In Italia, il primo impianto per produrre biodiesel dalle alghe

Mentre ricercatori americani e inglesi lavorano per migliorare la produzione di biodiesel (ma anche di energia elettrica) da alghe e batteri fotosintetici, in Italia, è entrato in funzione l'impianto pilota per la produzione di biodiesel dalle alghe. Siamo a Modena, nella sede di Teregroup (un'azienda che si occupa di biotecnologie anche in relazione al settore delle rinnovabili), all'interno del Polo dell'Alga Combustibile Algamoil e con la collaborazione triennale del dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell'Università di Modena. Per l'inaugurazione, si dovrà ancora aspettare qualche settimana, ma, nel frattempo, l'impianto è entrato in funzione.

A Modena, è appena stato avviato il progetto pilota per la produzione di biodiesel dalle alghe

(A Modena, è appena stato avviato il progetto pilota per la produzione di biodiesel dalle alghe)

L'obiettivo è alimentare motori da cogenerazione e da autotrazione con questo biodiesel, già testato su un motore di serie e senza alcuna modifica, con risultati apprezzabili (potenza e coppia sono uguali al diesel tradizionale, mentre il particolato è inferiore). Si punta, cioè, a installare su vetture di serie impianti in grado di utilizzare contemporaneamente (e non alternativamente) sia metano sia biodiesel.

La particolarità di questo biodiesel (secondo le dichiarazioni di Michael Magri, country manager di Teregroup Italia) è che le micro-alghe combustibili (utilizzate all'interno del progetto pilota) contengono una maggiore quantità di lipidi; si parla addirittura del 50 % in più. Tradotto, questo significa il 50 % di olio prodotto attraverso il processo di fotosintesi e fermentazione; un dato più che interessante di fronte al 20-25 % delle altre alghe.

Le micro-alghe del progetto pilota modenese contengono il 50 % in più di lipidi rispetto alle alghe

(Le micro-alghe del progetto pilota modenese contengono il 50 % in più di lipidi rispetto alle alghe "tradizionali")

Nel Polo, è, dunque, in fase di avviamento la produzione in scala reale (su almeno un ettaro di circuito chiuso) di alghe e la loro conversione in biodiesel. Una volta coltivate in grandi cilindri pieni d'acqua, infatti, le alghe saranno estratte, centrifugate e messe a fermentare all'interno di grandi serbatoi, dove saranno rese più produttive dalla presenza di prodotti di scarto zuccherini.

I numeri dell'impianto si prevedono, quindi, di tutto rispetto: due ettari di impianto, tre milioni di litri d'acqua per la coltivazione, sette grammi di micro-alghe per ogni litro d'acqua, di cui la metà trasformata in biodiesel e l'altra metà convertita in mangimi e fertilizzanti. E come se non bastasse, si stima che il biodiesel da alghe è in grado di ridurre le emissioni di particolato dal 30 al 50% (pur mantenendo potenza e coppia identiche).

Le micro-alghe saranno coltivate all'interno di grandi cilindri pieni d'acqua

(Le micro-alghe saranno coltivate all'interno di grandi cilindri pieni d'acqua)

Intanto, negli USA, sono già in funzione pompe che erogano biodiesel da alghe (ma solo per automobili alimentate a gasolio). La sfida per il polo modenese è, dunque, aperta.

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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