montare nei bancali dei tutori sui quali le piante andranno ad arrampicarsi. Questo sistema protegge i frutti, sollevati in aria, dall'umidità e dagli insetti.

Infine, per proteggere l'orto è consigliato inserire siepi tagliavento e la scelta della varietà deve tenere conto del clima e della pluviometria, ossia della quantità di precipitazioni atmosferiche.

Seguiti questi passaggi, ci si può finalmente dedicare alla semina delle colture spostando la pacciamatura e risistemandola una volta finito.
È bene ricordare, che al momento della raccolta le piante non devono essere sdradicate. Le loro radici, infatti, restando nel terreno si decompongono liberando nutrienti e humus.

I prodotti ottenuti con l'agricoltura sinergica conservano intatto il loro sapore originario, offrendo, di conseguenza, la possibilità di riscoprire un mangiare sano, genuino e vero, ben diverso da ciò che siamo abituati ad avere sulle nostre tavole.

Fonti
Selvatici
Wikipedia
Agricoltura sinergica
L'orto sinergico

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi

Articolo letto 11.564 volte



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