Inghilterra: eolico cresciuto del 38%, ma in crisi collaborazione con l'Irlanda

INGHILTERRA, EOLICO IN CRESCITA

Nonostante la difficoltà riguardante la diffusione massiccia dell'eolico nel mondo, la Gran Bretagna si conferma terreno fertile: il Paese, nel corso del 2013, ha incrementato la quantità di energia prodotta tramite eolico del 38%. A diffondere tali dati è stato il DECC, Dipartimento dell'Energia e del Cambiamento Climatico.

Il report mette in luce ulteriori, importanti dati relativi alla produzione energetica nazionale: per quanto riguarda l'energia rinnovabile, la sua produzione risponde a circa un terzo del fabbisogno nazionale. Più precisamente, nel corso del 2013 le fonti di energia rinnovabile hanno coperto il 32.7% dell'intero fabbisogno energetico, contro il 29.4% registrato l'anno precedente.

Tale crescita si lega, in particolare, alla maggiore produzione di energia eolica, con la realizzazione di nuovi impianti offshore e il potenziamento di quelli già esistenti. Anche la produzione onshore ha registrato dati in salita: la capacità è cresciuta del 25%, raggiungendo i 6.4 GW annui. Tale crescita ha avuto anche una forma di incentivazione secondaria: la perdita di efficienza di impianti idroelettrici pari all'1.2%, legato ad un minore flusso d'acqua per alcuni impianti. I dati si riferiscono, attualmente, ai grandi produttori: dovranno ancora essere integrati con quelli legati alle piccoli produzioni, nonostante le previsioni siano di un distanziamento minimo dai dati finora diffusi.

...MA GLI OBIETTIVI 2020 SI ALLONTANANO

Nonostante la crescita delle rinnovabili, e del fotovoltaico in generale, L'Inghilterra e l'Irlanda devono però fronteggiare un cambio di rotta, su un progetto comune che avrebbe portato benefici ad entrambe le parti e che avrebbe permesso di dare vita a quello che, per entrambe le parti, costituisce la più ambiziosa realizzazione offshore entro il 2020.

Lo scorso anno, Inghilterra e Irlanda hanno siglato un memorandum d'intesa che prevedeva l'installazione di 2.300 turbine eoliche offshore tra i due Paesi, entro il 2020, per fornire 5000 MW di energia al mercato inglese. La realizzazione di tale progetto prevedeva l'investimento da parte di due compagnie energetiche pari a 6 o 7 miliardi di euro. In questo modo, l'Inghilterra avrebbe potuto raggiungere l'obiettivo del 40% della produzione energetica da fonti rinnovabili entro il 2020.

Ora, però, l'Irlanda minaccia di fare passi indietro e punta il dito contro l'Inghilterra, accusata di non procedere in modo abbastanza rapido con le installazioni e rischiando dunque di fallire l'obiettivo europeo entro i termini prefissati. Il Ministro irlandese Rabbitte si è detto possibilista nei confronti del raggiungimento dell'obiettivo entro un periodo di tempo maggiore, ma ha escluso la possibilità che l'Inghilterra possa porre rimedio alla lentezza delle realizzazioni in tempi utili per rispettare l'accordo internazionale. L'accordo, dunque, è visto dal Governo irlandese come una possibilità posticipata, ma non perduta. 

AutoreDott.ssa Martina Pugno

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