Impianti fotovoltaici condominiali: il trattamento fiscale del V Conto Energia

Con l'entrata in vigore del V conto energia e con l'apertura del bando per l'iscrizione al registro degli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 kW, il GSE si pone il problema di fare luce su numerose problematiche ancora confuse nel campo delle installazioni e dell'ottenimento delle tariffe incentivanti sulle strutture condominiali.

Il problema maggiore riguarda la richiesta di linee guida certe per gli impianti fotovoltaici che verranno installati non su unità abitative singole, ma edifici condominiali.
A tal proposito, il GSE ha presentato all'Agenzia delle Entrate un'istanza di interpello ai sensi dell'art. 11 della Legge n. 212/2000 e ha ottenuto la Risoluzione n. 84/E del 10 agosto 2012  atta a chiarire il trattamento fiscale per le strutture condominiali che intendano attivare una convenzione per il godimento delle tariffe incentivanti.

Il quadro fiscale di riferimento, redatto dall'Agenzia delle Entrate, si propone come linea guida nella risoluzione di dubbi e problematiche in un panorama ancora incerto che nel Quinto conto energia vede molte limitazioni e svantaggi per le nuove installazioni.

Che cosa sancisce il trattamento fiscale per gli impianti fotovoltaici condominiali nella Risoluzione n. 84/E del 10 agosto 2012?

La Risoluzione Ministeriale n. 84/E del 10 agosto 2012 dichiara che "il condominio titolare di un impianto fotovoltaico di potenza fino a 20 kW, non è considerato soggetto che svolge attività commerciale abituale", in quanto gli effetti economici, come la percezione di un profitto per la vendita di energia non auto-consumata e immessa in rete e la tassazione degli stessi proventi, si riflettono direttamente sul singolo condomino.

Il condominio è, pertanto, un soggetto che svolge una funzione gestionale di una parte comune (il suolo/superficie di installazione dell'impianto fotovoltaico) in rappresentanza e nell'interesse dei condòmini stessi: nel dettaglio, con quella tipologia di impianto fotovoltaico soddisfa le esigenze domestiche del condominio e solo una piccola parte di energia viene ceduta al gestore elettrico.

L'energia prodotta e non autoconsumata viene venduta con immissione in rete tramite un contratto di scambio sul posto e i proventi vengono tassati al singolo condòmino come reddito diverso in proporzione ai millesimi di proprietà.

E se l'impianto fotovoltaico condominiale produce di più di 20 kW?

Nel caso in cui, il condominio è titolare di un impianto fotovoltaico che produce più di 20 kW e l'energia viene immessa in rete e da ciò vi è un ricavo, questo diventa una vera e propria Società di fatto tra i condòmini, che svolge attività commerciale abituale. Per questo motivo, il condominio:

  • deve richiedere un nuovo numero di Partita Iva, differente da quello dell'unità condominiale;
  • è soggetto a Irap;
  • è associato alla Società in nome collettivo.

In questa situazione di Società di fatto, il condominio ha l'obbligo di:

  • distribuire il reddito ai singoli condomini (i soci) in proporzione alle quote di proprietà della SdF;  
  • emettere fattura con l'applicazione dell'IVA al GSE dell'energia immessa in rete;
  • presentare una dichiarazione del reddito autonoma, in cui il reddito è la differenza tra i ricavi e i costi.

Il GSE, da parte sua, con l'erogazione della tariffa incentivante, è tenuto a operare la ritenuta del 4 per cento di cui all'art. 28  del DPR n. 600 del 1973 in base all'immissione in rete dell'energia.

Fermo restando che il singolo condòmino può non approvare la decisione dell'installazione dell'impianto fotovoltaico, rifiutandosi di fruire dei benefici dello stesso e come tale resta escluso dalla Società di fatto e da qualsiasi contributo spesa.

Autore Maria Francesca Massa

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