PeR: il primo parco delle energie rinnovabili

Situato tra Todi e Amelia, ad un'altitudine di  575 metri, il PeR – Parco dell'Energia Rinnovabile, sorge in un'area rurale integra, lontano da insediamenti industriali o agricoli poco ecologici. A fare del PeR un luogo speciale, d'interesse Comunitario, intervengono l'ottima qualità della vita, la bassissima densità di popolazione, il contatto con la natura, la lontananza da zone inquinate, l'elevato pregio faunistico e botanico e la vicinanza a un bosco di ben 6.000 ettari. Per chi sceglie di trascorrere qui un periodo breve o lungo, ha l'opportunità, data la posizione strategica, di visitare l'Umbria e di prendere parte alle numerose iniziative culturali della regione. Conosciamo meglio i pregi e le caratteristiche del Parco, attraverso l'intervista rilasciata da  Maurizio Ferrario, socio fondatore.

Il benvenuto al PeR a una scolaresca

(Benvenuto al PeR dato a una scolaresca in visita al Parco)

Fotovoltaicosulweb: Come è nata l'idea di creare il Parco e quali sono le ragioni che vi hanno spinto a farlo?

Maurizio Ferrario: PeR è l'acronimo di Parco dell'Energia Rinnovabile e nasce dall'idea di Alessandro Ronca, che ne è presidente e cofondatore insieme a me e a Maria Chiara Flugy Papè. La nostra idea è stata quella di realizzare un agriturismo che vivesse tutto l'anno con diverse attività, non solo di tipo turistico, ricettivo ma anche didattico e promozionale, per quanto riguarda l'impiego delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Un luogo, quindi, dove gli ospiti, i visitatori o i partecipanti ai corsi di formazione e agli stage organizzati da noi, avessero modo di sperimentare personalmente i benefici delle soluzioni per il risparmio energetico e l'alimentazione da fonti rinnovabili, comprendendo come modificare i comportamenti verso uno stile di vita sostenibile e consapevole, senza sottostare a sacrifici e privazioni, ma, anzi, dimostrando che le buone pratiche migliorano la qualità della vita.

E infine, frutto dell'esperienza in altre strutture ricettive sono stati l'ottimizzazione dei consumi, la riduzione degli sprechi e dei costi di gestione, una voce sempre importante.

Panoramica di una parte del PeR(Panoramica di una zona del PeR)

FW: Avete scelto di costruire il Parco tra Todi e Amelia, nel comune di Guardea. Come mai proprio qui e non in un'altra zona umbra?

MF: Alessandro Ronca, il direttore del Parco, che ha origini romane, ha trascorso gli anni della sua infanzia in questi luoghi dell'Umbria. Al suo ritorno in Italia, dopo un'esperienza lavorativa nel turismo in Africa, ha deciso di stabilirsi qui per non vivere nel caos della capitale. Non si è spaventato dalla mancanza di acqua nel luogo perché aveva diretto strutture totalmente prive di fonti d'acqua, scoprendo la possibilità di ottimizzare i consumi. Il Parco è stata una scommessa in più.

FW: Ci parli dei vostri concetti guida, dei vostri quattro "come".

MF: Il testo completo lo trovate sul sito, in breve diciamo che i nostri concetti guida sono:

  • L'efficienza energetica: siamo partiti dal concetto più ovvio, tuttavia spesso sottovalutato. Un edificio ecologico deve evitare gli sprechi di energia.
  • La distribuzione energetica: un altro concetto base è la distribuzione integrata dell'energia. Utilizzare più soluzioni. Dal solare termico al solare diretto nei collettori ad aria e, anche, la luce irradiata da tubi riflettenti nei locali bui. Ricambio dell'aria con scambiatori a flusso incrociato che scaldano l'aria che entra con quella che viene eliminata.
  • L'acqua: il terzo concetto guida è importante ovunque, ma ancora di più in un luogo come questo dove abbiamo lunghi periodi di bel tempo e, quindi, di siccità. Bisogna imparare a usare l'acqua in modo ottimale.
  • Autonomia energetica condivisa: solo dopo questi tre concetti, noi poniamo il quarto, da molti considerato al primo posto: la produzione energetica.

Collettori solari presenti al PeR

(Collettori Solari presenti al PeR)

Il come, dunque, si può così riassumere: non bisogna utilizzare uno schema fisso per la progettazione di un edificio. Le abitudini dei suoi futuri occupanti devono interessare non solo l'architetto, che confezionerà un bell'involucro ma anche il progettista responsabile degli impianti, chiamato a tenere conto, nel suo progetto, delle necessità degli utilizzatori.
L'ambiente esterno con le risorse disponibili nel luogo, combustibili, biomasse, vento, corsi d'acqua, soleggiamento, condizioni metereologiche, detterà le soluzioni da adottare e l'aspetto definitivo del piano.
Il PeR è stato pensato in tale ottica, nell'assoluto rispetto delle normative locali che ci hanno imposto la copertura in pietra.

FW: Il governo italiano, nel marzo di quest'anno, ha varato la nuova Strategia Energetica Nazionale, dove ampio spazio è stato riservato proprio alle energie rinnovabili, alle quali è data grande fiducia per il futuro sviluppo del nostro paese, anche in termini economici ed occupazionali. Qual è il vostro pensiero in proposito? Le energie rinnovabili sono davvero il nostro futuro e quello del resto del mondo?

MF: Le energie rinnovabili si devono intendere in un modo molto più ampio. È tutto il concetto di energia che va rivisto. Non si possono sostituire le fonti convenzionali con le rinnovabili se utilizziamo l'energia come oggi. Lo spreco è in ogni dove. Dal rubinetto dell'acqua potabile lasciato aperto mentre ci laviamo i denti, alle luci accese senza bisogno quando si potrebbero attivare solo in presenza di movimento.
C'è un lavoro immenso da fare per la riqualificazione dei fabbricati e per il risparmio energetico di fabbriche, uffici, ospedali. La qualità del territorio, inoltre, dipende anche dai rifiuti, altro tema legato all'impiego delle rinnovabili. È tutto il sistema che cambierà per necessità. E questo significa competenze e lavori nuovi. Noi facciamo la nostra piccola parte.

Dimostrazione a una scolaresca di come si cucina con il sole

(Dimostrazione a una scolaresca di come si cucina con il sole)

FW: Come hanno accolto il vostro parco le persone del posto e quelle in visita?

MF: La realizzazione del PeR ha coinvolto molte maestranze locali, che durante i mesi di lavoro insieme hanno compreso la bontà delle soluzioni che stavamo realizzando e hanno deciso di installare alcuni impianti nelle loro abitazioni. I più giovani sono interessati ad apprendere per costruire case che non ripetano gli errori del passato in termini di sprechi energetici e ci visitano per prendere suggerimenti. Minore, è stata la partecipazione alle attività proposte. I visitatori provenienti da aree più lontane, dopo la visita guidata di tre ore, restano meravigliati dall'energia e dall'impegno messo nella realizzazione concreta del PeR. Alla domanda se siano state soddisfatte le aspettative, ci rispondono sempre di sì. Soluzioni semplici, a volte elementari, e, in certi casi, con costi poco superiori a quelli di costruzione standard, creano interesse anche in geometri e architetti poco avvezzi alla ricerca di soluzioni adeguate al contenimento dell'energia necessaria.

FW: Chi sono i visitatori del PeR?

MF: Per primi direi coloro che sono alla ricerca di esperti per avere un indirizzo nella progettazione di abitazioni virtuose e il più possibile indipendenti dalle fonti convenzionali, poiché non trovano facilmente professionisti che li confortino verso queste scelte. Dopo, gli alternativi interessati ad esperienze di vita in comunità ed eco villaggi. A loro interessa scoprire come ci approvvigioniamo di energia a basso costo e come conduciamo l'azienda agricola con la sola acqua piovana, tanto per citare alcuni esempi. Ma arrivano anche semplici curiosi a cui il nome del parco suscita domande o perché vogliono soggiornare nella casa ad energia zero.

Noi siamo un Centro di Educazione Ambientale CEO della rete INFEA nazionale e una Fattoria Didattica. Abbiamo programmi per la scuole di ogni ordine e grado.
Ospitiamo dalle Elementari alle Università per visite didattiche a tema o stage di più giorni. Nel 2012 si sono contate circa 3500 presenze di studenti.

Casa a energia zero presente al PeR

FW: Quali attività possono fare le persone che decidono di soggiornare da voi per periodi brevi e lunghi?

MF: Oltre ad offrire i pregi di una vacanza nel verde dell'Umbria, il PeR si trova in un'area naturale protetta di 6000 ettari, vicino a Todi, Spoleto, Amelia. Le persone possono gustare i prodotti biologici della nostra azienda agricola. Il PeR,  inoltre, dà l'opportunità, grazie alla guida di un esperto, di introdursi nel mondo dell'Energia e di svolgere esperienze pratiche attraverso corsi, eventi, appuntamenti che spaziano dalla tecnica alla gastronomia. Ad esempio, si cuoce il pane con il forno solare. Si costruisce un collettore solare per scaldare l'acqua. Si impara a misurare i consumi della propria abitazione e  come iniziare a ridurli senza interventi onerosi. Si coltiva l'orto anche con la tecnica dell'Orto Sinergico. Lo scambio di esperienze reciproche continua nell'arco di tutto il soggiorno.

FW: C'è un aneddoto particolare legato al PeR che volete condividere con noi?

MF: Abbiamo iniziato quest'avventura con un pensiero indirizzato all'energia e all'ambiente, con un obbiettivo comunque commerciale. Nel corso dell'attività le persone incontrate ci hanno dato una quantità di informazioni, stimoli, esperienze che ci hanno profondamente cambiato. Abbiamo, così, scoperto percorsi diversi da quelli convenzionali. È un grande lavoro che probabilmente non finirà mai, ma sapere di farlo per questi obiettivi dà una grande speranza.
Il PeR è nato in un momento travagliato della nostra società e può essere una proposta da considerare come base per organizzare un piccolo nucleo, abituato a collaborare suddividendosi le attività.
Un giorno, ci siamo trovati a parlare di questo argomento e la commozione ha fatto capolino.

Sul sito del PeR – Parco Energie Rinnovabili è possibile trovare l'elenco con i futuri appuntamenti e gli eventi in programma. Per chi volesse contattare la direzione, può farlo usando il modulo di contatto presente sul sito, scrivendo a questo indirizzo e-mail: scrivi@per.umbria.it o telefonando a questo numero: 0744.988050.


Le foto ci sono state gentilmente fornite da Maurizio Ferrario.

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi

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