Le energie rinnovabili sono la meta: l'Australia è in corsa per raggiungere il 100% entro il 2030

Il paese ideale nel quale poter sperimentare un sistema energetico alternativo corrisponde sicuramente alla realtà dell'Australia: i suoi vasti territori, perlopiù  disabitati, la sua ricchezza di fonti rinnovabili e il suo livello di industrializzazione e avanzamento nella ricerca molto alto, lo rendono il paese per antonomasia dal quale poter trarre tutti i benefici rinnovabili.

Tuttavia l'Australia, oggigiorno, è alimentata per 2/3 da fonti fossili e l'energia da fonti rinnovabili riesce a ricoprire un misero 10% dell'energia totale, detenendo, pertanto, il record d'inquinamento pro capite fra i più alti del mondo. I rischi sono legati al territorio isolano ma anche al resto del mondo a causa del cambiamento climatico, che sta coinvolgendo tutti i paesi: se non si prendessero, globalmente, misure drastiche per contenere l'inquinamento le conseguenze sarebbero tutt'altro che da sottovalutare.

Sagoma del territorio australiano con la bandiera del paese all'interno

 

In particolar modo l'Australia, da qualche anno, sta vivendo stagioni estreme, combattuta com'è tra periodi di siccità prolungati e inondazioni mai viste. Solo recentemente, il governo sta prendendo coscienza della situazione problematica scatenata dal cambiamento climatico e il premier Julia Gillard, al fine di combattere l'emissione di CO2, ha posto una tassa di ventitre dollari a tonnellata emessa dai grandi emettitori.

In Australia, inoltre, installazioni di impianti rinnovabili sono iniziati in maniera serrata e qualcuno dichiara persino che il paese è già in corsa per raggiungere il 100% green e trasformare il volto del della propria economia.

E mentre l'Australia si prepara per compiere passi da gigante, l'Europa si accontenta di un 20% entro il 2020.

QUANTO RINNOVABILE È NECESSARIO PER TRASFORMARE L'AUSTRALIA?

L'Australia con la sua estensione di 7.617.930 km² con una densità di popolamento pari a 23.000.000 di abitanti, richiederebbe un enorme apporto di energia, rimediando all'interno del suo ampio territorio le mille e mille risorse rinnovabili. Valutando l'estensione e i dati della popolazione presente all'interno del paese, i ricercatori dell'Università  di Melbourne hanno fatto una previsione indicando in 25 TWh annui, il valore complessivo dell'energia necessaria e indicando le percentuali di fonti rinnovabili in grado di colmare questa esigenza, riassunte nella seguente tabella.

RINNOVABILI

PERCENTUALE IN GRADO DI CONTRIBUIRE AL FABBISOGNO ENERGETICO NAZIONALE

EOLICO 59%
FOTOVOLTAICO 15% - 20%
IDROELETTRICO E BIOCARBURANTE la restante parte


Questo volta pagina porterebbe l'Australia a mutare il 90% della produzione energetica nazionale fondata su carbone e gas naturale, in un 100% green; l'energia eolica, in particolar modo, grazie alle installazioni di numerosi impianti lungo le coste dell'isola, potrebbe generare 2000-3000 MW.

LO STUDIO DELL'UNIVERSITÀ DI MELBURNE

L'idea, un po' stramba e talvolta futuristica, che l'Australia possa entro il 2030 raggiungere il 100% di energia derivante da fonti rinnovabili spetta ad una ricerca pubblicata dagli studiosi dell'Università di Melbourne; lo studio svela come, il paese intero, compreso il settore dei trasporti, potrebbe essere completamente dipendente dalle energie rinnovabili in meno di dieci anni, a patto della realizzazione di una clausola, ovvero se ci fosse una volontà politica ed imprenditoriale corretta.

Stemma dell'Università di Melbourne

(Stemma dell'Università di Melburne)

A tal proposito, il commissario al cambiamento climatico alla Australian Broadcasting Corp, Tim Flannery, ha dichiarato che «quello che possiamo vedere oggi è che la crescita esponenziale delle rinnovabili sta portando benefici all'economia. Abbiamo visto che la maggior parte del denaro investito nel 2011 è andato ad accrescere il mercato delle tecnologie pulite rispetto a combustibili fossili. Proprio per questo abbiamo varcato la soglia. Abbiamo bisogno di prepararci per una rete energetica molto diversa per il futuro».

I ricercatori di Melbourne hanno scoperto il modo in cui l'Australia potrebbe dimostrare al mondo che di carbone, gas e petrolio si può anche fare a meno, salvando così il pianeta dalle nocive emissioni di CO2. Secondo le loro ipotesi, nel 2020, l'intero paese dell'Australia necessiterà di 325 TWh di elettricità l'anno, pari al 40% in più rispetto al fabbisogno odierno oggi, dato che nei programmi c'è anche di introdurre le fonti rinnovabili per l'alimentazione dei trasporti e dei riscaldamenti.

Fonti rinnovabili e non a confronto

(Fonti rinnovabili e non rinnovabili messe a confronto)

Abbandonando definitivamente il carbone e il gas naturale, le fonti energetiche potrebbero intervenire al soddisfacimento del fabbisogno del paese e, precisamente, il solare termodinamico interverrà con il 58% dell'elettricità, grazie all'istallazione di dodici centrali da 3500 MW l'una su una superficie di 2.760 kmq: questa tecnologia, che usa sali fusi a 500 °C di temperatura, secondo i ricercatori di Melbourne è particolarmente indicata per il territorio desertico dell'Australia.

L'eolico, inciderebbe notevolmente all'incremento di energia rinnovabile del paese, con ventitré centrali, ognuna con una potenza da 2000-3000 MW, posizionate lungo le coste orientali e meridionali. Il 2% sarebbe alimentato dalle centrali idroelettriche già esistenti e da nuove centrali a biomasse. Per il fotovoltaico è previsto anche un piano di autoproduzione a uso domestico, in grado di fornire circa il 15% dell'energia necessaria per le famiglie. (Fonte qualenergia.it).

AutoreDott.ssa Sara Tomasello

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