Il perché delle energie rinnovabili: i combustibili fossili e le problematiche connesse al loro esaurimento

I combustibili fossili rappresentano l'attuale e principale fonte energetica di consistente sfruttamento da parte dell'uomo. Questo grazie alle loro fondamentali caratteristiche di compattezza nel rapporto inerente il volume energetico, la facilità di immagazzinamento ed il basso costo.

Cosa sono i combustibili fossili?

Ma a che cosa ci si riferisce con il termine combustibili fossili? Stiamo parlando di quei materiali particolari derivati da un processo di carbogenesi ovvero da una trasformazione della materia organica verificatasi durante il corso delle ere geologiche, seppellitasi in forme molecolari man mano stabilizzate e arricchite di carbonio, nel sottosuolo terrestre, sotto la forma di un accumulo di energia solare raccolta nella biosfera tramite la fotosintesi clorofilliana delle piante, da protozoi e alghe azzurre e tramite l'ecosistema animale.

Certamente vi sarà più semplice capire di cosa stiamo parlando se nominiamo il petrolio, il gas ed il carbone.

Un pò di storia 

Siamo in Inghilterra, agli inizi del 1700. La soddisfazione del fabbisogno energetico giova dell'utilizzo del carbone, soprattutto per il trattamento dei minerali ferrosi. La situazione si protrae fino alla metà del secolo quando numerosi giacimenti carboniferi, sfruttabili minerariamente, iniziano a favorire la nascita della Rivoluzione Industriale su tutto il territorio nazionale. Alla fine del Settecento, questo stesso fermento si espande in Europa e Nordamerica, favorendo la sempre più preponderante esigenza di un sistematico utilizzo dei combustibili fossili a causa dell'incredibile incremento della richiesta energetica proveniente da parte delle nuove industrie nascenti. Il processo cresce sempre di più in materia esponenziale fino a renderli principale risorsa energetica del XX secolo.

Dopo gli anni Cinquanta del Novecento, i combustibili fossili contribuiscono a circa il 50% del fabbisogno energetico mondiale. Preponderante è lo sfruttamento del petrolio a svantaggio del carbone, ritenuto maggiormente inquinante e gravoso in termini economici relativi ai costi di estrazione e trasporto.

La crescita di utilizzo si espande. Negli anni Settanta i valori citati salgono a sfiorare il 65% fino ad arrivare ai tempi attuali, con una copertura di fabbisogno giunta all'altissima cifra dell'85%.

giacimento petrolifero

(Immagine di uno stabilimento petrolifero)

Dati attuali e problematiche inerenti il fabbisogno attuale dei combustibili fossili

Questa percentuale è suddivisa nel contributo maggiore del petrolio, che copre circa un valore del 40% di utilizzo, del carbone, con il 25% e del gas naturale con il 20%.

Le principali riserve si trovano disseminate quasi in ogni continente: dall'Europa con giacimenti in Inghilterra, Francia, Belgio e Germania, Polonia, all'Asia con i paesi dell'ex Unione Sovietica, Giappone e Cina, alle Americhe con gli Stati Uniti, all'Oceania con l'Australia. Maggiori sono le riserve di carbone, mediante il quale si sta pensando ad un passo indietro cioè alla sostituzione del petrolio, primo combustibile con esaurimento in evoluzione costante, a causa dello sfruttamento dei giacimenti, scelta comunque discutibile. A livello mondiale, la stima copre dati complessivi relativi a circa 1500 miliardi di barili per riserve ancora estraibili. Il gas, vede invece il problema del trasporto, problematico alla commerciabilità: i consistenti volumi estraibili, sono disponibili su aree situate a vasta distanza rispetto ai potenziali centri di utilizzo, poiché le più grandi miniere si trovano in Algeria ed in Siberia.

A tutto questo si addiziona la gravità del pericolo dell'inquinamento. I combustibili fossili sono infatti altamente inquinanti, con livelli di impatto ambientale a volte catastrofici se pensiamo agli incidenti delle petroliere occorse nell'oceano e le gravissimi conseguenze di questi sulle specie animali fino allo sterminio delle stesse. Grave forma inquinante è la diffusione atmosferica di anidride solforosa SO2, imputata del fenomeno delle piogge acide, insieme alle quantità di CO2, l'emissione colpevole del surriscaldamento globale, per la riduzione della quale si battono, oramai da decenni, i governi internazionali.

grafico percentuali sfruttamento combustibili fossili

(Rappresentazione grafica a torta inerente le attuali percentuali di sfruttamento delle tre fondamentali energie non rinnovabili)

L'esaurimento dei combustibili e l'importanza delle energie rinnovabili

Perché i combustibili fossili non sono rinnovabili? A causa dell'interminabile processo di fossilizzazione delle sostanze, che ne esclude una rinascita al fabbisogno energetico. Questo fattore ha comportato un inevitabile e progressivo esaurimento delle scorte fornite dai giacimenti, causa dunque di un aumento della domanda dei beni sul mercato e conseguente impennata dei costi.

Esperti da tutto il mondo stimano il prevedibile esaurimento delle risorse in una tempistica pari da qui a 40 anni circa.

Tutte le problematiche messe insieme hanno dunque portato i paesi industrializzati ad una riflessione nell'ambito di una maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali, tramite l'accentuarsi, in merito al sistema governativo di ciascun paese, delle politiche di diversificazione delle fonti, favorendo lo sviluppo dell'utilizzo di energie alternative e rinnovabili, con interventi, da parte dell'Unione Europea, atti a promuovere l'utilizzo di risorse rinnovabili secondo studiati piani di riduzione ed una politica specifica da porre in atto al 2020.

L'attenzione è puntata sul fotovoltaico, l'eolico, la geotermica, l'idroelettrica, l'energia marina e solare, sul riuscire a generare energia sfruttando il vento, il sole, le maree, in modo da divenire man mano indipendenti dalle importazioni, spingere la produzione eolica e solare, energie rinnovabili prodotte da fonti inesauribili, capaci di rigenerarsi alla stessa velocità di quella con cui vengono consumate, che non inquinano nè pregiudicano l'ambiente, nè mettono a repentaglio le risorse naturali per le esigenze delle generazioni future. Energie pulite, assenti dall'emissione in atmosfera di sostanze tossiche, soccorritori dell'uomo per un futuro migliore, sia dal punto di vista economico che ambientale, per permettere uno sviluppo sostenibile ed una generazione distribuita sul territorio, atta al soddisfacimento del fabbisogno energetico, ad un maggiore risparmio economico, al rispetto della natura.

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra

Articolo letto 9.279 volte



Visualizza l'elenco dei principali articoli