Il manifesto per l'indipendenza energetica dal petrolio: 10 passi per raggiungere il 2020

In riferimento ad un discorso concernente ciò che riguarda la definizione della strategia attuabile specificatamente a riguardo delle politiche energetiche, la Regione Piemonte ha da tempo deciso di muoversi nella direzione degli obiettivi comunitari europei, definiti dalla sigla numerica "20-20-20" rappresentante delle mete percentuali riferite ad un discorso di consumo energetico e riduzione di emissioni inquinanti fissate dall'Unione Europea alla scadenza dell'anno 2020.

Il Piemonte e gli obiettivi 20-20-20

Nello specifico, gli obiettivi 20-20-20 si esplicano:

  • nella riduzione del 20% dei consumi energetici;
  • nella riduzione del 20% delle emissioni di CO2 rispetto ai valori del 1990;
  • nell'aumento del 20% della produzione energetica da fonti rinnovabili.

Energie rinnovabili

(Immagine rappresentativa di energia ottenibile da fonti rinnovabili)

Ai fini del conseguimento di tali obiettivi, la Regione Piemonte si è occupata di definire date linee programmatiche di azione in campo energetico, prevalentemente attraverso

Il tutto definito attraverso il Manifesto per l'indipendenza energetica dal petrolio, presentato a Torino 5 anni fa, il 24 maggio 2008 in occasione dell'Assemblea generale ed articolato in 10 punti fondamentali attraverso i quali la Regione Piemonte si assunse l'impegno di conseguire e condividere gli obiettivi fissati dalla Commissione Europea al fine di portare il Piemonte, che fino ad allora importava l'89% dell'energia utilizzata, a contrastare la vertiginosa e costante salita del costo del petrolio e ad accelerare i tempi per l'indipendenza energetica.

Il Manifesto per l'indipendenza energetica dal petrolio

Il Manifesto per l'indipendenza energetica dal petrolio si esplica attraverso un'iniziale premessa introduttiva inerente l'importanza dell'energia in quanto indispensabile alla vita degli uomini e diritto a tutti garantito, la cui produzione però è fonte di conflitti e inequità, dati 150 anni di consumo del patrimonio naturale e di combustibili fossili concentrato in poche mani, con gravi rischi non solo per la popolazione ma anche per la pace stessa sul pianeta. 

Per questo è necessario un cambiamento al fine di far venir meno le ragioni di tanti conflitti rendendosi indipendenti dal petrolio, per condividere un benessere distribuito in modo equo costruendo un sistema di consumo delle risorse naturali commisurato alla capacità del pianeta di rigenerare risorse, una sorta di modello di democrazia energetica all'interno del quale a ciascuno sia dato il diritto di prelevare e produrre.

Per ridurre la dipendenza dal petrolio occorre un impegno collettivo fatto di comportamenti, regole e strumenti atti ad investire

  • nelle energie rinnovabili
  • nel risparmio energetico
  • nelle tecnologie sostenibili

ai fini della riduzione dei consumi e dello spreco di risorse.

Un impegno articolato in dieci punti da rispettare da qui al 2020. Vediamo quali.

I 10 punti fondamentali del Manifesto per l'indipendenza energetica dal petrolio

Come detto, il Manifesto per l'indipendenza energetica dal petrolio si articola in 10 passi rappresentativi di altrettanti comportamenti, decisioni a azioni fondamentali quali:

1. Condividere gli obiettivi fissati dall'Unione europea ai fini dell'aumento del 20% della produzione da fonti rinnovabili, della riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, dell'aumento del 20% del risparmio energetico, dell'aumento del 10% di biocarburanti ricavati non da fonti alimentari;

2. Prendere decisioni e realizzare programmi su attente considerazioni circa gli effetti sul clima e sul consumo energetico;

3. Abbattere le barriere burocratiche mediante la redazione di regole semplici e trasparenti ai fini della promozione delle fonti energetiche rinnovabili e del risparmio energetico;

4. Progettare case e luoghi di lavoro con nuovi criteri legati all'autoproduzione e al risparmio energetico, al confort e al benessere ambientale;

5. Promuovere la riduzione dell'intensità energetica nel campo della produzione; 

6. Promuovere l'utilizzo di mezzi di trasporto non inquinanti, ad alta efficienza e a fonti rinnovabili e la mobilità sostenibile, riducendo inefficienze e produzione di microinquinanti e migliorando le reti infrastrutturali;

7. Sostenere la produzione agricola piemontese, favorire i prodotti locali riducendo i costi e l'impatto ambientale del trasporto dei prodotti agricoli da un punto all'altro del mondo;

8. Fare si che i produttori di energia tradizionale s'impegnino a convertire il 20% della loro produzione globale;

9. Sostenere scuole e università ai fini della consapevolezza collettiva, per crescere i giovani in una cultura energeticamente più sobria e razionale e per sviluppare una formazione tecnica dei lavoratori e delle imprese improntata allo sfruttamento delle energie rinnovabili e del risparmio energetico;

10. Ridurre il divario energetico tra i poveri donando a tutti la possibilità di prelevare e immettere energia attraverso una rete aperta e diffusa.

Le conclusioni

Il Manifesto per l'indipendenza energetica dal petrolio si chiude con la frase "Uniamo le energie perché ciò accada. FACCIAMOLO TUTTI, facciamolo adesso", un invito finale rivolto a tutti i piemontesi per una mobilitazione generale ai fini 

  • del risparmio energetico, di risorse ed economico
  • della creazione di un'economia e di posti di lavoro
  • del miglioramento dell'ambiente
  • dell'indipendenza energetica

Un grande progetto moltiplicatore di innovazioni in ogni settore, dall'edilizia alla domotica, dalla meccanica all'informatica, dall'agricoltura alla chimica e di azione contemporanea nel campo della

  • legislazione
  • formazione
  • ricerca
  • produzione 

a cui da oltre 5 anni il Piemonte, le istituzioni pubbliche e private, e i cittadini piemontesi stanno adempiendo pienamente.

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra

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