Giappone: trasformare discariche in parchi fotovoltaici

IL FOTOVOLTAICO GIAPPONESE VA IN DISCARICA

Trasformare aree destinate alla raccolta dei rifiuti in zone di produzione di energia rinnovabile: l'ambizioso progetto è allo studio del Ministero dell'Ambiente giapponese, intenzionato a rivalutare le discariche rendendole terreno destinato ad ospitare gli impianti che risponderanno alla crescente domanda di energia elettrica.

 
Con oltre 3600 discariche presenti sul territorio giapponese, la nazione orientale ha terreni sufficienti per rispondere a tale obiettivo, pronto ad essere messo in atto già nel corso dei prossimi anni, grazie ad un sistema di incentivi rivolti ai Comuni, agli enti locali e alle aziende private.

 
Gli incentivi saranno destinati agli impianti fotovoltaici che verranno realizzati nelle discariche dismesse e nelle aree annesse, ma anche sui territori delle discariche ancora in uso. In questo modo, l'installazione di nuovi impianti, anche di grandi dimensioni, potrebbe superare facilmente l'eventuale problema dei vincoli paesaggistici.

 
In particolare, secondo lo studio recentemente concluso dal Ministero dell'Ambiente giapponese e iniziato nel 2013, le discariche attualmente disponibili per ospitare impianti fotovoltaici possono offrire una superficie sufficiente alla produzione di 7.4GW annuali: una quantità consistente, in grado di rispondere in larga misura alle crescenti richieste energetiche senza intaccare nuovi territori.


I risultati dello studio sono stati pubblicati sul sito web ufficiale del Ministero, con l'aggiunta di ulteriori informazioni, tra le quali la durata del periodo di incentivi, pari a tre anni fiscali. Il Ministero ha inoltre reso noto che continuerà a finanziare studi di fattibilità riguardanti le discariche.

Parco fotovoltaico giapponese

(Parco fotovoltaico giapponese)

UNA SFIDA PER IL FUTURO


La scelta di destinare le discariche alla produzione energetica è solo parte della soluzione che da tempo il Giappone sta cercando: il Paese si è ritrovato, negli ultimi anni, a fare i conti con un boom del fotovoltaico senza precedenti e non previsto, che ha colto le istituzioni impreparate e ha sofferto della carenza di tecnici specializzati in grado di favorire il corretto sviluppo degli impianti sul territorio nazionale.

Il risultato di tale quadro è stato un inizio a rallentatore nel percorso verso l'obiettivo fissato per il 2020: nonostante, per tale data, il Giappone abbia annunciato l'intenzione di raggiungere i 66 GW di potenza totale installata, secondo i dati governativi del 31 marzo sono stati finora installati soltanto 8,7 GW. Ciò nonostante, non è possibile affermare che il fotovoltaico costituisca una risorsa secondaria all'interno del Paese, tra i principali leader del mercato a livello internazionale. 

Se non dovessero bastare gli impegni fissati entro il 2020 e in vista del 2030 e se non fosse sufficiente neppure il suo ruolo di guida nel mercato internazionale, il Giappone è pronto ad affermare ancora una volta la propria determinazione nel sostenere la crescita di tale fonte energetica attraverso un nuovo progetto da record: proprio nelle sue acque, infatti, troverà collocazione l'impianto galleggiante più grande al mondo.

Pronto per entrare in funzione nel 2015, l'impianto potrà fornire ulteriori 2.9 MW di potenza fotovoltaica. Il progetto è dell'azienda Kyocera e apre la strada allo sfruttamento delle acque per la produzione di energia fotovoltaica su larga scala, più di quanto è stato fatto finora nel mondo. L'impianto galleggiante costituisce una ulteriore soluzione per aumentare la produttività senza sottrarre territori agricoli.

AutoreDott.ssa Martina Pugno

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